Feste da incubo: i peggiori momenti della spesa per Natale

19 dicembre 2014

Allontanate i bambini da questo articolo, stiamo per parlare di cose per adulti. Sì, perché i piccoli pensano che il Natale sia tutto bello e semplice, una magia di Rudolf la renna mentre un coro canta Jingle Bells. la spesa per le feste è un momento pieno di imprevisti e disavventure Niente di tutto questo: noi adulti sappiamo che il Natale dobbiamo crearlo e sudarlo dall’inizio alla fine. Incastrare gli inviti, non fare torti a nessuno, andare alla messa, cucinare (bene) e, cosa ancora peggiore, riuscire a fare la spesa senza per questo essere denunciati per un qualche reato. Avete presente cosa voglia dire andare al supermercato quando ci si avvicina al Natale? La sensazione che si prova è un misto di frustrazione e impotenza mescolata a fallimento personale e incapacità di provvedere alle cose semplici della vita.
Bene, ecco i peggiori momenti delle spesa per le feste.

  1. lista della spesaLista della spesa. A confronto, il piano strategico di un’industria petrolifera è una cosa da ragazzini. Componete una serie di schede partendo dai piatti che dovete cucinare per poi fare la lista degli ingredienti di ogni singolo piatto. Unite gli ingredienti di tutti i piatti, calcolate le dosi e stilate una lista chiara e univoca: è perfetta. Peccato solo per quelle gocce che hanno sbiadito l’inchiostro: sono le lacrime di disperazione che avete versato per scrivere tutto.
  2. Parcheggio. Che abbiate un Suv o un’utilitaria, una volta trovata l’insegna del supermercato dovete fare i conti con il parcheggio. Vi sentite sereni perché il parcheggio dell’iperstore è grande come tutta la pianura Padana: vuoi che non troviamo parcheggio? La risposta ve la darete 65 minuti e un pieno di benzina dopo quando, in preda a una crisi isterica per i giri intorno al parcheggio che sembrava di essere all’autodromo di Monza, decidete di tornare a casa e sfogarvi ballando e cantando tutto l’album di Natale di Mariah Carey.
  3. Il carrello. Per i fortunati che sono riusciti a parcheggiare – o che magari hanno lasciato la macchina in doppia fila – la situazione, superata la porta automatica del negozio è questa: una distesa di cappotti che si muovono in mezzo a urne che racchiudono pandori e pallet di vino spumante.  Vi trovate davanti al solito bivio: la vita o la morte. Scegliere la vita significa girare le spalle e andare a fare la spesa alla bottega della signora Ignazia, quella che ha la mortadella migliore della zona ma te la fa pagare come fosse prosciutto spagnolo.
  4. scaffali del supermercatoL’ingrediente che non hai mai comprato prima. Il nipote che vive all’estero dice che per la cena della Vigilia vuole preparare un piatto inedito per la famiglia ma molto popolare nel quartiere hipster in cui vive. Con molta perplessità vi fate consegnare la lista degli ingredienti: la quantità richiesta causa perdita dell’orientamento all’interno del supermercato, con incursioni in reparti di cui nessuno conosceva l’esistenza. Dovuta la chiamata al nipote: in attesa del turno in salumeria gli direte con grande serenità che l’unico piatto estero che può cucinare è l’insalata russa, altrimenti può andare a quel paese. Quello hipster.
  5. Guerra al panettone. Succede che il panettone senza canditi ma con la crema al whisky invecchiato sia preso d’assalto grazie al prezzo stracciato. Per ottenerlo dovrete lottare con le signore che si contendono gli ultimi pezzi rimasti. Voleranno parole grosse e si formerà una fila di carrelli nella corsia del tonno in scatola che nemmeno gli addetti allo scaffale sapranno risolvere. Porterete a casa uno di quei panettoni tanto desiderati ma la confezione sgualcita vi ricorderà ogni istante di quella lotta e la perdita dell’ultimo briciolo di spirito natalizio esistente al mondo.
  6. anziani al supermercatoLa lentezza. Anziani e supermercato formano concetto che mira alla distruzione di quel genere umano che non vuole mai perdere tempo. Meglio trovare un’auto in panne al casello che un’anziana col carrello davanti alla selezione di fette biscottate. Se poi è Natale e la poveretta deve fare da mangiare per 20 persone tra figli e nipoti, mettetevi comodi.
  7. La giovane coppia con la sua prima spesa di Natale. I giovani che affrontano per la prima volta l’esperienza di organizzare una festa di Natale nella nuova casa: poveri loro, non sanno cosa li aspetta e hanno sul viso tutta la felicità dei bambini ingenui. La coppia valuta con un sorriso se comprare il salmone norvegese o scozzese. Non litigano: loro si amano e prendono le decisioni insieme e con calma. Sommersi da panettoni, bottiglie di spumante, torri di tartine e carriole di insalata capricciosa, un po’ li invidiate, ma sapete già che non durerà. Gli date mentalmente appuntamento al prossimo anno.
  8. bambino al supermercatoI bambini. Mai dimenticare i bambini, soprattutto al supermercato. Provate a concentrarvi per capire cosa mettere nel carrello ma il continuo annuncio della cassiera Giusy, che per oggi, si occupa solo di fare l’elenco dei bambini smarriti, vi distrae di continuo. La formula è sempre la stessa: “La mamma del piccolo Matteo è attesa urgentemente al banco informazioni”. In chiusura di negozio si spera sempre che qualche bimbo non sia rimasto in eccedenza al supermercato.
  9. Gli incontri. Mentre siete in punta di piedi intenti a prendere il riso che non scuoce sullo scaffale in alto, vi sentite chiamare. Riconoscete la voce, è Marianna con suo marito, Lucio. Non essendo in Cina ma in un banale supermercato saturo di clienti, trovate banale la domanda ma sorridete come Whoopie Goldberg, li baciate e li abbracciate. La sosta selvaggia in corsia vi fa guadagnare l’odio degli altri clienti, ma Marianna continua a parlare. Alla fine annunciano la chiusura del negozio e non avete ancora afferrato la confezione di riso che non scuoce. In compenso la vostra pazienza è stracotta.
  10. fila alle casseThe End. Navigato il supermercato in lungo e in largo, avete preso tutto quello che mancava, comprese le praline di cioccolato che fanno tanto atmosfera. Provate un senso di soddisfazione immenso. State per accennare un sorriso, ma il vostro sguardo incrocia la fila alle casse e il sorriso si trasforma in risata isterica: la coda più breve conta 17 carrelli pieni zeppi di cibo. Disperati vi mettete in coda e aspettate che arrivi il vostro turno. Intanto aprite un panettone e lo mangiate strappandolo a pezzi bagnati delle vostre lacrime. Quando finalmente arriva il vostro turno, con le briciole di panettone in faccia, realizzate che avete dimenticato 2 cose: la carta fedeltà e il cotechino precotto. Questo significa non guadagnare i rimanenti 200 punti per l’aspirapolvere elettrica e perdere 1000 punti come miglior organizzatore del prossimo cenone di Capodanno.

Il consiglio che possiamo darvi è solo di organizzare tutto per tempo. Non disperate: nulla è perduto, il Natale è un momento troppo bello per sprecarlo a esaurirsi e stancarsi. Mantenete alto lo spirito e godetevi cibo e compagnia. E soprattutto sfogatevi con noi: quali sono i vostri momenti peggiori della spesa per Natale?

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