Impossibile top 10 della cucina in TV

21 ottobre 2014

Butto metà del mio tempo a temperare le matite colorate e metà a curiosare tra i programmi di cucina in televisione. È uno dei passatempi più semplici da mettere in pratica: ci sono più programmi di cucina in onda che pentole a casa mia. i programmi tv di cucina si dividono in due categorie, ossia quelli da guardare per apprendimento e quelli perfetti per malignare Bisogna distinguere, però, tra 2 grandi categorie: quelli da guardare per godimento e apprendimento, e quelli da guardare solo per malignare. Nella scelta ammetto possa essere determinante la presenza di maschi più o meno alfa o la preparazione di piatti che per il 99 % non sono in grado o non ho voglia di replicare, dato che, tendenzialmente, a scongelare la pasta sfoglia per farcirla di squacquerone e cotto ho imparato ai tempi delle prime sopravvivenze universitarie. Vi propongo la mia personalissima classifica della cucina in tv, dal programma più criticato a quello più intrigante (escludendo però i canali tematici). Un giorno mi piacerebbe aver tempo di provare almeno un decimo di quello che ho visto spignattare, per il momento mi accontento di crostini e birretta da accompagnare alla visione voyeuristica di tanta abbondanza.

  1. molto beneMolto Bene. Lo ammetto, mi capita di guardare l’onnipresente signora Parodi alle prese con i fruttivendoli più impomatati della provincia di Milano ma solo per scaricare la tensione della giornata. Scatta il prurito alle mani già alla sigla, in quel susseguirsi inutile di frutta toccata e lasciata là e didascalie demenziali (prezzemolo, limone: ma dai? Pensavo fossero palle da baseball fosforescenti per giocare in notturna). Le uniche cose che invidio seriamente sono il suo frigorifero perennemente pieno e quella cucina immacolata che non si sporca nemmeno quando frigge: in produzione devono aver deciso di ispirarsi a Csaba ghiacciolo-dei-fornelli Della Zorza.
  2. cucina con aleCucina con Ale. Il baffetto ha sempre il suo fascino, anche se sospetto che gran parte del lavoro sia dovuto all’arredamento da scapolone sullo sfondo e alla bellissima distesa di piante aromatiche che la produzione ha piazzato accanto al piano cottura. Ho realizzato che potrei sposarlo solo sulla base della dispensa di spezie in dotazione, e lasciare al giardiniere il compito della tosatura della folta chioma dello sposo. Per il resto capita anche qualche piatto interessante da rifare nel doppio dei tempi indicati in trasmissione. Se non altro, merita la scelta della colonna sonora meno scontata del previsto.
  3. antonella-clericiLa Prova del Cuoco. Uno di quei programmi senza compromessi: o si ama o si odia. Non si può scrivere di programmi di cucina senza parlare di lei, l’Antonellona nazionale che pare discettare di cibo e vino con la stessa grazia con la quale io parlo di farmacologia applicata. Hit parade da Zecchino d’Oro, scenografie da Disneyland e grembiuli che neanche Nonna Papera: La Prova del Cuoco è questo, ma propone anche protagonisti mitici tipo Bonci, Spinsi e molto altro. Da vedere una volta e mai più, insomma.
  4. fuori menuFuori Menu. Quanti non hanno pensato nei momenti di crisi: mollo tutto e apro un ristorante? Poi basta una puntata di Fuori Menu per rendersi conto che impiattare decentemente tre piatti a casa o riuscire a imbroccare la temperatura di cottura della lasagna di nonna non fa di te il nuovo Vissani della televisione. Godersi per una volta la disperazione altrui per l’ennesimo ritardo in cucina vale la fatica di sopportare le battute scialbe di Roberto Ruspoli.
  5. cuochi e fiammeCuochi e Fiamme. Al netto delle smorfiette della burrosa Chiara Maci e degli occhioni azzurri di Simone Rugiati, il vero valore aggiunto di Cuochi e Fiamme, che vanta un format snello e ritmato, è dato dalle battute di Riccardo Rossi e dalla stilossissima Fiammetta Fadda: sacro e profano, bianco e nero, nobile e plebeo, ma anche un po’ Holly e Benji. Non separateli, per favore: sono la speranza per quelli che vogliono divertirsi mangiando con la pancia e con il cuore, anche se non hanno un foodblog. Unico difetto: la dispensa più piccola di casa mia.
