Master in cultura del vino italiano a Pollenzo

15 novembre 2014

Dal 2004, l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (a Bra, in provincia di Cuneo) si propone di formare una nuova figura professionale: il gastronomo. Egli indaga il mondo agroalimentare attraverso l’approfondimento delle fasi di produzione e industrializzazione del cibo, distribuzione e diffusione dei prodotti, l'università di pollenzo ha previsto per il 2015 un nuovo master in cultura del vino italiano comunicazione e promozione delle proposte di qualità. L’apporto di Slow Food, tra i soci fondatori dell’Ateneo, si concentra sui temi di biodiversità e rispetto degli ecosistemi; l’obiettivo principale rimane quello di restituire dignità al cibo e ai suoi produttori, conferendo risalto agli imprescindibili valori culturali e umani che dietro ogni prodotto si celano. In consonanza con i corsi di Food Culture e Cucina popolare italiana, dal 2015 l’Università attiverà una nuova possibilità formativa: il Master in cultura del vino italiano. Il percorso avrà inizio il 14 gennaio 2015 per la durata di un anno e si pone lo scopo di forgiare wine teller, esperti che sappiano comunicare e raccontare la stratificata tradizione enologica e vitivinicola italiana, riuscendo altresì a proporre mutamenti e incoraggiare innovazioni.

Uva Sangiovese

Il corso si avvale della partecipazione di professionisti che hanno rivoluzionato il mondo dell’enologia. Per quel che riguarda gestione dei suoli e geografia dei territori, farà da riferimento la coppia formata da Claude Bourguignon, agronomo, e Lydia Gabucci, biologa, fondatori del Laboratorio indipendente Lams e promotori di metodi innovativi per l’analisi chimica, fisica e biologica dei territori; botanica ed entomologia saranno trattate tra gli altri da Marco Simonit, ideatore del metodo Simonit&Sirch, sistema di potatura adottato da oltre 130 aziende in Europa. Autrice di una ampelografia illustrata e docente riconosciuta come la massima esperta in materia, Anna Schneider si occuperà della varietà dei vitigni. Fondamentale sarà poi conoscere gli aspetti più concreti della vinificazione: sono previste gite in importanti cantine piemontesi, visite didattiche in diverse regioni italiane, incontri con produttori quali Anselmo Selosse, Alessio Planeta, Guido Fantino, Pierluigi Zamò, Giuseppe Mazzacollin, Enzo Ercolino e ristoratori come Giovanna Rivetti, che nell’azienda vinicola di famiglia propone piatti della tradizione ereditati direttamente dall’esperienza della mamma Lidia.

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La degustazione sarà resa possibile dalla partecipazione della Banca del Vino, con oltre 60 ore dedicate all’analisi sensoriale, alle tecniche di degustazione e alle esperienze di sommellerie. Per arricchire la qualità dell’offerta, ospiti come lo storico dell’arte Philippe Daverio sapranno restituire le suggestioni filosofiche, storiche e antropologiche che ruotano attorno al mondo del vino, oltre ai rudimenti di storia letteraria e culturale italiana. Al termine del corso, il 18 dicembre 2015, i partecipanti riceveranno un attestato e avranno la possibilità di mettere a frutto le lunghe ore di lezione con un tirocinio in azienda della durata di due mesi.

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