Antitrust VS Patatine: multa salata per le Rustiche di Cracco

18 febbraio 2015

Non finiscono le noie per il nostro Masterchef preferito, Carlo Cracco. Dopo il clamore, onestamente insensato, per l’aglio nell’amatriciana, o le polemiche per la cipolla nella gricia, ci si mettono pure le Rustiche San Carlo,multa salata per 4 aziende produttrici di patatine per marketing ingannevole patatine alle quali ha prestato la sua immagine di chef. È andata così: a seguito di molte denunce di cittadini e dell’Unione nazionale consumatori, l’Antitrust ha deciso di multare 4 aziende produttrici di patatine per aver adottato strategie di marketing ingannevoli. La multa, divisa tra i marchi coinvolti, supera il milione di euro, per l’esattezza: a San Carlo 350.000 €,  a Amica Chips 300.000, a Pata 250.000 e solo 150.000 per Ice Food. Ma quali sono i messaggi mendaci?

Le ricette di Cracco per le Rustiche

Le ricette di Cracco per le Rustiche

  1. Intanto la presunta artigianalità a fronte di una produzione squisitamente industriale, spesso rimarcata sul packaging e nei commercial.
  2. Poi la dicitura: cotte a mano o fatte a mano che suona decisamente come una bufala.
  3. La dichiarazione del ridotto contenuto di grassi sulle confezioni con l’abusatissima parola light, senza rispettare le norme europee: per considerare light un prodotto alimentare, la quantità di grassi deve essere ridotta di almeno il 30%, e non del 20% come ad esempio il marchio Amica Chips e similmente, Pata.
  4. E l’olio d’oliva, indicato tra gli ingredienti di produzione di alcune patatine, quando la percentuale utilizzata non supera il 5%
  5. Un marchio in particolare, Ica Foods, attribuiva al prodotto Crik Crok & Blue proprietà salutistiche non autorizzate dalla Commissione europea.

Cracco patatina

Ma quel che più ci interessa è quanto imputato alle croccanti Rustiche San Carlo. Proprio quelle a cui Carlo Cracco ha prestato immagine e sapienza culinaria. l’Antitrust accusa infatti: “hanno presentato in maniera ambigua e omissiva  le caratteristiche reali e distintive di alcuni prodotti ingenerando così nei consumatori l’erronea convinzione che queste confezioni fossero nettamente diverse dal prodotto base”.

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