La superbanana OGM per salvare l’Africa

18 novembre 2014

La sola sigla fa rabbrividire i fautori dell’alimentazione biologica e naturale, eppure gli OGM non sono sempre sinonimo di diffidenza e scenari funesti. Giunge a importanti risultati una sperimentazione della Queensland University of Technology (QUT), che già dalla scorsa estate ha avviato le fasi di test su un prodotto che potrebbe salvare l’Africa. Si tratta di una banana geneticamente modificata, affinché sia ricca di vitamine e sali minerali di cui le popolazioni locali sono spesso carenti. Un progetto che ha trovato il supporto della Bill & Melinda Gates Foundation, poiché in grado di garantire un futuro migliore a 700.000 bambini qualora i risultati venissero confermati.

Vitamina A e sopravvivenza

bimba

La dieta poco varia delle popolazioni più povere del mondo, a cui si abbina la difficoltà di coltivazione in climi dalle temperature elevate e dai terreni aridi, sta minacciando un’intera generazione africana. 700.000 bambini ogni anno soffrono di patologie connesse alla carenza di vitamina a Ogni anno sono circa 700.000 i bambini che soffrono di patologie connesse alla carenza di vitamina A, dalle problematiche legate alla vista alle malformazioni ossee, passando per gravi rallentamenti nello sviluppo mentale, pelle secca e fragile, perdita di capelli, stanchezza cronica e insufficiente produzione di saliva. L’accesso a ingredienti ricchi di tale microelemento, come olio di merluzzo e carote, è quasi completamente negato. Oltre ai costi elevati di certe prelibatezze, costi che la povertà locale non può permettersi di sobbarcare, la morfologia del territorio non garantisce la facile coltivazione di frutta e verdura, né tantomeno l’allevamento di bestiame da carne. Allo stesso modo, l’assunzione tramite integratori risulterebbe molto dispendiosa e difficile da realizzare, soprattutto per la difficoltà di raggiungere capillarmente gli individui coinvolti. Perché, allora, non trovare un modo affinché le popolazioni africane possano produrre alimenti ricchi di vitamina A, a basso costo e in completa autonomia? Parte da questo proposito lo studio dell’ateneo australiano.

Superbanana OGM: perché?

banane

Date le premesse su clima e territorio, si è reso necessario trovare un alimento che potesse facilmente adattarsi alle alte temperature, nonché a lunghi periodi di siccità. Fra le tante piante a disposizione, il banano si è rivelato il candidato ideale a questo scopo. modificando geneticamente la pianta, si possono ottenere banane ricche di vitamina a e beta-carotene Purtroppo, però, la banana non è naturalmente ricca di vitamina A, sebbene sia una fonte indispensabile di potassio e altri sali minerali. Nasce così l’idea di modificare geneticamente la pianta. Dopo numerose sperimentazioni in laboratorio, i biotecnologi della QUT sono finalmente riusciti a ottenere delle banane ricche di vitamina A e beta-caratone, due elementi del tutto naturali che non pongono rischio alcuno sulle salute. Per farlo, la pianta viene geneticamente predisposta ad assorbire maggiormente queste sostanze dal suolo, per un risultato che oggi appare del tutto sicuro. L’unica differenza rispetto al frutto classico è una colorazione lievemente più arancione, anche se il gusto sembra essere rimasto intatto. La fase di test condotta quest’estate ha portato a risultati promettenti e ha aperto la strada alla prima coltivazione completamente gestita da autoctoni, che verrà inaugurata in Uganda entro il 2020.

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