IG 2015: 5 parole chiave di Massimo Bottura sul recupero

9 febbraio 2015

Sale sul palco di Identità Golose 2015 più emozionato di tutti quelli che lo aspettano da stamani, seduti più o meno comodi. Non c’è tempo di assorbire l’onda d’urto dell’energia di Massimo Bottura, lo chef impone: massimo bottura a identità golose 2015 parla dell'importanza del recupero è necessario alzarsi in piedi e rendere omaggio a Stefano Bonilli, da alcuni già dimenticato. Davanti al palco cattura però l’attenzione uno splendido tavolo di legno da refettorio con un cestino della spazzatura d’oro, un sacchetto nero dei rifiuti e una cassetta di banane troppo mature con il vinile più noto dei Velvet Underground. Il tema dell’intervento dello chef è il recupero e precisamente il recupero intelligente. Ecco 5 parole chiave di Massimo Bottura a Identità Golose 2015.

  1. botturaRuolo dello chef. Come già evocato da Alain Ducasse nella giornata di ieri, secondo Massimo Bottura lo chef deve farsi portavoce, ma non soltanto in vista di Expo 2015. Gli chef sono chiamati a “parlare in generale a tutte le persone perché il nutrimento ci riguarda tutti, ci accomuna, è alla base dei nostri bisogni e diritti“. È un modo anche di rimediare all’appiattimento del ruolo dello chef, annebbiato un po’ troppo dal glamour.
  2. foto (3)Recupero. È necessario un recupero della nostra cultura gastronomica. In latino recuperare è analogo a riconquistare, è qualcosa che richiede un’azione forte e intelligente. Dobbiamo stare attenti a tutto ciò che sprechiamo, perché potremmo tralasciare qualcosa di fondamentale. Il recupero intelligente deve valorizzare e utilizzare fino all’esaurimento della risorsa. Nella foto: il tavolo con la spazzatura.
  3. Visibilità. Nell’atto di recuperare ciò che è stato scartato da un occhio poco attento, si rende visibile l’invisibile. È ciò che Massimo Bottura ha voluto trasmettere ideando i passatelli di bucce e il brodo di bucce, un recupero estremo che mira a far scoprire quanto di buono rimanga in ciò che colpevolmente (e poco consapevolmente) eliminiamo.
  4. il pane è oro botturaOro. Il primo dei piatti mostrati durante l’intervento ricorda la zuppa di pane e latte e si chiama Il pane è oro. Se, come ha detto Carlin Petrini, l’idea di nutrimento è legata al ricordo delle case dei nonni, non sprecare il pane creando un piatto dal sentimento simile a quella zuppa dal sapore antico, rende il pane prezioso come l’oro.
  5. Non arrendersi. È importante usare l’intelligenza, la sana intelligenza tema del congresso, per non arrendersi allo spreco, sia esso di cibo o di potenzialità della persona. “Scartare è gettare la spugna“, ha concluso lo chef.

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  • Chiara Patrizia De Francisci

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