La bottiglia del ristorante La Pergola per Taste of Roma

8 settembre 2014

Il vino è una delle poche bevande, se non l’unica, che affascina gusto e mente. Non certo per l’effetto inebriante quanto per i valori che rappresenta, le emozioni che comunica, la storia che racconta”: ce l’ha detto Pietro Ratti, titolare dell’azienda vitivinicola fondata dal padre Renato, per le degustazioni del wine caveau lo staff di taste of roma ha deciso di esplorare anche i tesori della cantina de la pergola quando gli abbiamo comunicato che una delle prestigiose bottiglie in degustazione al Wine Caveau di Taste of Roma (dal 18 al 21 settembre) sarà proprio un Barolo Marcenasco Ratti 1965, in assoluto il primo cru vinificato dall’azienda di famiglia. Durante l’estate sono infatti proseguite le incursioni dello staff di Taste nelle migliori cantine del Paese al fine di ultimare quella All Stars Wine List già nominata nell’articolo dedicato alla magnum di Sassicaia 1990 del ristorante Imàgo. Recentemente abbiamo accompagnato Paolo e Francesco Trimani, curatori di Wine Caveau, nelle cantine de La Pergola di Roma. Qui Heinz Beck e il sommelier Marco Reitano, fra più di 70.000 bottiglie e 3.500 etichette, hanno impiegato circa 60 secondi per scegliere il vino adatto all’iniziativa.

La Pergola

il panorama dal ristorante La Pergola

Qualche anno fa abbiamo rilevato l’intera cantina di un anziano collezionista, una delle più belle e affidabili che abbiamo mai acquistato: mezzo migliaio di bottiglie conservate in una grotta naturale sulle montagne liguri. Sul posto abbiamo dovuto assaggiare un paio di vini per verificarne lo stato di conservazione e uno di questi è stato proprio il Marcenasco ’65. Un vino eccezionale”: così Heinz Back ha spiegato il perché della scelta; prosegue Marco Reitano: “Nessuno poteva pensare che questo vino fosse così incredibilmente affascinante. Scegliendo di bere un Barolo vintage, e dovendo spendere, di solito si va sulle grandi annate di riferimento: ’58, ’64 o ’71, ma questo vino di Renato Ratti ci ha davvero lasciati di stucco per il suo equilibrio e la sua densità; un tocco di velluto sul palato, con tannini sottili e ancora presenti, per nulla ossidato, fine e potente allo stesso tempo, conserva ancora le caratteristiche dei vini del territorio come i profumi di sottobosco ma possiede anche note di cioccolato e spezie dolci. L’abbiamo scelto perché, pur avendo 50 anni, è un vino sorprendentemente moderno, fine ed elegante. Merito di chi mezzo secolo fa aveva già capito che il vino buono si fa in vigna”.

Wine Caveau: La Pergola

la cantina del ristorante

In effetti più che un vino moderno si tratta di un vino visionario, fatto da un grande innovatore del Barolo e di tutto il mondo vinicolo italiano. Renato Ratti fu il primo a organizzare le classificazioni territoriali del Barolo e a focalizzare l’attenzione sui cru, vinificandone le uve separatamente per riportare il nome della vigna sulla bottiglia ancor prima della dicitura Barolo, che faceva figurare solo in retro-etichetta. Era un personaggio eclettico Renato Ratti, di grande personalità, un trascinatore. Perse il padre in giovane età e dovette scegliere una scuola tecnica che lo introducesse presto nel mondo del lavoro. Si iscrisse all’Enologica di Alba e dopo qualche anno in una cantina delle Langhe venne assunto dalla Cinzano che gli diede la possibilità di vedere il mondo. Girò il Sudamerica e visse in Brasile per 10 anni dove fu il primo a piantare le vigne nel deserto e ottenere, grazie a un’irrigazione massiva, 3 vendemmie in un solo anno destinate a diventare vermuth.

Wine Caveau: La Pergola

Ratti fece della necessità un lavoro, poi una passione e infine una grande virtù. Tutte le volte che poteva tornare in Europa utilizzava i sui risparmi per comprare vino e visitare la Francia, dove apprese l’importanza del lavoro in vigna e delle denominazioni d’origine territoriale. renato ratti ha avuto un approccio moderno nei confronti del barolo, differenziandosi dai grandi nomi presenti Infine, nel 1965, investì tutti i suoi risparmi per comprare un vigneto di mezzo ettaro (che ribattezzò Marcenasco) e fondare la propria azienda vitivinicola. Capì che, non avendo una forte tradizione di famiglia alle spalle, se avesse voluto vendere il proprio vino avrebbe dovuto diversificarsi dai grandi nomi del Barolo, avere un approccio moderno. Doveva e poteva farlo senza un padre che gli imponesse un metodo, quindi decise di esaltare la freschezza e le caratteristiche del frutto per ottenere un vino elegante e meno tannico. Aveva estrema cura delle proprie piante e optò per una vinificazione non troppo lunga senza eccessive permanenze in legno (circa 2 anni e mezzo in una botte di 25 ettolitri sufficiente per la piccola vigna di Marcenasco). Applicò poi quel concetto di cru dalla vigna alla bottiglia e la scelta si rivelò vincente. Renato Ratti fu anche il primo a tenere la carta delle annate nel Barolo: descrisse il 1965 come “annata normale, vino abbastanza robusto, equilibrato, profumato e piacevole”.

Wine Caveau: La Pergola

Le caratteristiche di quest’annata col tempo si sono evolute fino a lasciare a bocca aperta uno chef e un sommelier tra più importanti del mondo. Ora solo 6 appassionati wine lovers potranno iscriversi alla degustazione e stappare insieme questa ambita bottiglia in compagnia di un esperto narratore: “Chi si aggiudicherà un bicchiere di questa bottiglia acquisterà un pezzo di storia di questa azienda e del Barolo. È una bottiglia rarissima, nemmeno io ho ancora avuto il piacere di assaggiarla e in cantina non ne ho più” ci confessa al telefono Pietro Ratti con la voce lievemente rotta. D’altra parte il vino è soprattutto emozione e il Mercenasco ’65 ne trasmette davvero tanta.

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