L’astice di Kobe Desremaults vale il bis

22 settembre 2014

Belgio. Quando da Bruxelles ci si inoltra verso nord, il panorama cambia improvvisamente: verde, spazi smisurati, vacche a perdita d’occhio. Per gli amanti del ciclismo si passa attraverso il percorso di una delle corse più affascinanti: il Giro delle Fiandre. Si arriva a Dranouter, uno dei radi paesini immersi in questa affascinante pianura: una strada principale, qualche albergo, la piazza del paese con la chiesa.

in de wulf

Per arrivare a In de Wulf (Wulvesraat 1, Dranouter) ti devi addentrare veramente fra i campi, tra stradine strette e, all’improvviso, dopo una curva ti ritrovi di fronte a questo casolare di campagna. E la prima cosa a cui pensi sono i campi, il lavoro agricolo. E rimpiangi di non poter usufruire delle camere, appena 3, tutte sold out, e della conseguente colazione, di cui si mitizza, con le uova cotte sui fuochi a legna dalla mamma di Kobe Desremaults, chef consacrato e famoso.

kobe

Ora qui potremmo scrivere pagine e pagine sulla nuova cucina nordeuropea, mischiando in maniera assolutamente impropria belgi, danesi, olandesi svedesi e via discorrendo. Potremmo indicare con il dito ben puntato certi eccessi di manierismo, di cui anche il buon Kobe, tagliando teste di capretto con la sega in giro per i festival, si fa interprete. l'esperienza da in de wulf vale sicuramente il viaggio Criticare il fatto che l’aperitivo si prenda affacciati sull’orto, che foraggia verdure e aromi del ristorante, quando invero si sta benissimo. Storcere la bocca sul fatto che sia lo staff di cucina a portarvi i piatti, anche se in realtà la cosa non dà fastidio e il personale è presente ed essenziale. Ma diciamo solamente che l’esperienza da In de Wulf, stramerita il viaggio. Una cucina essenziale, pulitissima, netta, con pochi ghingheri e tanta sostanza: due, tre elementi nel piatto, centralità del gusto, sapori definiti, rimandi tra mare e terra, una moderna classicità. Un grande ristorante contemporaneo, che guarda al territorio, in un afflato vitale.

lobster

Un piatto, un solo piatto su tutti, per il quale non rimpiangi un chilometro fatto: l’astice (il mare è molto più vicino di quel che si pensi), polposo, il suo fondo che è un concentrato di iodio, con il tocco delle erbe a definire il tutto. Come capita raramente, ho chiesto il bis.

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