I 15 peggiori momenti dei banchetti di nozze

7 ottobre 2014

Il rito è sempre lo stesso: torni a casa dopo una giornata stressante di lavoro e, prima di salire in ascensore, ti avvicini con sospetto alla cassetta della posta con la speranza di non trovare tasse da pagare. Ma è solo quando tocchi con mano una busta ruvida con carta di pregio che capisci che la bolletta non è nulla a confronto: hai appena ricevuto un invito di nozze. Andrà così: supererai la cerimonia ricca di tenerezza e romanticismo senza troppi intoppi, poi verrà il banchetto e le occasioni di sgomento dureranno dall’aperitivo al dessert, senza sosta. Ecco un elenco sincero dei momenti peggiori.

  1. attesaC’è la fame ma mancano gli sposi. Sempre la stessa storia: è ora di mangiare ma gli sposi hanno deciso di fermarsi in un punto panoramico per scattare qualche foto ricordo. Tu e tutti gli invitati siete invece a guardare il buffet pronto per essere preso d’assalto. L’odore di calde olive ascolane sta per farti svenire ma se prima non arrivano gli sposini, non puoi toccare nulla. E poi diciamolo, svenire è di cattivo gusto, quindi ti rimane solo una cosa da fare: vai da tua cugina di terzo grado che non vedevi da anni, lei ha dei figli piccoli. Fatti consegnare tutti i biscotti Plasmon che ha in borsa.
  2. Disposizione dei tavoli (vista dalle donne). In questo momento la tensione è alta: la disposizione dei tavoli è stata la cosa più difficile nell’organizzazione del matrimonio e il suo insuccesso determinerebbe il fallimento dell’intero evento, al punto da dover chiedere il divorzio e ricominciare. Tutti sono curiosi e spaventati di scoprire con chi siederanno al tavolo. Tu, donna moderna e attenta al look, avrai solo un pensiero fisso: sperare di non essere allo stesso tavolo della tizia che ha il tuo stesso abito. Ebbene sì, passerete la serata insieme. La cosa peggiore è che a lei l’abito sta meglio, è simpatica e riesce a mangiare in modo aggraziato. Ti servirà un anno di analisi per superare questo trauma.
  3. Disposizione dei tavoli (vista dagli uomini). L’uomo si adatta, non è geloso di altri uomini: queste le ultime parole famose. Uomo che non deve chiedere mai, passerai la sera a digiuno per la rabbia, perché il caso ha voluto che tu debba condividere il tavolo con la tua ex e il suo nuovo boyfriend, giovane, manager e sportivo. Ovviamente è anche vegetariano.
  4. RistoranteIl tavolo. Tavoli tondi, al centro fiori, candele e tovaglie damascate che sembrano il baldacchino della Regina Giovanna. Ti siedi e, a un certo punto, hai il terrore di aver sviluppato una patologia oculare: vedi doppio. Mantieni la calma, non è una malattia, è solo l’abbondante numero di posate e bicchieri per te. Se non sai gestirle, non farlo capire e continua a sorridere a tutti. Poi ricorda e ripeti sempre nella tua mente: dall’esterno verso l’interno, è così che si scelgono le posate. Ora però mangia che si fredda.
  5. Il menu. Parte fondamentale della tavola insieme ai suoi elementi decorativi e funzionali è il menu. Un elenco di piatti scritti come se vivessimo ancora nell’Italia dei primi del ‘900. Imbarazzante anche la carta usata: sembra il muro tamponato della parrucchiera di nonna, un misto tra il beige lucido e il rosa confetto. Nell’insieme è l’elenco più brutto dopo le Pagine Gialle.
  6. trisIl tris di primi. È la certezza di queste occasioni. Il nome di singoli piatti richiamerà atmosfere esotiche con chiari segnali di gusto italiano: trionfo di risotto, sinfonia di maccheroncini, mistica unione di pasta ripiena. E dopo tutti questi paroloni, le tre paste potevano chiamarle: scotta, insipida e annacquata. Potresti anche sorvolare ma poi ti ricordi che l’antipasto era composto da un’insalata di polpo impiattata con una conchiglia Saint-Jacques. Orrore.
  7. Imbarazzi comuni. La foto o il video fatti mentre hai il prezzemolo tra i denti (e nessuno dei tuoi simpatici amici che ti avvisi) o mentre stai masticando un pezzo di carne con nervetto. Nell’ultimo caso l’espressione è simile a quella di un cammello e ti prenderanno in giro per anni.
