Veneto: il cibo di strada raccontato in 17 punti

19 novembre 2014

La cucina di strada è semplice, genuina, rispetta la stagionalità e porta avanti la tradizione di ogni regione. Il cibo consumato in strada non è una trovata che segue la moda del momento, è un’usanza che dura da sempre, nata tra il popolo e per il popolo. Gli scavi di Pompei hanno dimostrato che già a quell’epoca esistevano botteghe che vendevano cibi caldi; nelle vie dei quartieri della Roma imperiale si trovavano venditori di polpette, di rustici lievitati e di preparazioni dolci. Anche il Veneto possiede una tradizione ben radicata per quanto riguarda lo street food: ripercorretela con noi.

  1. Cicheti1Ai tempi della Serenissima si pranzava la mattina presto, dopo aver concluso gli scambi commerciali con le campagne, con i cicheti, spuntini che troviamo ancora ai giorni nostri a Venezia andando in giro per bàcari: polpette, crostini con il baccalà, sarde in saor, acciughete, folpeti, salumi, mezze uova e molto altro, accompagnano i bicchieri di vino che si è soliti a bere in questi casi. Il cicheto si consuma in piedi ed è molto facile vedere gente chiacchierare fuori per strada col bicchiere di vino e con un bocconcino saporito in mano.
  2. Usanza che sta ritornando e che ha caratterizzato la vecchia abitudine veneziana di mangiare per strada, è el scartosso de pesse frito (il cartoccio di pesce fritto), preparato da un fritoin, friggitoria, specializzato proprio nello street food.
  3. frittelleAnche la pasticceria veneziana da strada è molto rinomata soprattutto per la biscotteria: baicoli e zaeti sono i più conosciuti, ma anche i bussolà di Burano e i papini di Chioggia, assieme alla torta di carote e radicchio chioggiotto IGP, al panconso di Sottomarina, al pandolse e alle carnevalesche fritole venexiane.
  4. Nella zona del trevigiano lo streef food è caratterizzato dal radicchio rosso IGP e dai tanti modi di cucinarlo: fritto, ai ferri, al forno, il tipico radici e fasioi (preparato con radicchio e lamon, fagioli IGP della vallata del bellunese)
  5. Nei dintorni di Treviso è tipica anche la particolare porchetta cotta a bassa temperatura, prodotta solo con carne della coscia di maiali magri alimentati con cibi vegetali, per conferire al grasso le stesse caratteristiche dell’olio.
  6. castagne seccheMolto apprezzate sono anche le stracaganasse, castagne della Marca fatte essiccare e conservate tutto l’anno.
  7. polenta e salsicciaNel bellunese, oltre ai fagioli, tipico cibo da strada è la polenta e salsiccia o il panino col fromai (formaggio) e pastin, carne trita a grana grossa, di manzo e maiale, salata e speziata o solo salata.
  8. L’accostamento ideale per i salumi e i numerosi formaggi di malga, è la puccia, un pane piatto dell’ampezzano preparato con farina di grano tenero e farina di segale, con l’aggiunta di semi di cumino, semi di finocchio e zigoinr, un particolare origano selvatico della zona.
  9. kodinzaLo street food dolce dolomitico ha il nome di kodinza ed è una torta preparata con mele bellunesi e mais sponcio, una varietà di mais autoctona.
  10. A Vicenza il baccalà alla vicentina con la polenta abbrustolita è diventato il must dello street food, così come polenta o panino con la sopressa vicentina DOP, salume tipico della tradizione culinaria veneta, l’asparago bianco di Bassano DOP, e tutta la gamma di prodotti caseari dell’Altopiano di Asiago.
  11. La provincia di Verona si distingue per il prosciutto veneto berico-euganeo DOP e il formaggio Monte Veronese DOP, con i quali si possono preparare dei ghiotti panini.
  12. sfilacciGli sfilacci di cavallo, carne tenuta sotto sale, affumicata e pestata fino a ridurla in filamenti, sono uno street food molto comune in Veneto: a volte ci si condisce persino la pizza.
  13. I baci di Giulietta e Romeo e i rafioli sono tra i dolci più rappresentativi della provincia di Verona.
  14. folpettiPer le strade di Padova è d’obbligo accompagnare lo spritz a folpeti lessi, in umido o fritti, ingrediente divenuto il vanto della città tanto da aver dedicato al polipo una sagra.
  15. Durante il periodo invernale, il cibo da passeggio padovano è la polenta fasoà, farina bianca da polenta cotta con una zuppa di fagioli, arrostita e tagliata a fette.
  16. Nell’area di Rovigo e il polesine, il pesce azzurro fritto e in saor regna sovrano, assieme alla famosa sopressa del Delta.
  17. salame di cioccolatoTra i prodotti della pasticceria della provincia di Rovigo si distinguono la miassa o smegiassa, una torta di zucca, e il moro, il salame dolce al cacao.

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