Sicilia: il lato dolce della zucca

8 novembre 2014

Zucche e zucchine sono notoriamente tra le verdure più consigliate nelle diete grazie al loro ricco quantitativo di acqua. nella cucina siciliana la zucca e le zucchine sono utilizzate anche in ambito dolciario Sappiate che per i siciliani questi frutti possono essere trasformati in sublimi simulacri di zuccheri e grassi, nonostante le loro caratteristiche salutari. Agevolati da un prepotente sole caldo anche in autunno, le zucche isolane sono grosse e succose. Quasi tutte le varietà di questi frutti possono essere declinati nella coniugazione dolciaria, la zuccata, il cui impiego necessita sempre e di una lunga e paziente lavorazione. La cucuzzata, come viene chiamata in Sicilia, porta con sé nostalgici ricordi di fanciullezza e semplicità. La zucca candita proviene dagli arabi e le prime che sfruttarono questo gustoso retaggio furono le suore di clausura che, dovendosi mantenere autosufficienti, avevano bisogno di prelibatezze con cui pagare le maestranze esterne al convento.

cucchiteddi

i cucchiteddi

Gli impieghi della zucca erano così i più vari: tagliata a cubetti arricchiva ricotta, pasta di mandorle e persino il riso. Quest’ultimo, infatti, poteva essere cunzatu, ovvero cotto nel latte addolcito e arricchito con cannella, limone e canditi. Ogni monastero celava i propri segreti culinari e vantava le proprie specialità: per confermarvi ulteriormente che un palato gratificato eleva lo spirito, vi segnalo che a Sciacca, presso il monastero della Badia, una delle specialità più amate, i cucchiteddi, regala assuefazione con un involucro di pasta di mandorle e la marmellata di zucchina (quella lunga verde, per intenderci); il loro nome deriva dalla loro forma a cucchiaio. Le suore converse catanesi, destinate ai lavori manuali, farcivano l’interno delle pecorelle pasquali con la marmellata di zucca; quasi ovunque in Sicilia i festeggiamenti natalizi si concludono con il cuore di Gesù, sorta di torrone che mescola arancia e zucca candita.

cassata

cassata con zucca candita

A Palermo, nel convento di Montevergine, le suore erano specializzate nei capelli d’angelo, zucca candita, tagliata sottilissima usata per guarnizione. Un altro nobile uso panormita di questa verdura candita lo trova adagiato sulle decorazioni rococò della cassata palermitana. Non esiste festa che non abbia un dolce a tavola: è augurio propiziatorio di abbondanza e ricchezza. La sua dolcezza ci spinge a un profondo ottimismo.

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