  8. Il secondo. Il menu annuncia il pescato del giorno. Tu dici: ma chi ci crede? Anticipiamo: se va bene, 90 su 100 per pesce del giorno si intende un branzino cotto al vapore – che fa fine, molto fine – e che sarà accompagnato da patate lesse con prezzemolo e carote Vichy. Ti sembrerà di rivivere gli anni in cui Pellegrino Artusi aveva appena pubblicato il suo primo libro.
  9. Il secondo secondo. Dopo un sorbetto al limone si passa a un altro secondo, questa volta di carne. Tutti gli invitati avrebbero optato per una tagliata di manzo alla griglia e mangiata in modo ignorante ma gli sposi no, volevano fare le cose per bene e quindi hanno scelto un filetto al pepe rosa e salsa di ginepro. Su 100 invitati, lo mangerà solo chi non consuma pesce, cioè 2 persone. Evviva gli sposi.
  10. bicchieri di vino al matrimonioChampagne. Il piano bar al matrimonio è come il pettegolezzo: una certezza. Mentre ascolti canzoni italo-vintage e guardi i genitori degli sposi ballare il lento, ti rendi conto che il vino potrebbe essere il tuo compagno di ballo ideale. Diversi bicchieri dopo avrai già abbandonato i tacchi o allentato il nodo della cravatta. Ti ritroverai al centro della pista a ballare la macarena. Peccato che il tizio del piano bar stia cantando Champagne di Peppino di Capri.
  11. Il personale di sala. I fumi dell’alcol ancora in circolo ti fanno notare dettagli mai visti prima, come ad esempio i gilet dei camerieri e i loro modi gentili ma allo stesso tempo un po’ frustrati. Del resto loro nel tempo libero vestono come tutti noi, mentre sul lavoro indossano buffe divise che non è chiaro per quale motivo non vengano ammodernate. È il momento più triste della serata.
  12. tortaLa torta nuziale. Dopo aver visto ogni puntata de Il boss delle torte, ti senti molto esperto in materia e pensi di poter esprimere un giudizio. Qui però il pasticciere non è Buddy ma si chiama Nunzio e ha un laboratorio vicino all’uscita della tangenziale. La torta, all’essenza di rosa e gelsomino, è sì buona, ma a un piano soltanto. L’unico effetto scenografico è il candelotto di scintille luminose. Farai un commento cattivissimo e solo alla fine della frase vedrai la madre del paggetto, nonché cugina della madre della sposa, che strizzerà gli occhi in segno di affronto. Praticamente sei spacciato.
  13. Il buffet di dolci e frutta. Con un tocco di stile si è pensato anche a un bel buffet in giardino composto da dolcezze e frutta di stagione, un tripudio di golosità. Tu sei spinto ad assaggiare qualcosa di speciale tipo i fichi grossi come angurie o il gelato al pistacchio con mandorle croccanti. Vorresti assaggiarli ma non puoi perché tra te e il buffet c’è il più grande ostacolo che qualcuno abbia mai osato superare: il muro di anziani. Lamentandosi del loro diabete, mangiano dolci come se avessero deciso di farla finita e nessuno dice nulla. Come nei documentari degli animali, i soggetti più deboli aspetteranno i forti che finiscano di mangiare per poi sfamarsi con le briciole. È la natura.
  14. confetti mistiI confetti. In un giorno come questo le tradizioni sono importanti. Quasi a fine serata sei avvicinato dai novelli sposi che portano in mano i confetti. Un tempo anche questi erano una certezza: cioccolato o mandorla di ripieno, niente di più. Oggi devi fare i conti con gusti alcolici, fruttati, speziati, ed etnici. Hai quasi paura di prendere in mano quei petardi commestibili ma non puoi tirarti indietro. Solo dopo ti accorgi che il vero dramma non erano i confetti ma la bomboniera: il vasetto barocco in Capodimonte.
  15. sposi ubriachiSaluti. È l’ora di tornare a casa ma non prima di aver salutato e ringraziato metà degli invitati. Dopo esserti intrattenuto con nonni, zii e cugini, arrivi agli sposi. Con un sorriso misto a stanchezza ti chiederanno: Piaciuta la cena, tutto bene?, tu scoccherai un altro sorriso (finto) e dirai: Fantastica! Ovviamente stai mentendo e andrai all’inferno per questo, dove l’inferno corrisponde a un infinito banchetto di nozze dove ogni portata è anticipata da un cocktail di gamberi. Buona fortuna.

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