La rapida ascesa dell’alta cucina veneta

3 febbraio 2015

Il Veneto come portabandiera del futuro della cucina italiana nel mondo? Sembra proprio di sì: in questa terra, a fianco di nomi già noti, stanno emergendo molti degli chef più interessanti del panorama italiano. la new wave veneta è rappresentata da talenti con esperienze in tutto il mondo che stanno creando qualcosa di nuovo In un articolo di qualche mese fa su Agrodolce, Alfonso Isinelli aka Il Professore, aveva già iniziato a parlare di new wave veneta. In questa terra famosa per il baccalà, per la polenta, per i vini, c’è chi non si è limitato a guardare quello che facevano gli altri e non è rimasto ancorato esclusivamente alle tradizioni, ma che, tra uno spritz e l’altro, sta creando qualcosa di nuovo ed estremamente affascinante. Si tratta di persone che hanno voglia di mettersi in gioco e di vivere questa avventura da protagonisti, senza per forza apparire sulle copertine dei giornali di gossip o pellegrinare in tutti i programmi televisivi esistenti.

Alessandro Dal Degan

Alessandro Dal Degan

È il caso ad esempio di Giuliano Baldessari, classe 1977, che nel suo ristorante Aqua Crua in provincia di Vicenza, cucina direttamente in sala. Attenzione: non stiamo parlando della cucina a vista, dove gli chef sembrano in un acquario, come andava di moda fino a poco tempo fa, ma di un contatto diretto tra artista e commensali. Restiamo nel vicentino perché secondo l’ultima guida de L’Espresso qui si trovano quasi il 40% dei migliori ristoranti in tutta la regione, in gran parte gestiti da giovani talenti come Baldessari, ma anche come Giorgio Damini della macelleria Damini & Affini (new entry Michelin 2015), Alessandro Dal Degan, patron de La Tana gourmet, e Lorenzo Cogo di El Coq con una stella Michelin ottenuta a soli 25 anni (non a caso viene definito l’enfant prodige della cucina tricolore). E proprio nell’edizione 2015 della prestigiosa guida, oltre a Damini, è entrato un altro veneto: Nicola Dinato, 33 anni, del ristorante Feva a Castelfranco Veneto (Tr).

Lorenzo Cogo

Lorenzo Cogo

Giovani di grande talento anche Oliver Piras e Alessandra Del Favero che hanno da poco aperto il ristorante Aga all’interno dell’Hotel Villa Trieste (di proprietà della famiglia di Alessandra) a San Vito di Cadore, in provincia di Belluno. La cucina li ha fatti incontrare (i due chef sono una coppia anche nella vita) e li sta portando a livelli sempre più interessanti. E l’amore c’entra eccome anche per lo chef Davide Filippetto, nato nel 1977 a Torino ma da papà veneto, innamorato di questa terra che ha trasformato nella sua casa e nel punto di partenza per mille evoluzioni. Dal Piemonte ha portato la passione per la carne e in provincia di Padova, a Borgoricco, nel 2008 ha aperto il suo ristorante, Storie d’Amore.

Alajmo

raffaele e massimiliano alajmo

Da sottolineare è come molti dei giovani talenti più interessanti del Veneto siano figli di grandi scuole, allievi che sembrano pronti a superare con classe e creatività i loro maestri: René Redzepi per Lorenzo Cogo e Oliver Piras, nonché due veneti come Massimiliano Alajmo per Baldessari e Ivano Mestriner per Davide Filippetto. gli emergenti sono spesso cresciuti nelle brigate di grandi chef come alajmo e perbellini Non sono solo le nuove generazioni a portare avanti il buon nome della gastronomia veneta, infatti: gli chef emergenti sono spesso cresciuti nelle brigate di alcuni degli interpreti più rinomati del mondo culinario italiano e non solo. Abbiamo per esempio citato Massimiliano Alajmo che nel 2002, a soli 28 anni, è stato il più giovane al mondo a raggiungere le tre ambite stelle Michelin ed è ancora oggi uno dei pochi italiani a comparire nella classifica dei 50 ristoranti migliori al mondo. Il Veneto è la terra di Giancarlo Perbellini, di Nicola Portinari nonché di Carlo Cracco, nato a Vicenza, ma poi trasferitosi a Milano. Non c’è che dire, una terra da leccarsi i baffi.

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