Ricette tipiche del Thanksgiving: specialità made in USA

24 novembre 2014

Insieme ad Halloween e il 4 luglio, il Thanksgiving, ossia il Giorno del Ringraziamento, che si festeggia il quarto giovedì di novembre, è certamente la ricorrenza americana più conosciuta al di fuori dei confini statunitensi. la cena del thanksgiving è il rito intorno al quale ruota tutta la festa, quest'anno prevista per il 27 novembre Chiunque abbia seguito un qualsiasi telefilm ambientato nel paese a stelle e strisce, si sarà imbattuto prima o poi in tavole imbandite su cui un gigantesco tacchino arrostito sta per essere affettato da un capofamiglia, armato di forchettone e di un grosso coltello affilato. Quello è il rito intorno al quale ruota la festa. Prima di passare in rassegna i piatti tipici però, è doverosa una piccola introduzione storica che ci conduca alle origini della festività. E allora ci spostiamo sull’Atlantico, su una nave, la Mayflower, salpata da Plymouth, Inghilterra, il 6 settembre 1620. Dopo 2 durissimi mesi di navigazione, segnati dalla fame e dalle intemperie, i 102 passeggeri, fuggiti dalla loro patria perchè perseguitati per motivi religiosi, attraccarono in quello che è l’odierno Massachussets.

Mayflower

una replica del mayflower a plymouth

Con ormai poche provviste con cui sfamarsi, l’inverno incombente, i semi europei non adatti per la coltivazione sui suoli americani, i nuovi coloni avrebbero resistito ancora poco tempo se i nativi americani non avessero consigliato loro i semi giusti da piantare e gli animali da allevare, tra questi il tacchino. La storia (forse un po’ edulcorata) vuole che i padri pellegrini abbiano ringraziato il loro Dio e gli Indiani d’America con un pranzo a base di tacchino, appunto, e altre primizie autunnali di cui quella zona abbondava, tra cui zucche, frutta secca e mirtilli. Ecco i piatti tipici del Thanksgiving.

  1. tacchino arrostoTacchino: è il piatto principale della festa, il simobolo del Thanksgiving Day. Ogni anno in questo giorno si consumano, nei soli Stati Uniti, più di 40 milioni di questi volatili che hanno avuto la sola sfortuna di essere sul posto quando i padri pellegrini sbarcarono. Ma a 2 di essi è concessa la grazia: nel 1963, Kennedy, iniziò questa curiosa usanza; per il suo pranzo del Ringraziamento decise di non cucinare il tacchino che come di consueto veniva donato al Presidente dalla National Turkey Federation. Oggi il Presidente degli Stati Uniti concede la grazia a 2 tacchini; i fortunati pennuti vengono trasferiti con un volo in prima classe, a Disneyland, dove uno dei 2 guiderà la parata su Main Street. Ma bando alle ciance e veniamo al piatto, si può procedere in 2 modi: farcendo il tacchino e poi infilandolo nel forno, oppure cuocendo il ripieno a parte. Nel secondo caso, per rendere le carni più saporite, il volatile è riempito di limoni sedano e prezzemolo. Una volta cotto, si tolgono le erbe aromatiche e si farcisce con un ripieno, la cui ricetta varia da famiglia a famiglia. Gli ingredienti principali rimangono comunque le salsicce, le castagne, il pane raffermo e le uova per amalgamare. Possono essere aggiunte anche albicocche, mele e frutta secca.
  2. gravyGravy. Dopo oltre 2 ore di cottura in forno, la carne potrebbe risultare un po’ asciutta: è per questo che prima di metterlo in forno, il tacchino è spalmato bene con burro e olio d’oliva, e poi lasciato cuocere aggiungendo ogni tanto un mestolo di una miscela di brodo e vino. A fine cottura sul fondo della teglia si sarà depositato uno strato di grasso saporitissimo e gustoso. Mentre il tacchino riposa, si raccoglie questo succo e si cuoce in un pentolino con ulteriore burro, erbe aromatiche e un po’ di farina o amido di mais per addensare: questa è la famosa gravy, un salsa ideale per mandare giù i bocconi di carne. E magari fare la scarpetta.
  3. cranberry sauceCranberry sauce: è l’altra salsa con la quale si accompagna il tacchino. Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza: i cranberries non sono i mirtilli (che in inglese sono chiamati blueberries); è un frutto abbastanza diverso che in Italia si trova poco e che chiamiamo ossicocco o mortella di palude. Nel caso li troviate in qualche negozio specializzato in ingredienti internazionali o cucina etnica potete preparare la salsa semplicemente scaldandoli in padella con una grattuggiata di scorza di arancia e una di zenzero fresco, un po’ di succo dell’arancia di prima e zucchero di canna; raggiunta l’ebollizione, i cranberries cominceranno a sfaldarsi. Una volta raffredata, la salsa è pronta.
  4. corn breadCorn Bread: è l’antenato di quello che probabilmente era il pane dei nativi americani. Infatti per questa preparazione è utilizzata la farina di mais, il cereale che cresceva spontaneamente nell’America del Nord e che in questo continente era stato la base della nutrizione umana, come il grano in Europa o il riso in Oriente. Oltre alla farina di mais, servono bicarbonato (per la lievitazione), burro, uova e zucchero. Il suo sapore dolciastro lo rende più simile a una torta che a un pane vero e proprio.
  5. purè di patateMashed potatoes: veniamo al contorno, che vede protagoniste le patate. Questa preparazione è veramente molto simile al colcannon irlandese. Patate lesse, schiacciate grossolanamente, ripassate in pentola con latte e burro e insaporite in mille maniere diverse: formaggi vari (dal cheddar al camembert), scalogno croccante, panna acida, aglio, prezzemolo, salvia fritta, bacon, e per i più esotici cocco, lemongrass o anche wasabi. Il piatto adatto per sbizzarrirsi.
  6. pumpkin piePumpkin pie: accenniamo brevemente ai dessert con cui questo pasto luculliano si chiude. La Pumpkin Pie (che è tipica anche di Halloween) è una crostata di pasta frolla con una crema composta dalla purea di zucca aromatizzata con zenzero, chiodi di garofano, cannella e noce moscata. Un altro dessert spesso servito durante il Thanksgiving è la Pecan Pie.

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