Merano Wine Festival: l’Alto Adige da bere

1 novembre 2014

Da 23 anni la sala da ballo del Kurhaus di Merano, elegante cittadina termale altoatesina, si trasforma per qualche giorno in un brulicante salotto del gusto, tanto da dare l’illusione che sia stata progettata proprio per il Merano Wine Festival, come ama ricordare Helmut Köcher, orgoglioso ideatore della manifestazione che si svolgerà dal 7 al 10 novembre. l'edizione 2014 del merano wine festival dedica più spazio alle aziende biologiche e biodinamiche rispetto agli anni passati Una rassegna vinicola d’eccellenza quella concepita per la prima volta nel lontano 1992, quando riuniva in tutto circa 50 cantine; oggi i produttori chiamati a raccolta sono 450, di cui 150 internazionali, e tutti selezionati accuratamente dopo attenta degustazione e valutazione da parte degli organizzatori. È proprio questa la formula per il successo di una manifestazione che già da 10 anni ha concentrato gli sforzi sulla produzione biologica e biodinamica, precorrendo i tempi e concedendo un importante spazio di visibilità a un trend oggi in grande ascesa. Tanto che rispetto al numero contenuto degli anni passati, per l’edizione 2014 sono 95 le aziende biologiche e biodinamiche invitate al Kurhaus nella sezione bio&dynamica (in scena il 7 novembre).

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Si assegnerà anche un premio per la sostenibilità, concetto cardine del Forum programmato per la giornata di apertura, venerdì 7 novembre. L’Hotel Terme di Merano ospiterà infatti un importante incontro aperto al pubblico (dalle 9 alle 16) per discutere di modelli innovativi di investimento e gestione che rendano il settore vinicolo italiano competitivo e efficiente sul mercato. Alle 16.30 si darà avvio alla tavola rotonda moderata da Bruno Vespa con la partecipazione di Oscar Farinetti per lanciare una sfida in vista dell’Expo 2015: raddoppiare le esportazioni delle eccellenze agroalimentari made in Italy nel mondo.

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Grande novità di questa edizione è l’iniziativa Cult2014, un evento esclusivo dedicato a coloro che riusciranno a conquistare uno dei 250 posti disponibili all’interno del Pavillon des Fleurs (i biglietti sono già prenotabili sul sito dell’iniziativa). Qui nel pomeriggio del 7 novembre, dalle 14 alle 18, si degusteranno i vini delle 42 aziende che hanno scritto la storia della viticoltura italiana (i pionieri della qualità), senza rimpianti, ma con un omaggio alle origini della manifestazione (e della tradizione radicata sul territorio della Penisola). Ognuno presenterà 3 vini, da interpretare come trait d’union tra un passato glorioso e un futuro altrettanto luminoso.

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Ci sarà anche la viticoltura internazionale, con 25 Chateau Gran Cru Classé della regione di Bordeaux, un focus sullo Champagne (e le migliori aziende produttrici delle bollicine francesi) e la nazione ospite – una gradita novità – la Romania. la romania è la nazione ospite di questa edizione del merano wine festival Dal Paese dell’Est Europa, non troppo noto per la produzione vinicola nonostante 6000 anni di storia pregressa, arriveranno 14 produttori pronti a mostrare le potenzialità di una produzione che ha ripreso vigore da una decina d’anni, con la caduta del regime al potere. Ne risulterà una situazione estremamente dinamica e interessante, sostenuta da grandi investimenti e concentrata sulla qualità. Tra gli eventi collaterali, l’Hotel Terme di Merano ospiterà un programma di degustazioni guidate, mentre il 10 novembre al Kurhaus sarà la volta di verticali di grandi annate per ripercorrere decenni di storia della viticoltura italiana e internazionale; il ricavato sarà devoluto in beneficenza.

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Benvenuti anche i prodotti tipici della gastronomia locale, anch’essi selezionati tra le aziende più interessanti del panorama altoatesino, e del territorio nazionale, che giocheranno il ruolo principe all’interno della sezione Culinaria nella GourmetArena, predisposta per accogliere anche uno speciale focus sulla birra artigianale, Beer Passion. 15 i microbirrifici presenti che intercettano ancora una volta un trend in forte crescita. Qui si svolgeranno anche le Chef’s Challenge e gli showcooking con 11 cuochi affermati italiani e internazionali. Fuori dal Kurhaus tanti eventi di contorno, con l’obiettivo di coinvolgere il territorio in tutte le attività, per l’intera durata della manifestazione. Tra i partner non a caso il birrificio Forst, con sede alle porte di Merano, la realtà spumantistica del TrentoDoc e la piccola dimensione dei Vignaioli della Val Venosta, 8 produttori che coltivano principalmente Riesling e Pinot nero fino a mille metri di altitudine nella valle che lambisce la città.

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Il 7 novembre una cena di gala a 8 mani – in cucina gli chef Tomasz Kavcic, Karl Baumgartner, Diego Rigotti e Piercarlo Zanotti – darà il via alle danze, celebrando un compleanno importante per una manifestazione che non accenna a adagiarsi sugli allori. E allora per il 2015 già si progetta un’edizione incentrata sulle intolleranze alimentari e sulla celiachia. Sempre al passo con i tempi.

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