Tutti i frutti della stagione autunnale: le proprietà

14 novembre 2014

A novembre l’aria comincia a gelarsi (almeno dovrebbe) e un buio nuovo nasconde le strade; l’autunno sprigiona una bellezza intima, quasi spirituale, fatta di poetiche malinconie, colori infiammati, le prime sciarpe, coperte calde. la frutta consumata spesso è un potente antidoto contro i malesseri stagionali Ma questa lirica contemplazione viene spesso interrotta da colpi di tosse, raffreddori, febbri; svilita da stati di debolezza e nervosismo: è difficile fare i poeti quando si starnutisce di continuo. Il rimedio possiamo cercarlo nella stessa natura che porta venti e freddo: alcuni alimenti celano prodigiose proprietà benefiche; consumati regolarmente, si rivelano potenti antidoti contro i malesseri stagionali e contribuiscono a rinvigorire l’organismo. Ecco i frutti più comuni della stagione autunnale e le loro proprietà benefiche per l’organismo.

  1. castagneCastagna. Considerata la regina dell’autunno, la castagna è conosciuta fin dall’antichità; se nel Medioevo veniva utilizzata come merce di scambio, in epoca moderna arriva a rappresentare uno degli alimenti base della cucina popolare, in virtù dell’alto valore nutritivo e della relativa reperibilità. Composta per il 50% di acqua, presenta circa 200 calorie ogni 100 grammi. Ricca di fibra, vitamine del gruppo B e potassio ha effetti tonificanti e ricostituenti; altri sali minerali quali magnesio, calcio, zolfo, fosforo la rendono un prezioso antidoto contro anemia e senso di stanchezza. Infusi e decotti a base di castagne, per l’elevata presenza di tannini, risultano efficaci contro bronchiti e infiammazioni di gola. Versatilissima in cucina, può essere bollita o arrostita, raggiungendo, quando ben cotta, un ottimo livello di digeribilità. Resa in farina, diventa la base per pani e focacce; in purea, per ripieni e creme. I glucidi zuccherini ne hanno poi esteso l’utilizzo in pasticceria: dai golosi maron glacè ai tradizionali castagnacci.
  2. LimoniAgrumi. La designazione di agrumi raggruppa una serie larghissima di frutti dal sapore agro, la cui polpa contenuta in spicchi cela strepitose proprietà nutrizionali e terapeutiche: arance, mandarini, limoni, pompelmi, ma anche bergamotto, cedro, chinotto, mapo. Vitamine, flavonoidi e fosforo presenti nel limone gli conferiscono potenti qualità disinfettanti, immunostimolanti e antinfiammatorie; può risultare utile per regolare la temperatura corporea, controllare la pressione, attenuare l’acidità gastrica. Con due o tre arance al giorno, possiamo soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamine; la compresenza di vitamina C e bioflavonoidi contribuisce all’assorbimento del ferro e all’irrobustimento di ossa e denti. Un pompelmo a fine pasto favorisce l’attività digestiva, mentre la vitamina P contenuta nei mandarini stimola la diuresi, combattendo la ritenzione idrica.
  3. KiwiKiwi. Originaria della Cina Meridionale, questa bacca a polpa verde manifesta straordinari caratteri benefici. Il contenuto calorico è piuttosto basso, di circa 45 calorie ogni cento grammi, mentre la combinazione di vitamina C, potassio e ferro apporta proprietà antisettiche e rimineralizzanti. Composto per l’85 % di acqua, risulta molto efficace come diuretico e antiossidante. In gelatina, può contribuire a riequilibrare le funzioni intestinali. Sebbene sia stato diffuso in Europa solo dalla seconda metà del ‘900, l’Italia si è affermata attualmente come il massimo produttore. Il sapore acidulo ma rinfrescante ne consente l’uso in pasticceria per mousse e bavaresi, mentre il colore brillante conferisce sferzate di colore nella decorazione di dolci e crostate.
  4. cachiCachi. Proveniente da Giappone e Cina settentrionale, il cachi è oggi diffuso in Europa in due varietà principali: il cachi comune e il cachi-mela. Manifesta una consistenza assai carnosa e una elevata presenza zuccherina. L’apporto di vitamina C (variabile a seconda del grado di maturazione) e di beta-carotene (precursore della vitamina A) lo rende particolarmente efficace nel rinvigorire le difese immunitarie e prevenire le malattie cardiovascolari. L’alto contenuto di fibre conferisce invece proprietà lassative e depurative. Privato della buccia e mangiato al naturale, può essere anche essiccato o trasformato in marmellate e gelati.
  5. MelogranoMelagrana. Simbolo di fertilità e rigenerazione, la melagrana era assai diffusa nella cucina medievale, dove la nota acida veniva utilizzata per esaltare salse e sughi. La buccia coriacea nasconde semi commestibili dalle eccezionali proprietà curative. Ricchissima di antiossidanti contrasta la diffusione di radicali liberi; la notevole quantità di vitamine e minerali contribuisce al vigore del sistema immunitario. Per prevenire patologie cardiovascolari, si può fare affidamento ai flavonoidi in essa presenti, che intervengono sull’elasticità dei vasi sanguigni. Possiamo utilizzare i semi in insalate miste e risotti o per accompagnare arrosti e brasati, favorendo così l’attività digestiva. Per assumerne un quantitativo più efficace, si consiglia il succo fresco non zuccherato, autentica scorta di sali minerali, vitamine e sostanze antiossidanti e immunostimolanti.

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