Irina Steccanella: le abili mani di Osteria Vini d’Italia

3 novembre 2014

Non credo sia un caso, ma la maggior parte delle esperienze stimolanti in cucina nell’ultimo periodo, le ho fatte con delle chef. So che a molte di loro questa sottolineatura della donna che dirige i fornelli non piace, la vivono come una chiusura in un recinto, come se fosse evidenziata una differenza con gli chef uomini, che, giustamente, respingono.  Eppure quel plus di idee, coraggio, sensibillità, sfrontatezza io l’avverto.

Irina Steccanella

Uno degli ultimi esempi a Bologna, fuori dalle tratte del centro storico, all’Osteria Vini d’Italia (via Emilia Levante, 142 Bologna). Osteria a tutti gli effetti: il bel banco, due sale con tavoli e pareti in legno, vinili degli anni ’70 appesi a dare quel tocco vintage, ironicamente ripreso in poster che ti ricordano che siamo a Bologna, sì la grassa, ma anche la rossa. In fondo alla seconda sala, una piccola cucina, dove Irina Steccanella si muove con vigile attenzione, scrutando i commensali da una finestra. La sera che sono andata faceva tutto da sola, giacca nera senza nome che mi è parso dire: “abbiamo appena cominciato a lavorare, qui c’ è tanto da dire”.

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E in effetti c’è da parlare della sua cucina: tradizione integrale. La consigliatissima tagliatella al ragù è buona, ma i tortellini in brodo di gallina, nonostante l’autunno tropicale, sono di un altro passo. A Osteria Vini d'Italia si mangiano piatti di grande tradizione regionale  Schioccano fra di loro, farcia perfetta e il brodo saporito, ricco come si deve, rischia di essere anche meglio. Poi rinunciamo alla cotoletta petroniana, di bell’aspetto vagando nei piatti altrui, per uscire fuori dal seminato del territorio con un brasato impeccabile, anch’esso senza paura di giocare nella scala dei sapori. E a chiudere una zuppa inglese che al primo cucchiaio non convince, al terzo, quando il pan di Spagna e l’alchermes si rivelano, vorresti non finisse.

E alla fine ti chiedi: ma se avesse voglia di cimentarsi in un campo fuori dalla tradizione, con la mano ben salda nei gusti che ha? Potremmo pensare ad una risposta, ma oggi, hic et nunc, va bene, molto bene, così.

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