5 consigli per mangiare in Islanda

9 ottobre 2014

Immaginate una terra colonizzata dai vichinghi, modellata dai ghiacci e bruciata dai vulcani; un’isola nei cui mari nuotano squali e balene, dove il sole d’estate splende per 24 ore e la cui lunga notte invernale è rischiarata dall’aurora boreale. l'islanda è ricca di splendidi paesaggi dove rilassarsi a contatto con la natura L’Islanda è terra per troll e per avventurieri: al di fuori della capitale, nei grandi campi di pietre laviche, si possono trascorrere giornate con la sola compagnia delle pecore al pascolo, lambendo ghiacciai, sporgendosi su vertiginose cascate o immergendosi in pozze naturali di acqua calda. Dopo tante avventure potrebbe anche venirvi appetito: ecco qualche consiglio per mangiare in Islanda e non dovervi ridurre a un’insalata di licheni o a tendere un agguato a un montone di passaggio.

  1. ReykjavikOrari. L’Islanda è davvero poco popolata. È grande un terzo dell’Italia e conta 300.000 abitanti, meno della popolazione di Firenze. Con l’eccezione della capitale, Reykjavik, è una terra di villaggi e fattorie isolate: non sopravvalutate la possibilità di trovare punti di ristoro lungo il cammino. Le stazioni di servizio sulla Ring Road, la strada che percorre la circonferenza dell’isola, sono generalmente aperte fino alle 22 e offrono spuntini caldi e freddi, ma nei piccoli paesi la cucina dell’unica locanda potrebbe chiudere alle 20 – e il supermercato avrà abbassato le saracinesche già dalle 18.
  2. hotdogStreet food locale. Non dimenticate che l’Islanda è un’isola, per di più nel mezzo dell’oceano Atlantico: tutto ciò che non nasce e non cresce nei suoi pascoli pietrosi deve essere importato. I prezzi aumentano di conseguenza: se rabbrividite al pensiero di mele Golden a 4 € al chilo, scordatevi la frutta fresca continentale e le succose bistecche di manzo. Lanciatevi sulle piccole bacche locali, e soprattutto sui pylsur, gustosi hot dog preparati con carne di montone. Si trovano ai baracchini dello street food e alle stazioni di servizio: prendetene 1 (poi 2, poi 3) con tutto, e oltre al wurstel riceverete un mix di cipolle croccanti e crude e una salsa agrodolce di senape e miele, perfetta compagna del sapore deciso della carne di ovino.
  3. Icelandic Fish SoupPesce. Il pesce è un altro dei prodotti più diffusi in Islanda: di mare e di lago, affumicato, secco, sotto sale, sugli spiedini e negli hamburger. Peccato sia difficile trovarlo fresco: tutto il pescato deve per legge passare dal mercato generale, e viene perciò abbattuto e messo in vendita solo dopo qualche giorno. In tutti i casi, ogni ristorantino saprà proporvi la sua gustosissima zuppa di pesce: sempre con pesce bianco e scampi, spesso con spezie e lemon grass.
  4. hakarlSqualo e balena. Al cibo si legano di frequente questioni religiose ed etiche: la caccia alle balene è uno degli esempi più noti. Per quanto possiate essere curiosi di un assaggio, ricordate che la balena non è un cibo tradizionale islandese e sarà complicato trovarla fuori dai ristoranti turistici della capitale. La pesca dei grandi cetacei in Islanda è iniziata infatti solo sul finire dell’800 ed è stata presto interrotta per l’eccessiva riduzione della popolazione marina. Con l’eccezione di un altro intervallo nel XX secolo, la caccia alle balene è ripresa solo nel 2006. Se volete assaggiare un vero cibo tipico islandese, nato nei secoli del freddo e dell’isolamento, provate l’hákarl: squalo elefante fermentato ed essiccato per mesi, fino a quando le sue carni velenose non diventano commestibili. L’odore è a metà fra il pesce marcio e l’ammoniaca, il sapore quello di un formaggio stagionato, ammuffito e quindi stagionato e ammuffito di nuovo. Come dei veri vichinghi, tenete a portata di mano un bicchiere di acquavite (brennivin, acqua ardente) per mandare giù il boccone e mettere KO lo squalo.
  5. SkyrDolci. Scoprirete comunque che anche i vichinghi sanno addolcire i loro pasti. Certo, lo fanno a modo loro: lo skyr, il dessert nazionale reperibile ovunque, è un formaggio morbido cagliato dalla consistenza e dall’acidità molto simili allo yogurt. Gli islandesi in fondo hanno un cuore tenero e vi aggiungono con generosità marmellata di piccoli frutti e cremosa panna fresca: un mix che contribuirà a farvi desiderare che un vulcano in eruzione impedisca temporaneamente il vostro volo di ritorno.

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