Tutte le birre dell’Open Baladin Fest a Torino: 2ª Parte

29 agosto 2014

Proseguiamo il viaggio fra i birrifici d’Italia che saranno presenti alla Open Baladin Fest, a Torino il 30 e 31 agosto. Qui tra spillatori e microbirrifici si festeggiano i primi diciotto anni della birra viva in Italia. Se siete nel capoluogo piemontese potrete assaggiare fino a 160 creazioni di ben 45 birrifici artigianali. Dopo la prima tappa, è consigliata una breve sosta agli stand dello street food, per una focaccia o una bombetta pugliese che prepari a nuove degustazioni. Il viaggio è ancora lungo e ricco di sorprese: si riparte dalla Pianura Padana, per arrivare fino al meridione.

  1. birrificio italianoSeconda solo al Piemonte, per numero di birrifici presenti, sarà la Lombardia: ben sette birrai porteranno le proprie bionde, rosse e scure alla Open Baladin Fest. Non potrà mancare il Birrificio Italiano pioniere del settore, ha aperto i battenti nel 1996. In piazzale Valdo Fusi porterà i propri classici, ma anche le nuove proposte. Dovreste provare la VuDu, birra weizen scura detta l’originaria: sembra infatti che fino all’avvento della birra industriale, anche le birre di grano della Baviera fossero non filtrate e quindi scure e torbide
  2. Presente anche il birrificio Lambrate, anch’esso nato nel 1996, anno in cui si diede l’avvio al movimento della birra artigianale in Italia. Per cominciare dal principio, se il colore vi invoglia, non mancate di assaporare la Ghisa, successo affumicato di Lambrate; o provate l’Umbria, birra ombrosa che a dispetto del nome viene prodotta in provincia di Lecco dal Birrificio Lariano.
  3. extraomnesChi invece apprezza le amare scoperte non dovrebbe dimenticare di fare una visita alle spine di Extraomnes, birrificio varesino noto per la Zest, bionda dalle note forti di luppolo. Consigliata anche la Hopbloem, proposta in stile belga la cui amarezza è dovuta all’infusione delle foglie di combava, un agrume dalle origini misteriose parente del lime e del cedro.
  4. La Seta del birrificio Rurale di Desio accontenterà invece chi ama il gusto dolce delle blanche, abbinato con l’aroma d’arancia o con quello più insolito e delicato del bergamotto.
  5. Ci si sposta verso Como con le proposte profumate del birrificio Bi-Du; e si conclude la visita della regione con un calice di Fear, birra scura ma dolce per il cioccolato al latte, dell’energico birrificio Brewfist.
  6. Il Birrone arriverà invece a Torino dal Veneto, per la precisione da Vicenza. Porterà con sé la ScuBi, dal gusto di malto caramellato, e la Cibus, weizen di grano e lievito e quindi vero pane liquido: una definizione della birra antica ma sempre valida.
  7. retortoSi scende quindi in Emilia, per scoprire una terra come molte in bilico fra la storia e l’innovazione: il birrificio Retorto, di Piacenza, presenterà alla Open Fest la sua ormai classica Black Lullaby, ale belga con fave di cacao e baccelli di vaniglia, ma anche la Malalingua, barley wine disponibile anche nella versione invecchiata in barrique di Vin Santo
  8. Il birrificio Dada di Correggio tenterà di rompere ogni convenzione, militando nell’avanguardia dell’Arte Birraia Moderna. Proporrà creazioni come la Gattomao, con cinque diversi tipi di malto.
  9. Dalle Marche si passa velocemente, giusto il tempo per un assaggio della Corva Nera decisa a non errendersi al dominio delle stout fra le birre scure. La porterà a Torino il birrificio Mukkeller, a Porto Sant’Elpidio dal 2010.
  10. Si arriva nel Lazio dalla provincia di Rieti e non può mancare una sosta presso i fusti di Birra del Borgo, fra i birrifici più noti degli ultimi anni. La Reale è la prima e più famosa creazione del birraio Leonardo di Vincenzo: corposa e amara di malto, da bere non troppo fredda per liberare tutti gli aromi.
  11. Dalla campagne di Viterbo arriva invece la Agreste Fidelis, proposta speziata di cardamomo e pepe rosa del birrificio Free Lions; e da qui provengono anche l’orzo e il luppolo di Luca Parisi e Marco Meneghin, birrai vagabondi e senza impianti, che approfittano dell’ospitalità dei birrifici amici in tutta Italia per le creative produzioni della birra Stavio.
  12. birradamareIl birrificio romano Birradamare controlla invece l’intera filiera produttiva, dalla semina all’imbottigliamento, creando classici come ‘Na biretta chiara, pils d’ispirazione ceco-tedesca, e La Zia, preparata con rosmarino e carciofi laziali.
  13. Da Latina, e da un avamposto sul mar Mediterraneo, arrivano invece i birrai del birrificio Pontino, animati da sincera passione nella proposta di birre dalla tradizione tedesca.
  14. Il birrificio Aurelio si affaccia sulla costa di Ladispoli, suggerendo un assaggio di birre decise come la Ius primae noctis, con luppolo americano, e la Fear of the dark, stout dai forti aromi tostati.
  15. Ci si imbarca, mai domi, quindi per l’ultima tappa, e si raggiunge in un lampo Salerno e il castello di Roccadaspide: le pure acque di sorgente vengono con sapienza miscelate da Vincenzo Serra, del birrificio dell’Aspide, con i cereali e con i luppoli, dando vita a creazioni come la Garloch, birra scozzese corposa e intensa, ottima per chiudere il giro Agrodolce fra i birrifici d’Italia.

Noi ci saremo, speriamo di trovarvi tutti lì, con un bel boccale tra le mani.

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