4 piccoli sacrifici per grandi ristoranti

13 ottobre 2014

Chi per lavoro o passione segue il settore della ristorazione italiana, ha sentito almeno una volta nella vita la storiella dell’operaio della Renault che tutti i giorni mette una moneta nel salvadanaio per potersi concedere, una volta l’anno, una cena in un ristorante tristellato. tagliare alcune spese quotidiane come sigarette e caffè può aiutare a risparmiare abbastanza per concedersi una cena gourmet Sia vera o inventata, ci fornisce il pretesto per farci due conti in tasca, e vedere cosa potremmo permetterci se fossimo così bravi da riuscire a tagliare qualche spesa non prioritaria. Badate bene: stiamo dando per scontato che frequentare o no un grande ristorante sia una mera questione economica, anche se siamo certi che non sia questo il solo motivo. In questi anni di crisi, operai e impiegati sono costretti a tagliare in maniera drastica le spese voluttuarie, o almeno non ritenute indispensabili, e spesso questi risparmi sono utilizzati per coprire spese più urgenti. Senza alcuna pretesa di dare lezioni di economia, vogliamo però provare a darvi qualche idea su come recuperare senza troppi sacrifici qualche preziosa risorsa. Partiamo dal presupposto che ci siano 2 o 3 lettori intrigati dall’idea di provare quel ristorante di cui hanno sentito tanto parlare, ma che pensano di non poterselo permettere: recuperando una parte di quelle spese quotidiane di cui non ci curiamo troppo, ecco saltare fuori un piccolo bonus per toglierci lo sfizio. Premesse importanti: abbiamo volutamente segnalato indirizzi molto conosciuti, per far capire che anche posti che molti reputano fuori budget possono essere messi nel mirino; abbiamo inoltre considerato il costo di un menu degustazione, che riteniamo sia la maniera più semplice per approcciarsi alla cucina di un ristorante che non si conosce, spendendo una cifra ben chiara fin dall’inizio.

MENO SIGARETTE, UN GRANDE RISTORANTE AL MESE

povero diavolo

Se il lettore tipo è un fumatore, la prima proposta è facile: tagliando (non eliminando, sappiamo che non è così semplice) il consumo di sigarette si ottiene il duplice vantaggio di risparmiare un po’ di soldi e, cosa più importante, di guadagnare in salute. Se si fuma un pacchetto al giorno, dimezzando il consumo di sigarette si recupererebbero circa 2 euro e 50 centesimi, ben 75 euro al mese. Budget che consentirebbe di provare un ottimo ristorante non una ma ben 12 volte l’anno. Qualche esempio: con questa cifra potreste provare i menu degustazione di Alberto Faccani del Magnolia di Cesenatico (viale Trento, 31), di Luciano Zazzeri nel suo locale di Marina di Bibbona, La Pineta (viale dei Cavalleggeri Nord, 27), di Gianfranco Pascucci al Porticciolo di Fiumicino (viale Traiano, 85), di Pier Giorgio Parini dell’Osteria del Povero Diavolo di Torriana (via Roma, 30), di Michele Biagiola a Le Case, a Macerata (Contrada Mozzavinci, 16).

TOGLI UN CAFFÈ E VAI DA VISSANI

vissani

Se non avete il vizio del fumo ma fate più soste al bar per un caffè o per la colazione mattutina, sappiate che rinunciando a un caffè al giorno, risparmierete 300 euro l’anno, cifra che vi permetterebbe il lusso di sedervi al tavolo di ristoranti di livello eccellente, per un’esperienza che rimarrà scolpita nella vostra mente. Qualche esempio? Perbellini, a Isola Rizza (via Muselle,130), Casa Vissani a Baschi (S.S. 448 km.6,600), Piazza Duomo a Alba (piazza Risorgimento, 4), La Torre del Saracino, a Vico Equense (via Torretta, 9), Uliassi a Senigallia (Banchina di Levante, 6) sono posti in cui la professionalità e l’inventiva degli chef e dei loro staff vi consentiranno di vivere un’esperienza davvero appagante.

BEVI L’ACQUA DEL SINDACO? MANGI DA GOURMET

Niko Romito

Un risparmio di circa 250 euro l’anno è quello che ci possiamo aspettare se decidessimo di bere l’acqua del rubinetto al posto della minerale, recuperando circa 70/80 centesimi al giorno. Con quella cifra potremmo assaporare, in coppia, la cucina di locali del calibro de La Trota dei fratelli Serva a Rivodutri (via di Santa Susanna, 33), di Acquolina di Giulio Terrinoni a Roma (via A. Serra, 60), del Reale di Niko Romito a Castel di Sangro (Contrada Santa Liberata).

NON GRATTARE E VINCI… UNA CENA COI FIOCCHI

salotto culinario

Un piccolo grande vizio degli italiani è il gioco d’azzardo, anche quando si tratta di una piccola cifra come quella necessaria per l’acquisto di un gratta e vinci. Come sappiamo bene, chi vince è sempre il banco: evitando una spesa di 3/5 euro a settimana, si tratterebbe di circa 150/250 euro annui di risparmio, che potremmo prontamente investire in diverse cene da 50/60 euro cadauna. Dove? Al Salotto Culinario di Dino De Bellis, a Roma (via Tuscolana, 1197), a Il Tiglio, a Montemonaco (località Isola San Biagio), a La Ciau del Tornavento di Maurilio Garola, a Treiso (piazza Baracco, 7), all’Oasis dei fratelli Fischetti, a Vallesaccarda.

ALTRE ISTRUZIONI PER L’USO

mettere soldi nel salvadanaio

Ci sono ancora altri modi per risparmiare senza grossi sacrifici: portarsi almeno una volta a settimana il pranzo da casa, consente il risparmio dei 5/8 euro che spendiamo al bar o in pizzeria, che in un anno diventano 250/400 euro. La cosa fondamentale per la riuscita del nostro piano è quella di mettere da parte quotidianamente i soldi non spesi per il caffè, le sigarette o altro, in un salvadanaio che non possa essere aperto. Così facendo saremo sicuri di trovare, alla fine del mese, o dell’anno, la cifra che ci occorre. E provate a pensare a quanto potreste risparmiare se riusciste a seguire non solo uno, ma tutti i suggerimenti proposti. Fateci sapere se già ne avete messo in pratica qualcuno in passato o se pensate di farlo in futuro.

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