Come riconoscere e scegliere un buon catering in 10 domande

23 settembre 2014

Quante volte vi siete chiesti se valga o meno la pena contattare un’azienda di catering per l’organizzazione del vostro evento, più o meno grande? Per fugare ogni dubbio su questo argomento, noi di Agrodolce abbiamo individuato i 10 modi per riconoscere un buon catering e le domande che dovete farvi quando decidete di affidarvi a un’agenzia di banqueting.

  1. Sito di foodL’azienda ha un sito Internet oppure è rintracciabile solo tramite le Pagine Gialle? Sembrerà banale ma un’azienda con un sito è un’azienda che, oggi, ha la capacità di mettersi in mostra e anche in discussione, se necessario. La presenza social, la possibilità di avere accesso a un archivio di immagini e proposte consultabili online, è un elemento importante nella scelta del catering.
  2. cateringQuanti dipendenti impiega e che competenze hanno? Il numero di dipendenti e la presenza di persone con competenze diverse sono punti chiave. Se il vostro evento prevede la presenza di vino di un certo livello, siamo sicuri che l’azienda scelta sia in grado di fornire personale specializzato nella mescita? Se ci sono persone con intolleranze, l’azienda può fornire personale attento e preparato in questo senso?
  3. È disponibile a farvi provare una selezione di cibi? È segno di professionalità se, prima di stilare il menu, l’azienda di sua spontanea volontà vi invita ad assaggiare alcuni dei prodotti che prepara in occasione di eventi simili al vostro. Se siete voi a doverlo chiedere, fate attenzione alla risposta e al tono della stessa, perché potrebbe valere molto più di mille assaggi.
  4. Ha tutte le certificazioni sanitarie e non ha problemi a mostrarle? Un’azienda di catering dovrebbe essere in possesso di tutte le certificazioni sanitarie per operare, incluse quelle che regolano il trasporto del cibo dal luogo di produzione al luogo dell’evento. Diffidare delle aziende che non forniscono nessun dettaglio in materia o accampano scuse.
  5. CateringChe tipo di cibo propone? Segue le mode o è specializzata in un certo tipo di cucina? Il catering deve rispondere esattamente alle vostre esigenze: se state organizzando un evento trendy, sceglietene uno che segua la moda del momento per evitare di ritrovarvi con il cocktail di gamberi e i vol-au-vent ripieni di mousse di salmone. Al contrario, se preferite la tradizione, accertatevi che il menu non contempli spume o abbinamenti particolari. Scegliete l’azienda in base alle vostre necessità e siate chiari fin dall’inizio.
  6. Che contratto propone? Cosa include il servizio? Una buona azienda di catering deve avere un contratto a norma di legge in cui sono specificati sia i diritti, sia i doveri di parte e controparte, il diritto di recesso e tutti i servizi inclusi nella prestazione, dalla preparazione del cibo all’eventuale fornitura di attrezzature e allestimenti fino ai servizi post evento, pulizie incluse. Nello specifico il contratto di catering rientra nella tipologia dei contratti atipici disciplinati dall’art. 1322 2° comma del codice civile e si deve caratterizzare per essere commutativo, ovvero non dipendente da eventi incerti e consensuale.
  7. Mercato localeDa dove arrivano le materie prime utilizzate per la preparazione del cibo? Chiedete dove si riforniscono, che supermercati frequentano, che distributori utilizzano per l’approvvigionamento delle materie prime. Diffidate di chi vi rifila sbrigativamente una frase come “Ci riforniamo solo da distributori locali a km zero” e pretendete di sapere nomi, cognomi ed eventuali referenze.
  8. Quanto disponibile è l’azienda in caso di modifiche o richieste particolari? Fate attenzione al contratto e chiedete che possano essere applicate modifiche anche last minute, considerando quindi un periodo di tempo che non metta in difficoltà né voi né loro. Se l’azienda si rifiuta o è restia, cambiate aria.
  9. contoPrezzi: troppo bassi o troppo alti? Nonostante il parametro relativo ai prezzi possa essere troppo soggettivo, diffidate sia di chi vi presenta un conto troppo salato, sia di quelli che invece fanno il contrario. Nel primo caso potreste essere costretti a pagare solo il brand dell’azienda e non è detto che allo stesso corrisponda un’adeguata qualità del cibo proposto; nel secondo caso potrebbe trattarsi di un catering che spende poco per le materie prime o per i dipendenti e permette ai clienti di risparmiare. Il giusto mezzo dovrebbe sempre guidare la scelta ma, in questo caso, potrebbe non essere così semplice trovarlo.
  10. passaparolaCosa ne pensa chi l’ha già usato? Il passaparola vale spesso più di mille prove. Internet viene in vostro soccorso se l’azienda è conosciuta e opera anche online ma, se non lo fa, cercate di affidarvi a professionisti dei quali avete sentito parlare bene. Il passaparola non sempre garantisce risultati accurati al 100% ma nel 90% dei casi ci azzecca.

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