5 cibi che abbiamo noi siciliani e voi no

2 febbraio 2015

Uno dice: “Che cibo invidi alla Sicilia?”, l’altro risponde: “Tutto!” Questa è la domanda esistenziale che, secondo il siciliano, ogni cittadino del mondo si pone tutte le mattine, ancora prima di chiedersi cosa mangerà per pranzo. Potete quindi immaginare quanto sia difficile dover scegliere solo 5 cibi della Sicilia che il resto del mondo ci invidia. Per questo motivo vi chiedo di suggerirmene altri, perché ogni benedetto quartiere, borgo, comune o metropoli siciliana, ha le sue piccole e rare specialità. Lo scopo di questa breve lista è mettere in luce altri cibi invidiabili: banditi quindi cannoli e panini cà mèusa.

  1. marsalaMarsala. Cominciamo dai vini: so che nel mondo ci sono dei buonissimi vini liquorosi ma volete forse definire il Marsala solo un vino liquoroso? No, affatto. È uno stile di vita, un prodotto quasi iconico che, tra tanti vini siciliani, ha fatto capire a chiunque che oltre alla calura estiva, abbiamo delle cantine che funzionano benissimo. Pensi al Marsala e alla cantina Florio che, per prima ha creduto nella possibilità di fare di questo vino, un pilastro della cultura del bere del sud Italia.
  2. gelato di campagnaGelato di campagna. Solo la Sicilia può chiamare gelato un cibo che non lo è. Dolce fortemente palermitano e prodotto solo dai laboratori di pasticceria storici, è un impasto assai colorato, sui toni del verde, bianco e rosa, che ha la sua massima diffusione in estate, in occasione del Festino di S. Rosalia, patrona di Palermo. È composto principalmente da zucchero e frutta secca, una ricetta di chiara derivazione araba. L’aspetto finale del gelato di campagna, piuttosto raffazzonato, ti lascia immaginare quanto sia antica la ricetta e quanto di barocco ci sia nell’arte della pasticceria isolana.
  3. arancia rossaArancia rossa. Le arance si possono trovare in tutto il mondo, forse anche particolarmente buone, ma in nessun luogo che non sia intorno al vulcano Etna, si possono trovare le arance che all’interno siano colorate di un rosso sangue. Sanguinelle o arance rosse di Sicilia, sono agrumi che maturano in un’area pedoclimatica fortemente caratterizzata da grandi escursione termiche, portando il frutto a difendersi come può: il risultato finale porta a eccezionali caratteristiche organolettiche con importanti effetti positivi per la salute di chi le mangia.
  4. costardelleCostardelle. La cosa bella di un’isola è il senso di appartenenza al mare, come fosse una naturale estensione della terra; per questo non poteva mancare anche il pesce. Anche se la contaminazione marina si estende su grandi porzioni di mare, la costardella è praticamente pescata e cucinata solo in Sicilia. È un pesce che si riproduce d’inverno ma va acquistato e ricercato nei mesi estivi. Il banchi più corposi sono avvistati nello Stretto di Messina. A differenza di altre parti del mediterraneo, qui si riescono a pescare costardelle di dimensioni non troppo sviluppate, rendendole pesci prelibatissimi e dal costo ridotto. Simili alle aguglie ma con carni più saporite, sono tipicamente consumate fritte per intero, private solo della testa.
  5. mannaManna. A cavallo tra un prodotto della gastronomia e un prodotto officinale, deriva da alberi di frassino che crescono tra le Madonie e i Nebrodi. È una resina commestibile unica nel suo genere e, a quanto pare, prodotta solo in questa porzione di mondo. È usata come dolcificante per la preparazione di alcuni pani, dolci e gelati ma, avendo una produzione molto ridotta, non è facilmente reperibile. Il suo zucchero principale è il mannitolo che in chimica è conosciuto come un dolcificante dall’effetto lassativo. Negli ultimi anni la voglia di ricercare cibi quasi estinti, ha portato la manna a comparire negli scaffali dei food market di lusso ma rimane comunque un prodotto 100% siciliano.

Forza isolani, non mi deludete: iniziate l’elenco dei vostri personali cibi che, a ragion certa, il mondo dovrebbe invidiarci.

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