Top 3 delle pizze di Pommidoro Pizzaefritti

21 gennaio 2015

Interpretare il futuro di una nuova apertura è compito assai gravoso. Per poter effettuare una predizione precisa bisogna allora tenere presenti alcuni elementi. Per prima cosa da Pommidoro (via delle Acacie 1 a Roma) troverete, come recita l’insegna, la pizza in teglia e i fritti come vuole la tradizione rosticcera capitolina. Lunga lievitazione dell’impasto, ingredienti stagionali e frittura croccante, sono paradigmi dai quali non allontanarsi.Pommidoro offre una selezione sempre nuova di pizza al taglio e fritti di qualità Se a questo si aggiunge un fattore altrettanto di successo come la collocazione in un quartiere popolare che vive una rinascita anche e soprattutto enogastronomica, Centocelle, allora tutto si fa più chiaro. E ancora, l’esperienza di Mirko Rizzo appassionato di impasti, di prodotti, fervente ricercatore del giusto equilibrio tra specialità e gusto, completa il quadro. Un’avvertenza però: se siete tra quelli che si affezionano facilmente e che, dopo il primo morso, fanno assurgere questa o quella pietanza a regina incontrastata della propria dieta, purtroppo non siete nel posto giusto. Il turn over qui è d’obbligo.

pommidoro pizzaefritti

Nella vostra scorsa visita avevate messo gli occhi su un ricco trancio screziato di verde pesto e viola melanzana con abbondante fiordilatte di bufala dall’aspetto davvero invitante? Bene, potreste rimpiangere di non essere stati abbastanza pronti da sceglierlo appena una settimana fa. Qui è la disponibilità del mercato a comandare, la stagionalità è un imperativo non tanto morale quanto puramente gastronomico. Gli ortaggi giunti alla giusta maturazione sanno sprigionare aromi che non hanno nel resto dell’anno e saper dosare i sapori non è compito sempre facile. Abbiamo cercato di stilare una piccola classifica di quello che ci ha colpito e che speriamo di ritrovare ogni volta che ci dirigeremo speranzosi e affamati in quel di via delle Acacie.

  1. 20150109_193214Carbonara. Cremosa e sostanziosa. Reinterpretare un classico della cucina romana  potrebbe presentare più difficoltà di quanto si pensi, il risultato merita un saldo terzo posto. Il climax che parte dall’alveolatura che rende scioglievole la pizza, sfiora il punto intermedio quando il pecorino incontra l’uovo e il pepe, si fa crema e giunge alla vetta nell’intensità del guanciale croccante. Un trancio di carbonara è quello che cercate se amate la ricchezza del sapido e dell’aromatico sormontata dal croccante del salume. Farete fatica a non rubarne l’ultimo pezzo.
  2. patate violaPatate viola, provolone di Formia 24 mesi (selezione Dol) e birra da mangiare. L’ocra, Cusco e il vento che spira da Gaeta verso l’interno. Giacché non abbiamo fatto altro che tessere le lodi di una pizza che sa essere sottotesto perfetto di una farcitura abbondante, tenteremo di descrivere come un provolone che si affina nel basso Lazio possa sposare la cremosità di una patata originaria delle Ande. L’uno sapido e salino, l’altra scioglievole e terragna. A sancire il legame una gelatina di birra (Birra da Amare, prodotta a Fiumicino) che ricorda dell’ambrata bevanda il gusto dolce-amaro. Il secondo posto va tanto al gusto quanto alla bellezza quasi divisionista. Pellizza da Volpedo su tutti.
  3. coppaVellutata di borlotti, coppa di testa, tagliatelle di sedano e polvere di limone. 4 strati. Fatevi irretire dalla presenza discreta della coppa di testa: se siete abituati a un insaccato grasso che prevale sul sapore del resto è il momento di ricredervi. Il sedano tagliato sottile e le zest di limone impreziosiscono la crema di fagioli, la coppa ne è solo il coronamento. Un meritatissimo primo posto.

Fuori classifica i fritti, che rappresentano parte integrante del menu (scritto chiaro appena dietro al bancone). Se disponibile scegliete la mattonella di polenta, salsiccia e polline di finocchio oppure fidatevi del nostro personalissimo gusto: supplì pere e gorgonzola.

pere e gorgonzola

L’antitesi croccante fuori cremoso dentro al di qua dell’abbinamento ardito e ben al di là di quello che pensate possa essere. Laddove vi aspettate l’esplosione dell’erborinato a mantecare il riso, vi stupirete invece della succosità della pera leggermente granulosa e del sentore di formaggio appena accennato. Infine arriva il rammarico: due bocconi ed è già finito.

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