Tu ci credi nelle stelle? In uscita la guida Michelin 2015

29 ottobre 2014

Ci siamo, solo pochi giorni e la rossa guida più attesa e temuta dai grandi chef sarà presentata a Milano, il prossimo martedì. La guida Michelin per il 2015. il 4 novembre sarà presentata la guida michelin per il 2015. L'alta ristorazione è in fermento per le possibili novità Noi naturalmente ci saremo e seguiremo per voi in diretta l’assegnazione delle nuove stelle, le conferme, gli sviluppi e anche le eventuali penalizzazioni che, si sa, fanno parte del gioco. A chi non dovesse conoscere in modo così approfondito le dinamiche di questa guida dei migliori ristoranti, forse non basterà memorizzare il valore delle 3 stelle. Cominciamo però da questo, e parafrasando la battuta di un recente film sull’argomento, Amore Cucina e Curry: “Una stella Michelin è buono, due è ottimo. Tre è solo per gli Dei”.  Sulla rossa stessa si legge invece: 1 stella è un’ottima cucina; 2 stelle merita una deviazione; 3 stelle vale il viaggio.

Omino

Ma come mai la Rossa rimane inarrivabile in quanto a importanza, attesa e credibilità rispetto alle altre guide? Più dettagliatamente: se il Gambero Rosso, L’Espresso, e la Michelin esprimono 3 giudizi divergenti rispetto allo stesso ristorante, perché, molti di noi, è della francese che si fidano di più? Proviamo a ragionare.

  1. La guida Michelin è francese e diffusa in modo capillare in tutto il mondo. Il respiro internazionale di questo libro ha senza dubbio un peso nella percezione comune. Non si tratta di sola suggestione ma di reale divulgazione e notorietà dei ristoranti premiati.
  2. Di conseguenza, la Michelin cambia la vita di cuochi e ristoratori. I prezzi si alzano, diventa ovviamente difficile prenotare, arriva la fama, le interviste, le apparizioni televisive. Chi è che non vuole una stella Michelin?
  3. Allo stesso tempo, la stella va mantenuta lavorando ogni anno come fosse il primo. Il giovane chef Christian Costardi un giorno mi disse: “noi la stella non l’abbiamo presa anni fa. La prendiamo (o non la prendiamo) ogni anno”. Immaginate quindi la tensione, il timore di sbagliare, la sfida continua a cui ci si sottopone. Anche questo contribuisce ad aumentare l’aura di potere della Rossa.
  4. La guida Michelin è seria. O quanto meno così viene percepita. Il critico Valerio Massimo Visintin in un articolo sul suo blog Mangiare a Milano, spiegò dettagliatamente come funzionano le 3 guide principali (con Gambero Rosso e Espresso), evidenziando come solo la Michelin avesse ispettori in incognito, regolarmente assunti a libro paga. Le altre operano sul territorio italiano con un approccio sì strutturato ma più amatoriale, senza voler esprimere in alcun modo un giudizio sulla professionalità degli ispettori. Questo viene comunque percepito dai chi fruisce di questi manuali, senza ombra di dubbio.
  5. Il giudizio espresso in 3 punti (o stelle) è meno criticabile e più diretto. Parliamoci chiaro, della Michelin si prendono in considerazione solo gli stellati. La presenza degli altri ristoranti in guida è assolutamente superflua, per lo più obsoleta (e va qui detto che a proposito di capillarità regionale, le altre guide sono di gran lunga più complete). Ma le stelle, le tanto desiderate stelle, rappresentano un giudizio netto, diretto, molte volte – non tutte – condivisibile. Il sistema a 3 punti risulta chiaro, meno farraginoso dei voti in centesimi o ventesimi, più divertente delle guide senza voti.

Le nuove stelle Michelin

Cosa succederà quest’anno? Beh, se ne sono già dette di tutti i colori, la rete è piena di novelli Nostradamus. Ma volendo stare anche noi al gioco, qui si continua a sperare nelle 3 stelle di Antonino Cannavacciuolo al Villa Crespi, nella stella a Baronetto con il suo Cambio e in quella meritata di Berton (forse due) per il nuovo ristorante di Milano. A Roma c’è una speranza concreta per il Sanlorenzo in via dei Chiavari, e un sogno, forse un po’ azzardato, per una giovanissima stella in un quartiere popolare di Roma. Comunque perché sforzarci? Manca meno di una settimana, stay tuned.

I commenti degli utenti