Enologica 2014 a Bologna: il meglio dell’Emilia-Romagna

12 novembre 2014

Segnate le date perché l’occasione è di quelle da non perdere. Non siamo di fronte alla solita fiera ma a un racconto attento e appassionato di un territorio, dei suoi prodotti e dei suoi maggiori protagonisti. Stiamo parlando di Enologica 2014, il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna, che si terrà a Bologna, presso il palazzo Re Enzo dal 22 al 24 novembre. Per capire meglio ciò di cui stiamo parlando abbiamo intervistato chi cura questa manifestazione da ormai dal 2007, ovvero Giorgio Melandri, giornalista enogastronomico, faentino DOC.

Cos’è Enologica e com’è nata?
“Enologica nasce come piccola mostra di vini che doveva accogliere a Faenza una delegazione della città francese gemellata Bergerac. Siamo ormai alla settima edizione. Negli anni è diventato un evento con l’ambizione di raccontare tutta l’Emilia-Romagna. Da quando me ne occupo, ho sempre cercato di mettere al centro del progetto i contenuti. Oggi Enologica è un grande affresco della regione: si parla di cibo, vino e cuochi ed è frequentato da giornalisti e operatori che arrivano da tutta Italia e dall’estero”.

Giorgio Melandri

La manifestazione prevede un biglietto di 20 euro che permette l’ingresso per le 3 giornate.
“Lo scorso hanno abbiamo avuto tanti protagonisti e qualche migliaio di visitatori. La nostra ambizione non è avere affluenze da record, ma arrivare a persone interessate e ricettive, curiose e sensibili. I 20 € del biglietto di ingresso sono come una domanda: sei davvero interessato al nostro racconto?”.

Enologica è un’opera corale a cui partecipano 130 cantine, 20 chef e i prodotti regionali, il tutto ospitato nel cuore dell’Emilia Romagna, nel centro storico di Bologna.
“Abbiamo pensato a Palazzo Re Enzo perché avevamo bisogno di un luogo-simbolo della nostra identità, un luogo ricco di storia e capace di rappresentarci; in poche parole di un luogo dove il rito della nostra narrazione diventasse solenne e autentico. Quest’anno il filo conduttore è un viaggio sulla via Emilia, su una strada che da 2200 anni attraversa e unisce le città e i territori dell’Emilia-Romagna, rispettandone e valorizzandone le identità e le tipicità.

Oltre ai luoghi, ci sono le persone
“Esatto. In questo viaggio abbiamo raccontato 10 personaggi – da Mirella e Peppino Cantarelli a Giorgio Fini, passando per Giacinto Rossetti e il suo mitico Trigabolo solo per citarne alcuni – che nel Novecento hanno cambiato l’enogastronomia regionale. Rendere omaggio a questi personaggi significa raccontarsi, prendere coscienza della nostra storia e capire quanto sia stata difficile la conquista della tradizione. Oggi il compito di Enologica è a metà tra la consapevolezza di questo processo storico e la necessità di progettare il futuro. Esattamente come hanno fatto questo 10 giganti della ristorazione”.

Mirella e Peppino Cantarelli disegnati da I.Spallanzani

Mirella e Peppino Cantarelli disegnati da Ilaria Spallanzani

Un futuro che ha come solide basi di partenza il momento attuale; e così prima di chiudere, chiediamo a Melandri:

Che fotografia emerge dalle recenti pubblicazioni delle guide dei ristoranti e dei vini?
“L’Emilia-Romagna è una regione che ha tutti i possibili paesaggi italiani: il mare, le valli di Comacchio, la pianura padana, il fiume Po, le colline, le montagne dell’Appennino. Raccontarla è difficile, la varietà richiede conoscenza. Io credo sia uno dei territori emergenti in Italia che piano piano viene sempre più compreso. Ha una ristorazione di qualità – penso ad esempio a Massimo Bottura, Gianni d’Amato, Pier Giorgio Parini, Massimo Spigaroli, Gianluca Gorini – ma soprattutto ha un tessuto di locali dove si mangia bene, pieni di gente appassionata. Questa idea popolare del cibo ha anche degli interpreti alti – La Sangiovesa a Santarcangelo, Amerigo 1934 a Savigno, Osteria del Mirasole a San Giovanni in Persiceto, Giusti a Modena – ma quello che è interessante è la qualità complessiva di questa rete. Anche il vino disegna una geografia complessa, traduce la varietà di territori in caratteri diversi e lo fa con sempre maggior qualità. Non sarà semplice per le guide leggere correttamente tutto questo: l’Emilia-Romagna è un territorio troppo moderno (e paradossalmente classico) per essere compreso in fretta. A dire la verità il riconoscimento è arrivato prima dalla gente che dagli specialisti”.

A Enologica noi ci saremo in qualità di Media Partner e ci troverete al Teatro dei cuochi, sabato 22 alle 15:30, dove Lorenza Fumelli presenterà il giovane Gianluca Gorini de Le Giare di Montiano. Non mancate, ne vale la pena.

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