Feste da incubo: la cena della Vigilia

24 dicembre 2014

Nell’anno in cui si registra il tasso più alto di certezze crollate e ne nascono di presunte nuove (vedi alla voce 80 euro in busta paga), c’è una cosa che resiste e sembra essere rimasto l’ultimo e concreto momento della tavola che ci riporta alla famiglia.regali, bambini e parenti: cosa potrà mai rovinare un tranquillo cenone di Natale? Non stiamo parlando di quando viene a mancare la zietta di 109 anni (scongiuri). Mi riferisco alla cena della Vigilia di Natale. I bambini sono eccitati per l’arrivo di Babbo Natale, nonna euforica perché andare alla messa di mezzanotte è come per un 18enne lo schiuma party di Ibiza in agosto. Gli adulti di casa si danno da fare, la cena deve essere come tradizione comanda: piatti tipici e atmosfera calda. Ma, come al solito, finisce che una serie di eventi fanno persino pentire Maria e Giuseppe di essersi fermati in quella stalla.

Nonna scongiuri

Zietta di 109 anni fa i suoi scongiuri

Pur convinto che la cena della Vigilia sia uno dei momenti più belli dell’anno, devo ricordarvi che, anche qui c’è un lato oscuro fatto di probabili, anzi molto probabili, momenti peggiori della cena della Vigilia.

  1. Ricordarsi le regole. La vigilia di Natale si deve mangiare la carne oppure no? A 24 ore dalla cena, ancora si discute sul menu. Si riprendono testi storici, si consulta il codice di diritto Canonico e si chiede in giro ai vicini di casa. Nessuno si ricorda se si può includere la carne nel cenone. Ve lo diciamo noi una volta per tutte: niente carne, il cenone è a base di pesce. Vi rifarete domani.
  2. galleria Albero di NataleSala da pranzo. Si cena nella capiente sala da pranzo che può contenere comodamente fino a 15 persone. Essendo in 10, non ti preoccupi dello spazio ma non hai fatto i conti con lui: l’albero di Natale di 2,5 m e con una circonferenza tale che sembra di essere all’ingresso delle galeries Lafayette di Parigi. Finirete col mangiare tutti ammassati in un angolo ma almeno il calore degli addobbi vi coccolerà.
  3. Bambini nataleLa poesia. Benedetti bambini. E’ bello sedersi a tavola, in famiglia e sapere che c’è qualcuno a cui insegnare le tradizioni. Peccato che ogni santa festa prevede una poesia/filastrocca che il pargolo vuole decantare. Purtroppo però non la ricorda bene e necessita del supporto di mamma e papà. Questa operazione costa circa 20 minuti e, anche la persona più paziente del tavolo inizia a digrignare i denti. Anche perché ora, provateci voi a mangiare quei cappelletti in brodo che, nel frattempo si sono squagliati o, meno grave, freddati.
  4. Spegnere fuocoCandele. Se il centrotavola non è mai obbligatorio, la candela per la cena della Vigilia lo è.  Tuo cugino pensa al centrotavola con i fiori che va proprio al centro ma non essendo un fiorista di professione – in fondo chi lo è, tranne quei pochi? – non si accorge che i lunghi gambi sono troppo ravvicinati alla stoppino acceso. Nel bel mezzo del secondo (un dentice buonissimo), quella che era la flebile fiamma di un’innocua candela diventa un rogo. La CocaCola (o altra bibita meno blasonata) sul tavolo sarà fondamentale per domare le fiamme e tornare al dentice come se nulla fosse. È Natale.
  5. Drunk babbo nataleLiquidi in eccesso. A proposito di liquidi: i fritti all’antipasto necessitano di una preziosa bollicina per sgrassare. Poi il primo, un bel raviolo di pesce, bisogna accompagnarlo con quel prezioso vino bianco appena riesumato dalla cantina. Per fortuna è un Riesling e resiste quasi più della zietta di cui sopra (scongiuri). Il secondo, il dentice al forno in crosta di patate, vuole il suo vino bianco dell’Etna e il dolce non può essere servito senza un Vinsanto, un Ratafià, un Passito di Pantelleria. Poi il brindisi. Restare sobri a Natale è difficile, diventare molesti invece facilissimo. Camminare dritti vestiti da BabboNatale mentre si consegnano i regali ai bambini: impossibile.
  6. Cattivo odoreFriggi che ti passa. Linella, la figlia svampita di zio Michele, ha indossato un pellicciotto sintetico maculato. Sa bene che una volta fuori, durante la passeggiata in paese per andare in Chiesa, tutti le diranno quanto sia alla moda (più o meno). Intanto te la ridi perché Linella non ha fatto i conti con il nemico numero uno delle donne che vogliono apparire troppo la notte di Natale. Mi riferisco all’odore del baccalà fritto, capace di insidiarsi lì dove altri odori non arrivano. Il risultato finale sarà che Linella verrà scambiata per un baracchino di fritti, griglie e salamelle lungo la strada per andare a messa. Buon Natale, Linella.
  7. PescePesci in faccia.  Tornando all’annosa questione del menu, questa occasione si conferma essere uno dei momenti in cui il pesce la fa da padrone. Da nord a sud l’Italia si unisce in un trionfo di piatti tipici con ingredienti di mare. Ma vuoi che non ci sia qualcuno che fa la solita faccia disgustata dicendo “noo, mi dispiace ma il pesce non lo mangio”. Dentro di te sorge subito spontaneo chiedere perché e ti auguri che ti venga risposto che semplicemente non piace, piuttosto che sentirsi dire odio le spine. Odio le spine? Al diavolo la bontà natalizia: l’unica parolaccia concessa a Natale giocatevela ora.
  8. Giocare a carteIntermezzi. Ad un certo punto della cena, quando tutto sembra perfetto, c’è sempre qualcuno che stabilisce che bisogna giocare per forza. A tombola (una decida di volte) poi a sette e mezzo, al Mercante in fiera, ruba mazzo, Uno, Trivial, Monopoli e Risiko contro nonno che ha fatto la guerra, praticamente un suicidio: ecco senza dubbio uno dei momenti più duri del Natale.
  9. Panettone farcitoIl panettone farcito. Qualcuno tiri fuori il nome della persona che, per prima ha avuto l’idea di farcire con la panna un panettone che, già di suo non ha bisogno di essere arricchito. Diventato ormai elemento di competizione tra più soggetti in famiglia, finisce che ognuno porta la sua versione e te, che manco ti piace, sei costretto ad assaggiarli tutti per non creare offese in famiglia. E’ in questi momenti di stress che si inizia a far brutti pensieri. Sappiatelo.
  10. Regali bruttiLo scambio dei regali. Tutto sommato la cena è andata bene. Nessuna delle zie ha lamentato ancora bruciori di stomaco e nessuno sembra essere troppo ubriaco da apparire imbarazzante. Si passa allo scambio di regali. Dopo questo momento ti ricorderai di non dire mai più a nessuno che hai un debole per il cibo. Hai ricevuto 8 tazze per la colazione, 3 confezioni di selezioni di tè, un kit per cupcake e il calendario con le ricette di Benedetta Parodi. Te la sei cercata.

Dai, tutto sommato non è poi una cosa così grave. La cena della vigilia è un momento che richiede un po’ di pazienza. Sorridete ai nipotini e agli anziani e vedrete che anche il momento più orribile non sarà mai tragico. Se le cose dovessero prendere una piega troppo scomoda ricordate sempre che in fresco vi aspetta ancora una bottiglia di prosecco. Bevetela tutta d’un fiato.

Buon Natale!

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