7 ristoranti vegani da provare a Milano

22 ottobre 2014

Un tempo la carne era un privilegio, un alimento riservato ai più ricchi, ai più nobili o alle più alte cariche della gerarchia ecclesiastica: la gente comune si accontentava dei frutti della terra e di una gallina nei giorni di festa. a milano i ristoranti che propongono una cucina vegana di qualità non mancano Oggi invece il manzo, il maiale e persino la selvaggina, sono a disposizione di chiunque, nelle botteghe e nei ristoranti, ma sono in aumento coloro che decidono, a volte d’impulso a volte dopo lunghi ragionamenti, di non mangiarne più, escludendo a volte anche prodotti di origine animale come latte, formaggio e miele. Le ragioni alla base della scelta possono essere diverse: animalismo, ambientalismo, salute e religione sono le più diffuse. Ma c’è anche chi semplicemente riduce il consumo di carne (aumentato esponenzialmente solo negli ultimi 70 anni) per riscoprire sapori antichi come quelli dei cereali e varietà di ortaggi dimenticati. Il vegetarianismo, se non ricorre alla soya e al seitan, riscopre la dimensione locale, in un Paese in cui non mancano sole e terra, frutta, ortaggi e legumi in abbondanza. In Italia tutti i ristoranti propongono almeno qualche piatto esclusivamente vegetale, ma Milano basta fare una pedalata o una passeggiata per scoprire locali dove gustare un pasto vegano di buona qualità, promuovendo il consumo responsabile e la riscoperta di gusti dimenticati.

  1. valàSi comincia con l’aperitivo da Valà (via Daniele Crespi, 14): un calice di vino rosso o una birra artigianale, posati sui tavoli turchesi, donano colore a un ambiente cordiale e luminoso. La bevanda si accompagna con le crescentine della casa, di farina bianca o integrale biologica, prive di grassi animali: fra le opzioni per il condimento, la Hannabel prevede pomodorini confit, cremoso avocado e salsa al basilico. Si prosegue con i rigatoni alla carbonara vegana, con il seitan all’eoliana o con le verdure di stagione in pinzimonio o al forno.
  2. mudraSpostandosi verso i Navigli si incontra invece Mudra Cafè (piazza XXIV Maggio, 8), un locale che racchiude in sé l’idea olistica di gastronomia, cultura e spiritualità. Si segue un corso di Bollywood Dance al primo piano e si scende per cenare al piano terra o nel dehors, dove si ordinano piatti come l’insalata russa vegetale, il riso con erbe aromatiche, la zuppa di miso o il brasato di seitan. I colori del rosso e del legno ricordano l’India, ma l’indulgenza in dolci al cioccolato e alla crema (tutti rigorosamente vegetali) è chiaro segno delle concessioni all’Occidente.
  3. ghea2Per chi in zona Navigli cerca invece un ambiente più moderno, in cui rifugiarsi dopo un aperitivo di Spritz e Franciacorta, c’è Ghea (in via Valenza, 5). Le luci soffuse, le grandi vetrate e le eleganti ma essenziali disposizioni di tavoli e piante, costituiscono lo scenario in cui gustare piatti raffinati dagli ingredienti antichi, come i Falafel di cicerchia con erba cipollina, i Ravioli di barbabietola marinata e gli Scialatelli al carbone fatti in casa. Lo chef Antonio Tomaselli va oltre il vegetariano, oltre il vegano e approda al veganic: ai suoi clienti propone non solo alimenti vegetali, ma la scelta di uno stile di vita più vicino possibile alla naturalità.
  4. grande cerchioImprontato al rispetto di natura e animali è anche il menu del Al Grande Cerchio (via Buonarroti, 8). I piatti, che dalla cucina raggiungono le 2 ampie sale vivacemente colorate e il dehors sulla strada, sono tutti preparati con ingredienti salutari e quasi esclusivamente vegani: si propongono tempura di verdure e vellutata di legumi, ma anche la pizza vegana con il formaggio vegetale e il kebab di seitan.
  5. al 55Atmosfera più rustica è senza dubbio quella dell’Osteria al 55 (via Messina, 55): un vecchio bar tramutato in ristorante, che non lascia trapelare all’esterno la sua nuova vocazione, camuffato con una veranda verde e un grande bancone all’ingresso. Si scoprono così quasi con sorpresa un proprietario cordiale e un localino luminoso in cui si servono piatti a base di ingredienti italiani ma frutto di suggestioni orientali e francesi, come nel caso dei Gyoza dolci e della Tempura di cime di rapa.
  6. noi duePer un vero ambiente famigliare, da vecchia osteria, bisogna però recarsi alla Trattoria Noi Due (via Col di Lana, 1). Ci si siede ai tavoli con tovaglie a quadretti per assaporare piatti della nonna in versione vegana o vegetariana: gnocchi di patate e spaghetti al ragù, polpette e scaloppine al limone. In cucina si utilizzano cereali integrali, semi, ortaggi e verdure italiane, con la necessaria attenzione all’alternarsi delle stagioni.
  7. Joia, MilanoChi desidera un pasto vegano davvero fuori dal comune, non potrà mancare di visitare il Joia (via Panfilo Castaldi, 18), il ristorante stellato e vegetariano dello chef Pietro Leemann. Qui il menu degustazione, come ogni piatto nel suo piccolo, è un viaggio attraverso i sensi, con coltri di spuma saporita a ricoprire i bocconi e composizioni che rappresentano, con melanzane, finferli, zucca e mirtilli, l’ineludibile scorrere del tempo. Tutti i piatti del menu sono senza carne e senza uova; moltissimi, compresi i dolci, senza latte e senza glutine.

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