5 mercati da non perdere a New York

15 ottobre 2014

Voglio svegliarmi in una città che non dorme mai”: questa è New York, la città dove si respira la multietnicità a ogni angolo della strada, dove si canta a una messa gospel mentre si beve un frappuccino e dove soprattutto non si smette mai di sognare, perché tutto è possibile, anche fare la cameriera nel più squallido ristorante di Manhattan, puzzare di fritto dalla mattina alla sera e sposare un milionario che ti ha appena lasciato 100 dollari di mancia sul tavolo. La Grande Mela è anche la patria dello street food, di ogni forma di arte alternativa e dello shopping sfrenato. Ecco 5 mercati da non perdere, dove si mangia, si beve e si compra l’impensabile.

  1. Chelsea marketChelsea Market (metro 14th Street – A,C,E). Sede nel 1890 della National Biscuit Company che ha sfornato migliaia di biscotti Oreo e Saltines, Chelsea Market è diventato in soli 15 anni uno dei più grandi mercati alimentari coperti al mondo che raggruppa circa 30 fornitori. Accoglie 6 milioni di visitatori nazionali e internazionali ogni anno ed è un mercato di quartiere con una prospettiva globale. S’inizia la passeggiata comprando con le amiche qualche delizioso biscotto decorato a forma di scarpa o dinosauro da Eleni’s e si ordina un Chai latte bollente nell’attesa, poi si fa shopping nel negozio Anthropologie. Uno dei migliori brownie al mondo si mangia da Fat Witch Bakery, mentre per il pranzo perfetto è quasi d’obbligo un roll di aragosta al Lobster’s place, seguito da una visita nella suggestiva pescheria del mercato, dove vendono addirittura l’inchiostro di seppia in piccole bustine di plastica. Per chiudere in bellezza si può andare da Suzette per una crêpe al miele e mandorle oppure, per chi ha ancora voglia di salato, alla mela e brie fuso. Aperto tutti i giorni.
  2. Smorgasburg-Lumpia-Shack-1024x682Williamsburg Flea Market (metro L Bedford Avenue). Per gli appassionati di antiquariato, ma soprattutto di ciarpame e collezioni vintage inedite, questo è il bunker dell’inutile fondamentale. Occhiali da sole come quelli di Lady Gaga per soli 5 dollari, collezioni di bottoni e francobolli, preziosi tappeti turchi e piccole creazioni artistiche fatte su post-it giallognoli. Si trovano sempre oggetti da collezione, come gli skateboard dipinti con il barattolo della Campbell Soup, vecchi poster del Rocky Horror Show e giochi da tavola ormai scomparsi. Nella roulotte di Coast to Coast Vintage si trovano i vestiti della nonna più sexy della città. Cibo sempre e comunque: un ghiacciolo al caffè e crema di cocco dell’Oslo Coffee, un succo di canna da zucchero appena spremuto, un mochi al tiramisù di tè verde di Hanaka e un buon involtino filippino da Lumpia Shack, preparato con carne di maiale di The Meat Hook, scalogno e salsa di peperoncino dolce fatto in casa… il gioco è fatto. Aperto la domenica.
  3. Union Square by Bex WaltonUnion Square Greenmarket (metro 14th Street – Union Square – N,Q,R). Il mercato da visitare sempre, ma soprattutto nel mese di ottobre, quando la strada di fianco all’Iron Building si riempie di zucche arancioni e decorazioni di Halloween. Dal 1976 raduna più di 140 produttori tra agricoltori, pescatori, macellai e panettieri locali. La parola d’ordine è cibo di stagione: squisite marmellate fatte in casa, conserve, pagnotte di pane artigianale appena sfornato, una profusione di fiori e piante. Le conserve e i sottaceti di Rick’s Picks, venduti ormai da una decade al mercato, sono da piangere dalla bontà; un succo alla pera, menta e mela di Stark Juice fa sentire energizzati in un nanosecondo. Da comprare in questa stagione è sicuramente il kale, il cavolo riccio considerato uno tra gli ortaggi più nutrienti al mondo. Scorrazzando nel mercato si trovano spesso chef all’ultimo grido che fanno showcooking in mezzo a una montagna di bagel e cupcake decorati alla perfezione. Da portare a casa un barattolo del miele di Berkshire Berries prodotto sui grattacieli più alti di New York. Aperto tutti i giorni.
  4. Smorgasburg by Bob JagendorfSmorgasburg Market (aperto sabato a East River State Park; la domenica al Brooklyn Bridge Park, Pier 5). A Brooklyn non si fa altro che mangiare, specialmente in questo mercato foodie: sempre aperto, con il sole o con la pioggia, questo pezzettino di paradiso è la casa di 100 venditori di cibo di strada. Patria di hipster malati di selfie e gastrofili impazziti che, munendosi di pazienza e con in mano un mango lassi ben cremoso, assaggiano un po’ di tutto: dai croccanti pretzel di Bronx Baking Co., alle ciambelle glassate al frutto della passione e cacao di Dough Brooklyn, senza dimenticarsi dei panini con le polpette marocchine di Rock The Kashbah: qui ce n’è per tutti i gusti. Il segreto della felicità è comprare una barretta di cioccolato con la forma di Gesù da Sucre’ Bleu; per chi lo trova un tantino esagerato si può sempre optare per la statuetta paleolitica edibile della Venere di Willendorf. Smorgasburg è perfetto anche per chi vuole rilassarsi lungo il fiume e godersi un tramonto romanticamente imperdibile degustando le freschissime ostriche del Brooklyn Oyster Party.
  5. Non WahChinatown. Un mercato non mercato che offre il meglio della gastronomia asiatica, Chinatown è impreziosita da banchetti di frutta fresca e verdura che debordano di rambutan, lychee, kumquat e pak choi. Nei supermercati in zona si possono comprare vari tipi di ginseng pregiato, tofu di ogni gusto e consistenza e per chi è a dieta un buon drink all’essenza di pollo che blocca l’appetito in un istante. Per mangiare un’anatra laccata alla perfezione bisogna recarsi senza indugio alla Pecking Duck House. Chinatown è il posto perfetto anche per comprare granchi e aragoste ancora vivi, mentre si sorseggia un buon bubble tea al sapore di tè verde. È di vitale importanza acquistare dell’ottimo tè da Ten Ren’s e poi rinchiudersi in un buco di stanza chiamata ristorante, il Prosperity Dumplings, per mangiare per almeno un’ora di fila ravioli al vapore per un prezzo così basso che fa quasi concorrenza a Mc Donald’s. Anche Nom Wah Tea Parlor, primo ristorante di dim sum aperto a Chinatown nel 1920, vale la pena: da provare il loro pork bun e i ravioli fritti.

Clicca qui per visualizzare la mappa

I commenti degli utenti