Perché gli alcolici fanno ubriacare?

5 novembre 2014

Euforia, confusione, difficoltà a mantenere l’equilibrio, nausea e smarrimento: sarà capitato a molti di provare queste sensazioni dopo aver alzato fin troppo il gomito. Per quale motivo, però, gli alcolici fanno ubriacare? La condizione di intossicazione acuta da etanolo, ovvero la cosiddetta ebrezza, è un effetto collaterale del processo di metabolizzazione dell’alcol da parte dell’organismo. Le molecole di alcol sono di ridottissime dimensioni e facilmente idrosolubili: di conseguenza, a pochi minuti dall’ingestione, vengono assorbite rapidamente da esofago, stomaco e intestino. La condizione di intossicazione acuta da etanolo è un effetto collaterale del processo di metabolizzazione dell'alcol da parte dell'organismo Entrato così nel circolo sanguigno, l’etanolo raggiunge il cervello, dove manifesta una duplice azione: se la sua concentrazione è ridotta, ridurrà i freni inibitori agendo sui meccanismi del piacere e della soddisfazione, in modo praticamente analogo alle benzodiazepine. In grandi quantità, invece, deprime il sistema nervoso centrale, causando difficoltà di movimento e confusione. Per capire questo processo è tuttavia utile accennare a come l’alcol venga metabolizzato dal fegato. L’organo, deputato a purificare il sangue dalle sostanze tossiche, trasforma l’etanolo prima in acetaldeide, poi in anidride carbonica e acqua affinché possa essere trattato dai reni e perciò eliminato con la minzione. L’acetaldeide, ovvero il prodotto intermedio della metabolizzazione dell’etanolo, quando raggiunge il cervello stimola la sintesi di tetraidropapaverolina, un precursore della morfina che causa dapprima euforia e felicità, quindi sonnolenza, intorpidimento e problemi digestivi. Non è però tutto: proprio l’acetaldeide è anche colpevole dei sintomi dell’hangover al risveglio: mal di testa, nausea e vomito.

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