Arancino o arancina? Mettiamo fine alla faida linguistica

18 novembre 2014

Si dice arancino o arancina? Se l’è cercata. E’ quello che si dirà di me dopo questo articolo dall’alto tasso di sicilianità. Purtroppo non posso tirarmi indietro da un dibattito aperto da secoli e che in pochi hanno osato affrontare. Volevo evitarlo ma i commenti rabbiosi del precedente post sui siciliani a tavola, risuonano ancora tra le mura della redazione di Agrodolce e nel mio cervello. E’ arrivato dunque il momento di rispondere: si dice arancino o arancinaPrima di commentare con insulti, presunte realtà dei fatti, versione di ricetta migliore, e luogo migliore in cui li avete mangiati, mettiamo in chiaro una cosa: a scrivere è un messinese che si impegna però a rappresentare tutti gli isolani. Per non scontentare nessuno lungo il post verranno chiamati arancini e arancine, in ordine sparso. Per chi si fosse sintonizzato solo oggi, tranquilli. Non siamo pazzi.

Dobbiamo essere oggettivi

lente di ingrandimento

E’ una cosa complessa, soprattutto per chi scrive di cibo. Come fossimo dei giudici, non possiamo limitarci a dire cosa è giusto secondo noi ma bisogna affidarsi a dati oggettivi. Se non ce ne sono, si va a ritroso, provando a risalire alle origini come il migliore degli ipnotisti. Dunque vediamo.

Magari si dice arancina

arancina

Espressione della Sicilia Occidentale. Palermo, Agrigento sono soliti chiamarla così (al plurale, arancine). Trapani non è del tutto schierata. Sembra che si utilizzino entrambi i termini. Ad avvalorare la legittimità della parola arancina ci prova lo scrittore palermitano Gaetano Basile, sostenendo che “la pietanza dovrebbe essere indicata al femminile, in quanto il nome deriverebbe dal frutto dell’arancio, l’arancia appunto, che in lingua italiana è al femminile”.

Magari si dice arancino

Arancia

Termine molto più diffuso a Oriente: Messina e Catania in testa. Al plurale si trasformano in arancini. Per dare senso a questo termine, questa parte di Sicilia contraddice quanto detto sopra, sostenendo che, in siciliano non esiste declinazione femminile dell’arancia che in dialetto prende il nome di arànciu. Da qui, arancino. A metà 800, il primo dizionario siciliano-italiano parla di arancino. I fatti al giorno d’oggi, vogliono che il registro siciliano delle PAT ( Prodotti Agroalimentari Tradizionali) riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agroalimentari, mettono questo prodotto in elenco sotto il nome di arancino.

Camilleri

Lo scrittore contemporaneo Andrea Camilleri, intitola un suo racconto come Gli arancini di Montalbano, prendendo quindi posizione sulla questione. In merito, è di grandissimo interesse l’articolo di Daniele de Sanctis. La discussione è accesa anche nella grande enciclopedia di Wikipedia dove, dopo un lungo dibattito, si è deciso che la voce debba essere arancino ma che, anche il termine arancina sia lecito e riconosciuto come di uso comune.

Forma arancino

La diatriba non è certo finita. A peggiorare la situazione creando ancora più tensione tra gli amanti dell’arancina, è una questione di forma non solo linguistica ma anche geometrica. Chi lo chiama arancina, lo vuole rotondo, che richiami la forma dell’agrume da cui si presume abbia preso origine. Chi lo chiama arancino, lo vuole a forma conica, quasi a rappresentare un fumante vulcano Etna.

Conclusioni

Bivio

È dura. Ma avevo promesso di essere imparziale e lo sarò: l’ho sempre chiamato arancino e continuerò a fare così in quanto le mie origini non le rinnego. Ma ammetto che la teoria del frutto chiamato così al maschile perché in dialetto non mi convince molto. Ciò non toglie che i due termini siano ormai fin troppo radicati per avere la presunzione che uno sia più giusto dell’altro. Forse è per questo che siamo una Regione a statuto speciale, per avere l’autonomia di chiamare gli arancini un po’ come diavolo ci pare. O no?

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