10 piatti per scaldarsi sulla neve

14 gennaio 2015

Un campo tutto bianco, le tracce profonde dei conigli o le serpentine strette degli sciatori in discesa, gli abeti con i rami carichi di aghi e di neve: lo spettacolo della natura in inverno appare sempre meraviglioso, specialmente se visto attraverso i vetri di un rifugio caldo, insieme a una tazza fumante e a qualche chiacchiera con gli amici. Con le temperature basse aumenta la voglia di cibi ricchi e caldi: al rientro da una sciata o dallo shopping al freddo dei saldi invernali, non si desidera altro che qualcosa per scaldarsi. Bevande e piatti tradizionali sono quasi sempre la risposta più adatta.

  1. cioccolata con marshmallowLa cioccolata calda è probabilmente in cima alla lista dei desideri di chiunque si senta infreddolito. Dai tempi della bevanda amara degli Aztechi le varianti sono aumentate: cioccolata calda al latte, bianca, fondente, aromatizzata all’arancia, al peperoncino, alla cannella… per scoprirle tutte, lasciate perdere le miscele pronte e affidatevi alla fantasia. Tutto il necessario è una manciata di cacao in polvere, una tazza di latte e, se si desidera un risultato denso, un cucchiaio di amido di mais; in più, spezie e aromi a piacimento. Da provare, in casa o in pasticceria, anche la variante con il latte di mandorle.
  2. BombardinoSulle piste da sci sono in molti a cercare qualcosa di più forte della cioccolata; e, senza esagerare con l’alcol durante le discese, ci si può concedere un bombardino. Il best-seller delle baite di Valle d’Aosta e Trentino è l’unico cocktail buono anche caldo: panna, zabaione, brandy e caffè, per una pausa calorosa ed energizzante.
  3. PolentaLa polenta è invece indicata per le pause più lunghe, come un pranzo con vista sulle cime innevate. La ricetta di base prevede sempre farina gialla di mais, a cui aggiungere, secondo il gusto e la regione in cui ci si trova, farina di grano saraceno, formaggio, salame, selvaggina o funghi.
  4. FondutaIn Valle d’Aosta e Alto Piemonte la polenta si può alternare con la fonduta: formaggio Fontina fuso con latte e tuorlo d’uovo, a una temperatura costante di 60 °C, in cui immergere con lunghe forchettine pane, carne secca, salumi assortiti e verdure cotte.
  5. Sciatt_2In Valtellina il formaggio caldo si assapora invece in piccole crocchette, avvolte da un croccante rivestimento di grano saraceno. Sono gli sciatt, gustosi bocconi da portarsi via anche in cartoccio (con il gradito effetto collaterale delle mani ben calde).
  6. Zuppa di cipolleLa zuppa è un’alternativa disponibile ovunque, da non sottovalutare per l’apporto di calore e nutrienti. In inverno è da gustare quasi bollente, preparata con ingredienti di stagione come la verza, le rape, le cipolle, e con l’aggiunta eventualmente di cereali integrali: farro, orzo e riso.
  7. StraubenSe preferite i dolci e vi trovate sulle alpi altoatesine o austriache, non potete mancare di assaggiare gli strauben. Si tratta di grandi frittelle di farina, burro, zucchero e un goccio di grappa, fritte nell’olio o nel burro, in una forma a spirale: ancora calde, si arricchiscono con marmellata, panna e zucchero a velo. Un valida alternativa, con meno grassi aggiunti, sono le gaufres francesi, cotte e rese croccanti da grandi piastre roventi.
  8. FrittelleDove d’estate crescono le mele, in inverno si preparano le frittelle. Le frittelle di mele, in una morbida pastella di farina, latte e uova, sono tipiche delle valli del Trentino: fritte al momento, sono una merenda calda e profumata, perfetta per chi è appena sceso dagli sci.
  9. Tisana allo zenzeroTè e tisane sono l’ideale per tenersi caldi senza appesantirsi. Se siete in montagna, provate le miscele artigianali con le erbe del luogo; in ogni caso, non dimenticate di aromatizzare con le spezie invernali: zenzero pungente, dolce cannella, profumati chiodi di garofano.
  10. vin brulèLe stesse spezie si ritrovano nel vin brulè. La ricetta di base prevede di scaldare e aromatizzare con bucce di agrumi e spezie assortite del semplice vino rosso. Le proporzioni e le variabili regionali fanno però la differenza: il Glühwein delle alpi bavaresi ha tutto un altro gusto rispetto al vin chaud delle valli svizzere e al vino caldo dei mercatini diffusi in Italia. Potete verificarlo di persona: i lunghi mesi invernali sono perfetti per le sperimentazioni davanti al caminetto o in una baita di montagna.

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