Come si leggono le principali guide dei vini?

7 ottobre 2014

L’autunno è giunto indolore dopo la tiepida estate, ben presto un altro fenomeno si abbatterà su di noi. con l'autunno ritornano le guide dedicate al vino Tra pochi giorni verranno pubblicate le tanto amate/odiate guide. Quelle gastronomiche non hanno più segreti: tutti ormai sono in grado di districarsi tra stelle, forchette, cappelli da chef e quant’altro. Un po’ meno conosciute, invece, sono le guide dei vini: solo gli esperti e appassionati conoscono i simboli utilizzati e i premi conferiti. Noi di Agrodolce, che vogliamo andare incontro a quei curiosi che vogliono sapere qualcosa in più sulle principali guide di settore, ne abbiamo stilato una lista dettagliata.

  1. Guide vini gambero rossoVini d’Italia – Gambero Rosso. Quella che verrà presentata il prossimo 25 ottobre a Roma sarà la ventottesima edizione; è la più longeva guida italiana del vino e una delle più complete coi suoi oltre 40.000 vini assaggiati ogni anno, di cui più della metà entra in guida. È suddivisa in regioni e le cantine sono elencate in ordine alfabetico. Sono presenti le note anagrafiche, la storia aziendale, la geografia, la produzione e infine una breve descrizione dei vini più rappresentativi. Il tutto è concluso da una griglia che riporta i vini, la loro fascia di prezzo e la valutazione espressa in bicchieri. Un bicchiere nero è la valutazione che spetta a un vino buono; 2 bicchieri neri per quelli giudicati da buoni a ottimi; 2 bicchieri rossi per quei vini che sono arrivati alle finali; tre bicchieri rossi, la valutazione più alta, per i vini ritenuti eccellenti. I bicchieri bianchi si riferiscono alle produzioni delle edizioni precedenti. La guida conferisce anche premi speciali suddivisi in 9 categorie: ai Migliori vini (rosso, bianco, bollicine, dolce), alla Cantina dell’Anno, al Miglior rapporto qualità/prezzo, al Viticoltore dell’Anno, alla Cantina Emergente e a chi fa vitivinicoltura sostenibile. Corredano il tutto la lista dei Tre Bicchieri, i Tre Bicchieri sotto i 15 euro, i Tre Bicchieri da agricoltura biologica/biodinamica, la classificazione delle annate per le principali zone vitivinicole italiane, la lista delle cantine stellate, ovvero quelle cantine che hanno preso almeno 10 volte i Tre Bicchieri.
  2. Guidevini berebene gamberoBerebene – Gambero Rosso. Il Gambero pubblica un’altra guida, che potremmo considerare un po’ come la sorella minore di Vini d’Italia: Berebene. Si tratta di un prodotto editoriale che contiene circa 2500 vini, tra i migliori degli assaggi regionali per rapporto qualità prezzo: per essere presente in questa edizione, ogni vino deve costare sotto i 10 euro. Non ci sono premi o valutazioni, ma torna la suddivisione regionale e per ogni cantina è presente un vino di cui si parla diffusamente nella scheda. All’inizio si possono trovare gli Oscar, vini che spiccano sugli altri; sono scelti 3 bianchi e 3 rossi al livello nazionale e poi un vino per ogni regione per l’Oscar regionale.
  3. guide vini espressoI vini d’Italia – L’Espresso. Con l’edizione del 2015, che sarà presentata in questi giorni, si giunge alla dodicesima edizione. L’impostazione è simile alla Guida del Gambero ma non identica. Chiaramente anche qui c’è la suddivisione regionale, una nota anagrafica e una descrizione dell’azienda. Segue un breve commento che riporta gli elementi positivi, di perplessità o negativi suscitati dalla vendemmia giudicata. Il punteggio attribuito agli oltre 9000 vini presenti in guida è espresso in ventesimi, ma allo stesso tempo è utilizzato anche un sistema simbolico; da 13.5 a 14 il vino merita una bottiglia – apprezzabile; da 14.5 a 15, due bottiglie – buono; da 15.5 a 16, tre bottiglie – ottimo; da 16.5 a 17, quattro bottiglie – livello molto alto. L’eccellenza è giudicata con un punteggio che va da 18 a 20; questi sono i vini che prendono le tanto ambite 5 bottiglie. Oltre alla valutazione, è espressa l’analisi organolettica derivante dalla degustazione e sono pubblicati prezzi e tiratura delle bottiglie. Per le cantine che si distinguono per l’alto livello qualitativo, per la rappresentatività nel territorio o nella denominazione o per la presenza di uno stile definito e riconoscibile, è espressa un’ulteriore valutazione con le stelle, da un minimo di 1 a un massimo di 3. La guida, infine, è corredata da una lista di menzioni speciali, vini che non hanno raggiunto le 5 bottiglie ma che hanno particolarmente colpito i curatori e che possono essere considerate modelli esemplari. Essendo uno strumento rivolto al grande pubblico, in apertura troverete una sorta di istruzioni per l’uso del vino: come conservarlo, con quale bicchiere degustarlo, a quale temperatura servirlo, con cosa abbinarlo. Utile per i neofiti.
  4. slow wineSlow Wine – Slow Food. Insieme alle due appena elencate, la guida di Slow Food è quella che gode di maggiore prestigio tra gli enofili e gli enocuriosi. È ancora una guida giovane (la prima edizione risale al 2011), ma fino al 2010 la casa editrice piemontese pubblicava la guida Vini d’Italia insieme al Gambero Rosso. Slow Wine è una guida sui generis, che parla non solo dei vini ma soprattutto di chi li realizza; non prevede punteggi o valutazioni. Tuttavia vini e cantine sono contraddistinti da alcuni simboli che tengono conto di alcune precise caratteristiche. Per le cantine, c’è il simbolo della chiocciola a indicare un’azienda che è in sintonia con il motto dell’associazione “Buono (per le qualità organolettiche dei vini), pulito (per il rispetto dell’ambiente) e giusto (per il rapporto qualità/prezzo)“. La bottiglia invece contraddistingue quelle cantine che hanno espresso un’ottima qualità media su tutta la gamma produttiva assaggiata; infine una moneta è assegnata quando il rapporto qualità/prezzo di tutti i campioni in degustazione è particolarmente buono. Poi ci sono i simboli per i vini: è definito vino Slow quel prodotto che, oltre a essere convincente dal punto di vista organolettico, riesce a raccontare il territorio, la storia e l’ambiente da cui proviene. Poi abbiamo il grande vino e il vino quotidiano, ovvero, rispettivamente, i vini eccellenti e quelli che costano fino a 10 euro in enoteca. La scheda di ogni azienda è divisa in 3 parti che raccontano la vita aziendale, le vigne e i vini: non mancano brevi note di degustazione, la tiratura e il prezzo della bottiglia. La prossima edizione, quella del 2015, sarà presentata il 26 ottobre a Torino, in occasione del Salone del Gusto.
  5. Vini-Buoni-DItalia-2015Vinibuoni d’Italia – Touring Club Italiano. Scordatevi Chardonnay, Pinot Nero, Syrah Cabernet e tutti gli altri internazionali: qui si recensiscono solo vini ottenuti al 100% da vitigni autoctoni. Di nuovo la suddivisione regionale (con la presenza dell’Istria) e la consueta descrizione sintetica del profilo aziendale, dati anagrafici e da altre informazioni. Poi c’è la griglia dei vini, valutati in stelle rosse, da 1 a 4. Quando vicino alla quarta stella ce n’è un’altra più grande e gialla, vuol dire che siamo in presenza di un vino che ha ottenuto la nomination per concorrere alla Corona, che è il riconoscimento più alto della guida. Un’indicazione utile per i meno esperti è espressa con una piccola bottiglia che si trova accanto a ogni vino e suggerisce i vari momenti di apprezzamento: se è in piedi, significa che il vino è pronto da bere; se è obliqua, può essere conservato nel medio periodo; se la bottiglia è coricata, sarà opportuno lasciare il vino in cantina per un periodo lungo per poterlo apprezzare al meglio. Gli amanti delle bollicine saranno contenti di sapere che in questa guida è presente anche una sezione Perlage Italia dedicata ai migliori spumanti italiani ottenuti da metodo classico.

