14 cose che fanno arrabbiare un calabrese a tavola

5 febbraio 2015

Al Sud quando si tratta di cibo la cosa si fa molto seria. La tavola è la dimensione dove si rivendica più che altrove l’identità culturale. E’ il luogo dove il rispetto delle regole (quelle ataviche che regolamentano la vita sociale e che appunto, a questa latitudine, ruotano attorno al piatto) è massimo e tutti lo esigono. In Calabria sgarrare è ammesso solo per chi viene da fuori confine e non è detto che venga comunque concesso il perdono. Dopo le fisse di napoletaniromanisicilianimilanesi, liguriromagnoli, toscani piemontesi ecco cosa manda davvero in bestia un calabrese. Uomo avvisato mezzo salvato.

  1. Alta cucinaAlta cucina. In Calabria l’espressione nouvelle cuisine o alta cucina è solo un agglomerato di sillabe dal significato oscuro e sicuramente poco rassicurante, soprattutto in termini di sostanza. La vita in Calabria si misura con la quantità e questa non scende mai sotto i 200 grammi, se si tratta di pasta .Va semmai a salire. Non esiste l’eccesso, perché tutto è “buono e benedetto”. La montagna o il tocco è poi l’unico ingombro possibile consentito a tavola, che sia esso di carne, di salumi, di formaggi, di funghi.
  2. Pane in sacchettoIl pane è salato. E’ certezza incontrovertibile. E’ il significato gastronomico de’ “la terra gira attorno al sole”. Il contrario non è contemplabile e sarebbe davvero preso in Calabria come eresia. I cosi bboni hannu e d’essara cunduti (le cose buone devono essere condite!).
  3. PeperoncinoPeperoncino a go go. Al primo posto della Tavola delle Leggi c’è il comandamento: “non c’è altra spezia al di fuori del peperoncino”. Non smonterete mai il credo di un calabrese.
  4. La panna montata per il semifreddo allo yogurtE altri condimenti. Il calabrese è poi molto pignolo sui condimenti del cibo. Devono dare soddisfazione al palato, rendere giustizia alla materia prima, marcare i sapori. Niente panna e besciamella: sarebbero come la coltre di nuvole che oscura il sole. Roba nordica che smorzerebbe la gioia di vivere del gusto meridionale.
  5. morzeddhuNon c’è morzeddhu senza pitta. Se volete stupire un calabrese o onorare le sue radici cucinando il morzeddu – pilastro della tradizione gastronomica catanzarese e monumento al quinto quarto – non dimenticate mai e poi mai di servirlo nella pitta o al massimo separati su piatti diversi, deroga ammessa ma non sempre, dipende dalla magnanimità del vostro ospite.
  6. Mangiare in piediFeste in piedi. Avete programmato un buffet e tra gli invitati ci sono dei calabresi? Sappiate che rischiate una valanga di critiche alle spalle e di passare come barbari. Si mangia a tavola! Il pranzo va goduto rigorosamente da seduti, in piedi mangiano i cavalli.
  7. TARTUFO DI PIZZORobe di Pizzo. A proposito del gelato tartufo, non fate la gaffe di dire che è il dessert inventato da una nota azienda specializzata in gelati confezionati. Il tartufo è solo ed esclusivamente quello delle gelaterie di Pizzo. Punto e basta.
  8. NDUJA Salumi e buoi… Fare dono delle specialità della propria terra è oramai usanza trendy. Non provate a regalare però ad un calabrese un salume. Più che un’offesa verrebbe accolta come un’onta. Il salume è l’orgoglio calabro.
  9. parmigiana di melanzaneParmigiana di melanzane. Quando arriva l’estate, tra un tuffo e l’altro, il calabrese doc onora la tradizione di tirare fuori dalla borsa del mare la parmigiana di melanzana, che si trovi sulla spiaggia, sugli scogli o sulla barca. Sotto il sole, snack migliore di questo non ce n’è. Non provate a sostenere che la frutta o un ghiacciolo siano un’abitudine più sana, sareste bollati come quelli che non capiscono niente.
  10. cipolle di TropeaLe Rosse. Per il calabrese esiste un solo tipo di cipolla: quella rossa di Tropea. Provate a contraddirlo.
  11. donne brindisi alcol liquoreL’omaggio. Se non volete incorrere in incidenti diplomatici, non rifiutate mai qualsiasi cosa possa offrirvi un calabrese in segno di ospitalità, che sia il liquore alle 10 del mattino o il peggiore dolce fatto in casa. Cercate di accondiscendere eroicamente, non è consigliabile urtarne la sensibilità.
  12. Signora che fa le cornaPane rovesciato. E’ una superstizione diffusa nella nostra Penisola, in Calabria però il pane rovesciato a tavola è un segno di sciagura da codice rosso, da pronto intervento del 118 per gli anziani che rischiano la sincope, per gli altri commensali dell’acqua santa, dell’esorcista, dei santi e di qualsiasi entità possa liberare la tavola dal male.
  13. mafiosoLogistica. Se invitate a cena un calabrese non fatelo mai sedere con le spalle rivolte alla porta. E’ un’offesa gravissima, vi guarderà tutto il tempo con sospetto (retaggio delle esecuzioni ‘ndranghetiste).
  14. bottiglia olioOlio. Ebbene sì, quello calabrese è il migliore del mondo. Tenetelo bene in mente quando parlate con un calabrese e l’argomento si sposta sul tema agroalimentare.

Ci siamo dimenticati qualcosa, amici calabresi?

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