Come mitigare l’odore dell’aglio?

2 novembre 2014

In camicia o sbucciato, tritato, intero, spremuto o a pezzetti. Comunque lo si tratti, l’aglio rimane sempre tale, fiero della sua potenza aromatica, orgoglioso delle sue capacità di scacciare i vampiri (e anche molti esseri umani). i vantaggi dell'aglio sono molteplici, ma la sua caratteristica più nota rimane l'odore, spesso ritenuto sgradevole Ne esistono di molte varietà, da quello bianco piacentino a quello di Voghiera, dall’aglio rosa di Lautrec in Francia sino al siciliano rosso di Nubia. Diversi, ma con la medesima nomea: il potere energizzante, già noto tra i soldati greci e romani; quello afrodisiaco, che accende il desiderio e dona vigore; le qualità antisettiche e medicamentose, contro il malocchio, la peste e le infezioni. Ma il bulbo è conosciuto soprattutto per la traccia indelebile che lascia nell’alito degli impavidi consumatori. Come mitigarne gli effetti? Si può masticare qualche chicco di caffè, della menta o uno spicchio di mela oppure si può bere un sorso di latte, ma sono tutti rimedi momentanei: l’aroma di aglio alla lunga ne uscirà sempre vincitore. Una volta ingerito è praticamente impossibile impedire all’aglio (ma anche a scalogno, cipolla, erba cipollina e porro) di sprigionare il caratteristico olezzo.

aglio tritato per la salsa barbecue

La molecola che causa lo spiacevole inconveniente orale è l’alliina. Questa particella rimane silente, ovvero inodore, sino a quando lo spicchio è schiacciato o tagliato. A quel punto si trasforma chimicamente nella odorosa allicina, producendo i ben noti effetti. L’unico rimedio utile è la prevenzione: se l’aglio è bollito in acqua o latte, l’alta temperatura e l’umidità ne inibiscono la produzione di allicina a favore del disolfuro di allile, una molecola dal sapore più delicato e decisamente meno invasivo.

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