Queste sono alcune delle più importanti guide del settore,  sicuramente quelle che più facilmente sono reperibili in libreria e nelle edicole. Ma ce ne sono altre, ugualmente autorevoli che qui possiamo solo menzionare. oltre alle guide facilmente reperibili in libreria ci sono volumi ugualmente autorevoli a disposizione degli appassionatiNon potevamo tralasciare la guida Bibenda, fino allo scorso anno strumento di tutti i sommelier dell’AIS e, dalla prossima edizione, vademecum della FIS, la nuova associazione di sommelier creata da Franco Maria Ricci. Per contro l’AIS pubblicherà una nuovo testo che prenderà il nome di Vitae, di cui però si hanno ancora poche anticipazioni. Ma la storia della critica enoica italiana, si sa, inizia con i Cataloghi dei vini d’Italia di Luigi Veronelli e oggi la sua opera è continuata da un seminario permanente che pubblica la Guida Oro: I vini di Veronelli. Tra le nuove uscite che invaderanno il prossimo autunno ricordiamo anche la Guida essenziale ai vini d’Italia edita da Mondadori e curata da Daniele Doctor Wine Cernilli; per chi ama l’ambiente, invece, Tecniche Nuove pubblica una Guida ai Vini d’Italia Bio sotto la supervisione di Pierpaolo Rastelli. Non possiamo che concludere questa breve (e non esaustiva rassegna) con l’ Annuario dei migliori vini italiani di Luca Maroni. A ognuno la sua Guida.

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