Good Eggs: il farmer’s market ai tempi di internet

25 novembre 2014

Anni fa, quando per le vie della città c’erano le botteghe e il traffico sembrava meno aggressivo, frutta e verdura si compravano una volta a settimana al mercato contadino. Oggi, mentre i supermercati standard o gourmet sembrano essere arrivati ovunque, la spesa si può comunque fare dal coltivatore diretto: good eggs permette ai consumatori di acquistare su internet i prodotti freschi dei mercati contadini con un ordine su internet, e la consegna alla porta di casa. Ricevendo persino i consigli su come preparare i prodotti di stagione, stampati da un computer anziché ricopiati dal quaderno delle ricette della nonna. È questa l’attività di Good Eggs, start-up statunitense che dal febbraio 2013 mette in contatto consumatori e piccoli produttori: sul sito dedicato, le uova, la frutta e il formaggio (ma anche piatti pronti e torte), si possono scegliere per le loro caratteristiche, per il prezzo o perché la piccola foto e la descrizione della fattoria di provenienza hanno catturato l’attenzione del goloso di città. Partita dalla baia di San Francisco, la compagnia in poco più di un anno e mezzo ha raggiunto le zone metropolitane e le campagne di Brooklyn, New Orleans e Los Angeles; e nello scorso settembre ha ottenuto 21 milioni di dollari dal fondo Index Ventures, per estendere il servizio ad altre città ancora.

good eggs sito

Qual è il segreto del successo? Altri servizi simili, come AmazonFresh, hanno ricevuto un’accoglienza appena tiepida. Forse tutto sta nel rafforzare il senso di comunità locale, mettendo in contatto i clienti con i coltivatori della zona, in un periodo in cui in molti sembrano avere bisogno di rassicurazioni e senso di stabilità.

bread

Forse il segreto è nei magazzini, che offrono prodotti freschissimi riempendosi e svuotandosi completamente nel giro delle 24 ore: melanzane, mele e fragole, vengono colte solo se i prodotti sono stati già ordinati dagli acquirenti. Un’efficienza del genere è possibile solo con i software e i dispositivi più recenti: e così è anche grazie ad Apple e alle altre aziende della Silicon Valley, se milioni di cittadini statunitensi possono mangiare freschissime insalate e deliziose preparazioni artigianali.

uova bio

E in Italia? Qualche servizio simile, ispirato però alle esperienze dei Gruppi di Acquisto Solidale e con molta più attenzione per il biologico, esiste; ma sembra faticare a far breccia fra le strade intasate dal traffico e i condomini senza portineria, forse anche per i prezzi che al momento sono più alti di quelli dei mercati rionali. in italia esistono i gruppi di acquisto solidale, ma faticano ancora ad avere un successo reale D’altronde in quanti, nel Bel Paese, sarebbero disposti a comprare un chilo di pomodori, un melone giallo o qualche mandarino, senza prima aver personalmente testato consistenza e aroma? Negli italici supermercati persino i guanti di plastica per prendere gli ortaggi sembrano destinati al fallimento. Ma non è detto che la rivoluzione digitale non arrivi anche alla spesa: qualche anno fa in pochi avrebbero accettato un passaggio da uno sconosciuto, oggi bastano un paio di recensioni sul social network giusto per fidarsi di un nuovo compagno di viaggio. Perché allora non dare fiducia a un cestino di buone uova, con un cespo di lattuga e magari anche un pesciolino appena pescato? Voi che ne pensate, usereste questo servizio?

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