In attesa del Natale: Taste of Christmas a Verona

6 novembre 2014

Immaginate di varcare la soglia di un antico palazzo storico, di attraversare un lungo corridoio affrescato come un bosco per poi immergervi all’improvviso in una grande festa dedicata al Natale, con addobbi, festoni e meravigliosi profumi emanati dai piatti di grandi chef. dal 28 al 30 novembre a verona arriva la prima edizione di taste of christmas Questa idea si realizzerà presto nel cuore di Verona, proprio a due passi da piazza delle Erbe, più precisamente dal 28 al 30 novembre all’interno dell’Arena Museo dell’Opera di Palazzo Forti. La manifestazione si chiamerà Taste of Christmas ed è l’ultima declinazione di un evento che sta registrando grandi successi di pubblico sia all’estero che in Italia. Abbiamo intervistato Silvia Dorigo di Brands Event Italy, la società che si occupa dell’organizzazione di tutti i Taste Of italiani per chiederle cosa aspettarci da questo nuovo evento.

Palazzo Forti

Cos’è Taste of Christmas e a chi si rivolge?
Si tratta del primo food festival natalizio all’interno di un museo dedicato alla musica. Si rivolge a tutti i curiosi e a chiunque abbia voglia di trovare, attraverso un’esperienza che coinvolge tutti i 5 sensi, nuove idee per un Natale all’insegna della cultura e dell’eccellenza“.

Cosa troveremo dal 28 al 30 novembre a Palazzo Forti?
Tra le opere dell’A.M.O. si potranno gustare i piatti di alcuni tra i migliori ristoratori del Veneto, ispirati al Natale, alla lirica e alla sostenibilità alimentare, tema di Expo 2015. Gli stessi chef terranno lezioni pratiche di cucina e laboratori dedicati agli impasti, salati e dolci, per aiutarci a comporre un menu festivo di qualità. Inoltre ci saranno tanti prodotti d’eccellenza per idee regalo gourmand“.

giuseppe d'aquino

lo chef giuseppe d’aquino

Chi saranno gli chef coinvolti?
Elia e Matteo Rizzo del Desco di Verona, Nicola Portinari del ristorante La Peca di Lonigo (Vicenza), Leandro Luppi (ristorante Vecchia Malcesine) e Giuseppe D’Aquino dell’Oseleta a Cavaion Veronese. Realizzeranno un menu di 3 piatti ciascuno con cui dare un assaggio della filosofia che li contraddistingue in cucina. In più, in vista dell’apertura della stagione operistica al Teatro Filarmonico di Verona e del Festival Areniano 2015, alle 3 portate se ne aggiungerà una quarta molto particolare: un piatto tutto dedicato ad AMO e ispirato a una delle opere in calendario. Tra gli chef-docenti ci saranno anche Giancarlo Perbellini e Francesco Apreda“.

Come svilupperete il tema della sostenibilità alimentare?
Abbiamo avviato una partnership con Fondazione Veronesi e chiesto agli chef partecipanti di proporre almeno un piatto a basse emissioni di carbonio, sempre in grado di generare gioia ma ottenuto attraverso cotture meno inquinanti o ingredienti più sostenibili. Inoltre tra gli chef che terranno lezioni di cucina ci sarà anche il cuoco-scienziato Marco Bianchi“.

taste

Cosa hanno in comune l’alta gastronomia e la lirica?
Sono due eccellenze italiane famose in tutto il mondo. Entrambe sono divertimento e piacere ma per creare la vera armonia necessitano di un grande lavoro di studio e preparazione. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare il grande pubblico a queste due arti troppo spesso percepite come elitarie“.

Facciamo qualche abbinamento lirico-gastronomico: un piatto e un vino per il Don Giovanni di Mozart?
Il Don Giovanni è un’opera allegra, fresca e spumeggiante, l’abbinerei a un buon Franciacorta. Per quanto riguarda il piatto ci vorrebbe qualcosa di tradizionale, a tendenza dolce, dal sapore delicato ma di grande soddisfazione: tortelli di zucca con abbondante parmigiano. In fondo Don Giovanni anche se fa il sofisticato è un tipo ruspante“.

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Per l’Aida di Verdi?
L’Aida è un’opera più corposa, richiede maggior preparazione per essere seguita e compresa. L’abbinerei a un piatto importante, che necessita di grandi attenzioni: un bell’ossobuco con porcini. Il vino è sicuramente un Amarone da meditazione“.

La Carmen di Bizet?
Un’opera traboccante di passione, tutta fuoco. A questo punto concluderei il menu con un soufflè al cioccolato piccante, caldo e dal cuore fondente, da gustare con un rum dei Caraibi invecchiato“.

Questi sono gli abbinamenti di Silvia, ora attendiamo la fine di novembre per scoprire tutte le idee degli chef di Taste of Christmas.

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