I 10 momenti peggiori dell’aperitivo a buffet

26 settembre 2014

A un certo punto della storia ci si è accorti che sì, è bello stare in compagnia ma è troppo laborioso organizzare sempre una cena per vedersi. somethingAdesso siamo più vicini alla fase in cui la vicinanza della gente non ci interessa quasi per nulla: piuttosto mangiamo da soli, al massimo in compagnia di whatsapp. Nel frattempo si è intensificata una delle mode alimentari più odiate ma anche più sfruttate che mai, l’aperitivo, anche nelle sue versioni più disparate che partono dall’apericena, passano dall’aperipizza e culminano con strane sessioni composte da una pedicure, un tagliere di formaggi e un calice di vino. Se non siete ancora convinti circa l’immoralità, nutrizionale e non solo, di questi eventi lontani dai pasti, ci pensa la lista dei peggiori momenti legati all’aperitivo. Prendete il vostro drink e leggeteli tutti.

  1. dubbioDove lo faccio. 10 giorni di preavviso, un evento creato ad hoc su facebook ma, al momento dell’incontro, ancora non si è deciso dove andare a sedersi. Il problema non è tanto l’assenza di un locale, quanto la mancanza di coraggio nel prendere una decisione. Intanto i minuti passano, i vassoi si svuotano e finirete col bere uno spritz sgasato, accompagnato da olive verdi. Manco a dirlo, le olive sono mollicce e rugose.
  2. Norme di comportamento. Ci sono 3 cose che fanno di un essere umano un soggetto superiore ad altri simili: riuscire ad ascoltare per intero il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica; cambiare la gomma dell’auto in autostrada; capire come funziona l’aperitivo nel locale in cui siete capitati. Ecco alcune regole disgraziatamente adottate: dalle 18 alle 20 paghi un buffet anche se non mangi. Dalle 21, alle 21.15 se bevi 2 drink ne paghi 1. Ma se prima hai mangiato, allora la regola si annulla. Se sei seduto paghi un tot, in piedi un altro tot, se stai piegato sulle ginocchia le arachidi sono gratis.
  3. vodka martiniTu che prendi? È durante un aperitivo il momento in cui si rileva la totale mancanza di polso o spina dorsale nei vostri amici. Dopo avervi impietosito con la faccia incerta circa il locale da scegliere, una volta dentro si presenta il grande dilemma del momento: tu cosa bevi? Nessuno che sia capace di scegliere in modo autonomo. Allora finisce che il primo a prendere coraggio è il tizio astemio: tutti berranno Coca-Cola. Tu, per non fare l’alcolizzato della situazione, chiedi un bitter e dentro ci fai mettere l’ombrellino.
  4. Schema di gioco. Non dite che non è vero: ogni qualvolta vi avvicinate al rito dell’aperitivo con buffet, parte lo schemino che manco Antonio Conte con la Nazionale. Organizzare il chi resta e chi fa il piattino. Gianni, Diego e Marianna, restano seduti per tenere il tavolo. Sara, Luca e Marco, vanno a riempire il piatto. Organizzare le persone vi assicurerà tavolo e cibo per un paio di ore. Ma è proprio in questa fase che inizia il decadimento della serata. Almeno siete seduti.
  5. piattinoll piattino. Questo richiede una descrizione dettagliata. Il primo giro di commestibili è una specie di piramide alimentare, di quelle che si studiano nel sussidiario delle elementari. La piramide sarà composta da una base di carboidrati (pizza soprattutto), seguita da diversi strati di proteine sotto forma di salumi misti a piccole fritture. La punta della piramide sarà costituita da olive e alimenti leggeri che non schiaccino quelli sotto. Tornare al tavolo senza farvi cadere nulla dal piatto sarà un’impresa degna di nota. Avviso per i signori gestori dei cocktail bar: è inutile fornire piatti più piccoli per risparmiare cibo, ormai tutti occupano spazio in altezza in maniera del tutto abusiva.
  6. Il drink. L’infelicità derivata dal cocktail è ormai una piaga strutturale del nostro Paese. Trovare un drink ben fatto è raro e, invece di organizzare rivolte pacifiche presso il Ministero degli Affari Liquidi e Alcolemici, preferiamo accontentarci di quello che passa il governo. Anche a questo aperitivo sarai costretto a bere il tuo Spritz dal colore sgargiante fatto con vino spumante di origine finlandese. Lo pagherai anche 8 euro ma non farai storie perché il barman sorride a tutti ed è simpatico. Pare brutto fare il rompiscatole.
  7. aperitivo al banconeIsolamento. Le dinamiche sono sempre diverse. Altro giro, altra corsa e questa volta non sai chi ci sarà all’appuntamento. Scopri all’ultimo minuto che tu sei uno di quelli che non conosce quasi nessuno. Ovviamente gli altri sono troppo felici di vedersi per rendersi conto della tua presenza e, una volta scambiati i convenevoli, tu rimarrai isolato, costretto a sentirli parlare del viaggio fatto in India e di quanto fosse top. Vorresti insultarli ma sai che non sta bene, allora bevi, bevi ancora. E ancora.
  8. I racconti. A causa del troppo lavoro non uscivi da settimane e questo aperitivo sembra l’occasione perfetta per un momento di sano svago. Non hai però riflettuto sul fatto che tutti sono nella tua situazione e il carico di frustrazione è elevato. Mentre Lucrezia parlerà della cognata antipatica e perfida, Maurizio racconterà dell’umiliazione subita dal proprio capo. Tu sarai lì, in silenzio a far finta di ascoltare, ma la tua mente ha chiuso il collegamento con il canale uditivo da circa 20 minuti. Continuerai a mangiare patatine e pop corn fino alla nausea.
  9. bancone aperitivoMaterie prime. Torniamo ai commestibili: è quasi ora del secondo giro e non abbiamo ancora fatto una disamina dettagliata sul cibo. Al buffet ogni vassoio è grande circa 1×2 metri. Dentro c’è ogni sorta di alimento, impilato come le spezie nei mercati indiani, a montagna. Non sai se è peggio il farro con prosciutto cotto e anice stellato o le farfalle con formaggio spalmabile, rucola e melograno. Poi individui lo spezzatino di carne in salsa di soia e capisci subito a chi dare la coccarda della vittoria. Fai una cosa saggia: mangia solo i taralli e qualche gambo di sedano. Vivrai più a lungo e senza quel fastidioso reflusso gastrico.
  10. ContoIl conto. Hai passato la serata mangiando e bevendo cose la cui natura è ancora sotto osservazione scientifica. Le chiacchiere sono state davvero snervanti e l’unica cosa che ha fatto ridere tutti è stato quando ti sei versato il cocktail sui jeans. Forse è il momento di chiedere il conto e correre verso casa in modalità Forrest Gump. È solo in quel momento che ti accorgi di essere rimasto solo con la tua amica mentre le altre 15 persone sono andate via prima. Di quei 15 ha pagato solo una, quindi togli una Coca-Cola dal conto e il resto ti tocca pagarlo. Questo ti servirà da lezione perché hai deciso di fare l’aperitivo per non investirli in una cena genuina. Rifletti meglio sulle tue azioni e correggiti: l’inverno deve ancora iniziare e il rischio di ricaduta è forte. Buona fortuna.

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