Pioggia di calorie: i fritti delle feste

30 dicembre 2014

Una delle colonne portanti delle tradizioni gastronomiche regionali è la frittura, in particolare quei fritti del periodo natalizio che, dolci o salati, rappresentano pienamente ogni territorio di appartenenza. Il campo è vasto e gli esempi dai quali attingere sono diversi: proveremo a raccontarvi alcune preparazioni tipiche, ma fateci presente quali abbiamo dimenticato nei commenti.

  1. zeppoleLa pasta cresciuta, le cui porzioni sono chiamate anche zeppole, è una preparazione diffusa in tutta la Campania e in gran parte del Sud Italia. La base di farina, acqua, lievito e sale, crea un impasto semplice molto simile a quello della pizza; è diviso in palline e fritto in olio bollente. Le varianti sono tantissime: dalla farcitura con verdure o alici alla guarnitura con pomodoro fresco; nelle versioni dolci la pasta cresciuta è cosparsa di zucchero semolato una volta terminata la cottura.
  2. Spostandoci in Calabria incontriamo una delle ricette dal nome più difficile: i cuddureddi, chiamati anche cuddudrieddri, sono frittelle a base di patate, farina, olio, acqua, lievito e sale, farcite con alici sott’olio e poi fritte in olio bollente. Queste frittelle sono diffuse anche in Sicilia, Puglia e Basilicata e aromatizzate in modalità differenti, dolci e salate.
  3. pittuleLe pettole lucane, parecchio diffuse nella zona di Matera, hanno un impasto simile ai cuddureddi e sono realizzate in versione dolce e salata. Somigliano nel nome e nell’aspetto anche alle pittule pugliesi.
  4. panzerottiI panzerotti fritti sono una specialità diffusissima in Puglia. Il loro impasto a base di patate, acqua lievito e farina, è diviso in dischi di pasta che racchiudono farce a base di formaggi e salumi. La loro versione dolce prevede zucchero e miele nell’impasto.
  5. Le torcinille o scrippelle abruzzesi sono frittelle a base di patate, farina e zucchero, con una facoltativa aggiunta di uva passa. Sono fritte e cosparse di zucchero semolato, ma ne esiste una versione salata priva di zucchero o aromi. Le scrippelle sono tipiche anche della cucina molisana.
  6. fritto misto2Il fritto misto alla romana con verdure pastellate e baccalà è un piatto forte della tradizione natalizia in tutto il Lazio. Broccoli, carciofi, zucchine e cavolfiori immersi nella pastella, fritti in olio bollente insieme agli immancabili filetti di baccalà, sono un classico della Vigilia di Natale.
  7. Cremini-allAscolanaI cremini fritti tipici delle Marche sono realizzati con una crema pasticcera raffreddata, porzionata e impanata in albume e pangrattato. Una volta fritti hanno forma di piccoli rettangoli croccanti con un cuore di crema morbida all’interno.
  8. I tortelli fritti sono una specialità dolce dell’Emilia Romagna. Un impasto a base di farina, zucchero, uova, lievito e liquore, racchiude un morbido ripieno di crema pasticcera, marmellata o savòr. Il rapido passaggio in olio bollente dura giusto il tempo di far gonfiare i tortelli, successivamente spolverizzati con zucchero a velo.
  9. Gli stecchi fritti, tipici del Natale nella città di Genova, sono spiedini a base di carne di vitello, interiora, funghi, carciofi, pane ed erbe aromatiche. Carne e verdure sono saltate in padella e alternate impanandole su uno stecco o spiedino di legno e poi fritte in olio bollente.
  10. castagnole-frittelle-sfinge-Le castagnole friulane sono palline d’impasto a base di farina, uova, zucchero, lievito, liquore Strega e scorza di limone. Fritte nell’olio e cosparse di zucchero, rappresentano un classico dolce da fine pasto durante tutte le festività.

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