Spaghetti all’oppio: come ti fidelizzo il cliente

1 ottobre 2014

È di qualche giorno fa la buffa notizia rimbalzata su molti quotidiani nazionali: un ristoratore ha servito noodles all’oppio nel suo locale per garantirsi una clientela felice, ben disposta a tornare. Ora va bene, la crisi c’è per tutti, ma forse questa come soluzione potrebbe essere un po’ estrema. Se non altro ai termini della legge. È successo in un ristorante di Yan’an, nella provincia settentrionale dello Shaanxi in Cina.

Pasta all'oppio

I media cinesi hanno riferito che il venditore ha comprato 2kg della sostanza per 98 dollari nel mese di agosto, con l’intento di aggiungere delle parti della pianta di papavero, da cui si ricava l’oppio, agli spaghetti asiatici per migliorare la sua attività e far tornare i clienti settimana dopo settimana. il ristoratore è stato smascherato grazie ad un giovane risultato positivo al test degli oppiacei Il misfatto è stato scoperto quando, un automobilista di 26 anni è stato fermato dalla polizia per un controllo antidroga.  È risultato positivo al test delle urine. Il giovane è stato detenuto per 15 giorni con l’accusa di abuso di droga ed è stato rilasciato solo dopo che, alcuni membri della sua famiglia, avendo mangiato nello stesso ristorante gli spaghetti incriminati, sono anch’essi risultati positivi al test delle urine. Così è stata dimostrata l’innocenza del ragazzo. Il rischio di diventare tossico dipendenti mangiando spaghetti in quantità esagerate è improbabile, ma sicuramente può dare un risultato positivo agli oppiacei durante un test antidroga. Casi simili sono già avvenuti in Cina nel 2010 e nel 2012. Recidivi!

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