Top 3 dei piatti dell’Antica Osteria Nonna Rosa

16 dicembre 2014

All’Antica Osteria Nonna Rosa (via privata Bonea, 4 a Vico Equense) il clima è familiare, il locale è semplice, non si dà certo le arie da ristorante stellato, eppure una stella Michelin ce l’ha. Una stella che Peppe Guida e sua mamma, nonna Rosa si tengono ben stretta da circa 10 anni. una cucina della tradizione che dà ampio respiro alla ricchezza territoriale In sala Lella e Luigi sono una garanzia, vi faranno sentire a proprio agio, come a casa vostra. Passione e tradizione sono i termini giusti per descrivere al meglio la cucina di Peppe, uno chef dai valori di altri tempi, timido, umile, una persona di gran cuore. Dopo varie esperienze lavorative in costiera e all’estero, è tornato in patria, a Vico Equense, dove 20 anni fa ha dato vita all’attività che lo ha portato in gloria. Una cucina della tradizione, la sua, che dà ampio respiro alla ricchezza della qualità territoriale. Basterà una frase magica, Peppe fa’ tu, e sarete introdotti in un percorso di degustazione che comprende 12 piatti che vi illustreranno la filosofia del cuoco, come ama definirsi Peppe. Questa più che la top 3 dei piatti da non perdere all’Antica Osteria Nonna Rosa, sono 3 suggerimenti da prendere in seria considerazione.

  1. Come fosse SimmenthalCome fosse Simmenthal: il titolo è giusto, questo piatto fa riferimento proprio alla ben nota carne in gelatina. Si tratta di piccione di manzo, che è sbollentato in acqua fredda e poi messo a cuocere con ghiaccio, sedano, carote e cipolle, aromatizzato con noce moscata, rosmarino e garofano per 3 ore circa. La carne è molto tenera ed è accompagnata con il brodo chiarificato e filtrato, quasi una gelatina.
  2. La polpetta di Nonna RosaEntrée e antipasti: dal benvenuto si capisce subito che sei capitato nel posto giusto. La polpetta di Nonna Rosa, con ragù e ricotta, è un must da cui non si può prescindere, così come la zeppolina di cavolo con burro e alici e le crostatine di scarola. Tra gli antipasti vi suggeriamo i moscardini con patate schiacciate e il baccalà con friarielli, cipollotto e limone.
  3. Il Delicato SorrentinoDelicato Sorrentino: il pezzo forte di Peppe Guida sono i primi piatti, ma alla scorsa edizione de Le strade della mozzarella, il piatto che è riuscito a conquistare tutti, ma proprio tutti, è il Delicato Sorrentino. Nato per puro caso tra un intervento e l’altro dell’Atelier Pasta, mozzarella e pummarola e adesso potete trovarlo anche in carta. Questo piatto è realizzato con il mischiato delicato del Pastificio dei Campi, pomodori datterini gialli in succo, mozzarella di bufala, latte di bufala, pesto, limone e tanto basilico. Non c’è bisogno di spiegare l’aggettivo sorrentino, il profumo è tutto lì.

Una menzione speciale va ai dolci, in particolar modo alle Graffette fritte spolverate con zucchero e cannella: una tira l’altra. Non si può non nominare anche Francesco Guida, figlio di Peppe, che negli ultimi anni ha sviluppato una vera e propria passione per i lievitati: suo, infatti, è il pane che troverete al ristorante, a lievitazione naturale. A Natale e a Pasqua non perdetevi il panettone e la colomba.

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