12 torroni artigianali da provare durante le feste natalizie

15 dicembre 2014

Zucchero, miele, albumi e frutta da guscio: pochi ingredienti per uno dei dolci tipici del Natale, il torrone. Non quello di cioccolata, che con le sue innumerevoli varianti è riconducibile a una tavoletta di cioccolata o gianduia con l’inclusione di frutta secca, tipicamente nocciole e mandorle, bensì quello duro, più o meno friabile, bianco. il torrone bianco è solitamente duro, preparato con miele, albumi e frutta secca Etimologicamente parlando la parola torrone sembra possa derivare dai verbi latini torrere, tostare, o torreo, abbrustolire, riferendosi appunto alla tostatura delle nocciole e delle mandorle come prima fase di lavorazione. Diffuso in tutta Italia con numerosi varianti, sia di consistenza sia di gusto, il torrone è una ricetta a base di miele e albumi che in cottura montano analogamente a una meringa, le temperature a cui viene lavorato lo rendono duro dopo il riposo, grazie alla cristallizzazione degli zuccheri.

Torrone

La sua origine è controversa ma è indubbia l’influenza della cucina araba nell’utilizzo di frutta secca e miele; d’altronde questi ingredienti erano noti e utilizzati anche nella cucina dell’antica Roma. Molto diffuso nel sud Italia, questo dolce è per certi versi assimilabile ad alcune preparazioni del bacino mediterraneo. Una leggenda nota nella città di Cremona racconta che il primo torrone, ossia un dolce a base di mandorle e miele, sarebbe stato confezionato per il matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. Lungo lo Stivale ne compaiono tantissime versioni diverse che sfruttano le peculiarità agronomiche dei luoghi, valorizzando nocciole o mandorle del territorio e le diverse tipologie di miele; in alcuni casi i torroni locali includono al loro interno semi di sesamo tostati o frutta candita. Vi consigliamo 12 torroni artigianali da provare in giro per l’Italia.

  1. Immagini della Relanghe di Alba (Cn) ItaliaTorrone piemontese: solo nocciole tonde e gentili delle Langhe e miele locale per questa produzione di eccellenza del Piemonte. Un torrone asciutto al tatto, friabile al taglio, tenace alla masticazione senza eccesso, profumato di miele e saporito di nocciola. Dove comprarlo: Canelin di Giovanni Verdese (viale Antiche Terme 16, Acqui Terme – Alessandria).
  2. Torrone di Tonara: consistenza tenace e croccante, friabile al taglio e tradizionalmente lavorato in grandi blocchi, prevede solo albumi e miele ma può essere con mandorle, nocciole o noci. Mai appiccicoso o gommoso, nemmeno esageratemente dolce grazie all’assenza di zucchero aggiunto; bianco neve con una distribuzione di frutta secca disomogenea indice di artigianalità. Dove comprarlo: Torronificio Pruneddu Salvatore (via Ing. Porru 5, Tonara – Nuoro).
  3. mandorlato di colognaMandorlato di Cologna: morbido e fragrante, questo torrone di forma rotonda secondo la tradizione veneta impiega solo mandorle, albumi e miele. Ne risulta un dolce dalla consistenza morbida ma resistente, in cui le mandorle fanno da contrappunto alla masticazione. Dove comprarlo: Garzotto Rocco e figlio (via Pietro Mabil 1, Cologna Veneta – Verona).
  4. Torrone di Martiniana: un torrone che sconfina nel croccante data l’assenza di albume; le mandorle pugliesi in abbondanza lo rendono friabile e profumato. Le caratteristiche inconfondibili sono la colorazione bruna e la copertura con zucchero caramellato che cristallizza in superficie dopo la formazione. Dove comprarlo: Fabbriche riunite Torrone Benevento (viale Principe di Napoli, 123 – Benevento)
  5. Torrone di Cremona: tradizionalmente dovrebbe avere la forma del Torrazzo, il campanile della cattedrale in cui si svolsero le nozze. Prodotto in forme stampate, questo dolce riconosce 2 varianti certificate: versione morbida e dura. Profumato con vaniglia e o scorza di agrumi, nella versione morbida prevede l’aggiunta di canditi. Dove comprarlo: Fieschi (via dei Lanaioli 24 – Cremona).
  6. torrone cremascoTorrone cremasco: panetti rotondi secondo la tradizione, questo torrone profuma di vaniglia e mandorle, duro ma allo stesso tempo friabile, saporito per l’uso di zucchero di canna, si scioglie in bocca. Dove comprarlo: Bandirali (via Piacenza, 93, Crema – Cremona).
  7. Torrone di Alvito: un dolce morbido dall’intenso profumo di mandorla, grazie all’utilizzo di pasta di mandorle insieme a pezzi di canditi. Dopo la formazione e il taglio, è tradizionalmente ricoperto con glassa reale ma anche da cioccolato fondente. Dove comprarlo: Antica pasticceria Di Tullio (corso Gallio 1, Alvito – Frosinone).
  8. Torrone di Guardiagrele: molto più simile a un croccante, questo dolce non prevede l’uso di albumi ma solamente miele, mandorle e frutta candita. La sua particolarità, oltre al fatto di essere prodotto solo in zona, è l’aggiunta di cannella in polvere che lo profuma intensamente a ogni morso. Dove comprarlo: Pasticceria Lullo (via Roma 105, Guardiagrele – Chieti).
  9. corrado assenza torroneTorrone di mandorle di Noto: un torrone d’autore quello di Corrado Assenza, dalla consistenza meno tenace ma non appiccicosa; preparato con miele siciliano insieme a mandorle e pistacchi, è ammorbidito e profumato dalla presenza di pezzi di frutta candita. Dove comprarlo: Caffè Sicilia (corso Vittorio Emanuele 125, Noto – Siracusa).
  10. Scaldaferro: formato e posato a mano, questo torrone deve all’artigianalità la sua forma irregolare a mucchietti disomogenei. Tradizionalmente a base di mandorle, la sua particolarità è di impiegare miele prodotto nella barena veneziana, che grazie alla salinità di retrogusto regola la dolcezza senza stuccare. Dove comprarlo: Torronificio Scaldaferro (via Cà Tron, 31, Dolo – Venezia).
  11. Croccantino di San Marco: deliziosa variante del torrone di mandorle e nocciole miste, in cui la quota di frutta supera quella del miele dando un aspetto compatto; è tagliato in piccoli tranci rettangoli ricoperti di cioccolato fondente. Dove comprarlo: Dolciaria Serio (contrada Leccata, San Marco Dei Cavoti – Benevento).
  12. cubbaitaCubbaita: dolce molto duro e tenace a base di albumi, miele, semi di sesamo e mandorle. Una preparazione diffusa in tutto il meridione ma tipica siciliana. Di indubbia provenienza araba, la sua etimologia lo lega alla parola qubbayta; è preparato anche per le festività dei defunti. Dove comprarlo: Fratelli Fiasconaro (piazza Margherita 10, Castelbuono – Palermo).

Clicca qui per visualizzare la mappa

I commenti degli utenti