Festival del Cibo di Strada a Cesena: 5 motivi per andarci

2 ottobre 2014

Da venerdì 3 a domenica 5 ottobre, nel centro storico di Cesena, torna l’appuntamento biennale con il Festival internazionale del cibo di strada. Arrivato all’ottava edizione, il Festival è una straordinaria occasione di incontro e conoscenza tra culture regionali e nazionali diverse poiché ospita stand gastronomici provenienti da numerose regioni italiane e da almeno 3 continenti diversi. Un affascinante viaggio intorno al mondo che parte dall’Alto Adige con il meraner hauswurst per arrivare fino al siciliano pani ca’ meusa, attraverso la empanada criolla argentina, gli yakitori giapponesi, il biryani curdo e molto altro. Ma se questo non vi sembra sufficiente, vi proponiamo altri 5 motivi per andarci.

  1. strada oliveQuest’anno, nella street food truck area di piazza Giovanni Paolo II, agli stand tradizionali si affiancano le postazioni su ruote, dove si possono assaggiare gli Spiedini di paccheri farciti con burrata, ricotta, pesce azzurro e melanzane, con pesto di pistacchi proposti da La Frasca on street food truck di Milano Marittima; il Piadaburger con salsiccia, fontina, lattuga, pomodori, cipolla marinata del Cinema Divino food truck di Faenza; il fritto misto all’ascolana con olive all’ascolana Dop, cremini, carciofi, bocconcini di patate e mozzarella, bocconcini di farro e salsiccia dei Migliori di Ascoli Piceno o pizza e mortazza della Pizza e Mortazza apecar di Roma.
  2. malaboccaNello spazio Tipico a Tavola. Emilia-Romagna, tradizioni e sapori mediterranei gli chef di 6 ristoranti di Tipico a Tavola si mettono in gioco sul tema della più antica forma di gastronomia mai conosciuta: la cucina di strada. Venerdì 3 trovate Catia Fornari della Locanda Marcella di Festà di Marano sul Panaro (MO) e Roberto Dalfiume dell’Osteria Malabocca di Bagnacavallo (RA); sabato 4 Enrico Lubrano di Al Deserto di Cervia (RA) e Domenico Di Maggio dell’Hostaria 900 di Imola (BO); domenica 5 Gregorio Grippo de La Buca (Osteria del Gran Fritto) di Cesenatico (FC) e Davide Gardini del Petito di Forlì.
  3. chef kumalèI più curiosi possono partecipare ai 4 laboratori-degustazioni di Officine gastronomiche durante i quali chef Kumalé spiega, prepara e fa degustare piatti e pietanze di altrettanti paesi del mondo. I protagonisti di quest’anno sono la Giamaica con il jerk bbq di carne in marinata di allspice, scotch bonnet, aromi e spezie; le Mauritius con le gateau piment – polpettine di legumi alle spezie in salsa piccante; le Antille con le acras de morve – polpettine fritte di baccalà agli aromi e l’India con il masala chai – decotto di te nero Assam alle spezie. La partecipazione a pagamento (10 euro) e ci si prenota al numero 3487517095. Come a ogni Festival, è possibile inoltre fare una degustazione guidata di caffè presso il Magazzino dei caffè del mondo.
  4. fave di cacao wonder foodSe il cibo vi interessa anche da un punto di vista etico, potete partecipare al pomeriggio di studi che il Festival propone sabato intitolato Sovranità alimentare e culture del cibo. Le coltivazioni del cacao tra sostenibilità e globalizzazione durante il quale verrà proiettato il film-documentario Shady Chocolate di Miki Mistrati; interverranno Raffaela Donati (presidente Slow Food Emilia-Romagna), Piero Sardo (presidente Fondazione Slow Food per la Biodiversità onlus), Filippo D’Antuono (Università di Bologna, docente di Produzioni Vegetali), Alice Fanti (Desk America Latina, CEFA onlus) e Corrado Scropetta (responsabile CEFA onlus in Ecuador); e al termine del quale ci sarà una degustazione guidata di cioccolato.
  5. mariachiInfine il Festival non è solo cibo, ma anche musica, arte e teatro di strada: eventi e spettacoli proseguono nei locali e nelle vie del centro.

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