  6. Cracco a Hell's KitchenHell’s Kitchen Italia. Primi piatti, primi piani, prime donne: Hell’s Kitchen Italia porta sullo schermo un tentativo di vita di brigata più incentrato sui protagonisti che sulle preparazioni. Modulo sicuramente già visto che ricalca i ritmi e le inquadrature di tante trasmissioni, con lo sprint di qualche ospite scomodo e il cipiglio da bel tenebroso di Cracco, che se la ride e a tratti sembra invidiare i ragazzi dietro i fornelli. Un po’ troppo preludio al vero show di Masterchef.
  7. bake offBake Off. Programma in aria di podio con differenze che lo rendono a tratti amabile a tratti insopportabile. Elementi positivi: contesto bellissimo, postazioni attrezzatissime, giudici in gamba, dolci di alta pasticceria con piccoli consigli. Elementi negativi: conduttrice a tratti da orticaria, colori pastello che manco ai tempi di Polly Pocket, profusione di lacrime e dramma da giudizio dei giudici, assenza di spiegazioni sugli elementi fondamentali delle ricette. Insomma, un programma riuscito a metà.
  8. Cannavacciuolo-IncuboCucine Da Incubo. La cucina è femmina, ma il cuoco è maschio. E maschi come Cannavacciuolo, con quel suo fare in equilibrio tra il fraterno e l’autoritario, con quella sua presenza un po’ ingombrante e un po’ minacciosa, con quella cadenza napoletana che rende tutto narrativo anche davanti alle peggiori bettole di periferia, in questo momento ce ne sono pochi: giusto quelli che piazziamo al primo e secondo posto. Se dovessi scegliere con chi andare a cena fuori, non avrei dubbi: sarebbe lui, il gigante buono della cucina televisiva.
  9. Rubio ChioggiaUnti e Bisunti. Gli appassionati del cibo da strada sono dovunque: mia nonna il migliore supplì del quartiere lo aveva scoperto anni prima dell’avvento dei social network e delle guide a suon di assaggi. Gli appassionati del cibo di strada che seguono Chef Rubio non sono dovunque ma quasi, e pare quasi strano perché nel programma non compare mezzo chef famoso e non si impiatta neppure uno spaghettino ai frutti di mare. In compenso si mangia e si parla di quello che si mangia. Il che, di questi tempi, sembra quasi incredibile.
  10. I giudici di MasterchefMasterchef. Lo ammetto: ogni volta che vedo la Mistery Box mi scopro a rimuginare su improbabili manicaretti a base di liquirizia, peperoni e sake, o a chiedermi quale pomodoro usare per la perfetta parmigiana di melanzane. Fare il tifo, va da sé, è la parte meno divertente; la migliore sono invece i giudizi dei giudici, le incitazioni fintamente cattive, la voce fuori campo che ripete ossessivamente le stesse tre frasi declinate con tutti gli aggettivi raccattati nello Zanichelli dello scorso anno, i focus sui piatti che non riuscirò mai a replicare, gli sguardi profondi di Cracco, la sviolinate all’ammericana di Bastianich, l’atteggiamento da amichetto ma non troppo di Barbieri, la finta solidarietà dei concorrenti che in realtà giocherebbero a shangai con il proprio set di coltelli, le pause crea-suspense nel migliore stile Lost, la dispensa stile antro delle meraviglie, le sfide sadiche a base di quintalate di cipolle e, soprattutto, le epiche selezioni che regalano, di anno in anno, il meglio del peggio dello spadellamento. Vi prego, ancora.

Fuori classifica, anche se non va più in onda da anni, è il caso di inserire Kitchen di Andrea Pezzi.

kitchen

Fine millennio: il programma che mi ha insegnato a vivere la cucina come pretesto e non come unico fine di un discorso, la condivisione della mangiata come coronamento del tempo passato in compagnia e l’apoteosi della televisione dei primi anni Duemila, quando youtube non esisteva e se non eri in classifica su TRL non eri nessuno.

Quali sono invece i vostri irrinunciabili programmi di cucina?

I commenti degli utenti