Foodscovery: dal produttore a casa tua in un click

19 febbraio 2015

Chi ha vissuto lontano da casa per un lungo periodo sa bene che arriva un momento in cui non si rimpiangono più la pasta, la pizza e un caffè espresso preparato a regola d’arte, ma si fa insopportabile la voglia delle vere specialità di casa: quel salume che si mangia solo a Pasqua, quella torta o quel paté che nel proprio paese vende la bottegaia sotto casa, ma che all’estero, o semplicemente in un’altra regione, diventa letteralmente introvabile. La ricerca di sostituti adeguati può portare a gradite scoperte di prodotti locali, ma anche al rischio di insoddisfazione cronica: la soluzione si chiama Foodscovery.com, e l’hanno inventata i giovani imprenditori Fabio di Gioia e Mario Sorbo.

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Foodscovery è un portale che mette in diretta comunicazione i clienti, in Italia o in Europa, con i produttori artigianali italiani: è il primo sito italiano che permette di ordinare pomodori essiccati dal proprio ufficio di Parigi, un luogo di incontro virtuale in cui l'ordine arriva direttamente al produttore oppure canederli dalla Puglia assolata, olive ascolane da Varsavia o una bottiglia da Bardolino dalla penisola scandinava. Il funzionamento è simile a quello del sito americano Good Eggs: non si tratta quindi di un e-commerce, ma di un vero luogo di incontro virtuale. La caratteristica principale di Foodscovery è infatti l’assenza di un magazzino centralizzato: l’ordine, compilato e pagato online, arriva direttamente al produttore, che si occupa del confezionamento e della spedizione del prodotto. Si riducono così al minimo gli sprechi tipici della grande distribuzione, e assaggiando l’acquisto appena recapitato ci si può anche sentire soddisfatti del proprio comportamento ecosostenibile.

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Il sito è online da qualche mese, ma vanta già ottanta produttori registrati: un buon risultato, se si considera che gli artigiani sono stati selezionati uno per uno, attraverso controlli sul territorio e verifiche dei prodotti. Fra i propositi di Foodscovery c’è infatti quello di aiutare la diffusione della cultura gastronomica italiana: non quella dei grandi chef o di piatti ormai standardizzati, ma la tradizione dei prodotti di nicchia, dei villaggi dell’Appennino o delle comunità anche isolate. Per questo si prediligono i presidi Slow Food, o le specialità locali che sarebbe impossibile procurarsi se non con un viaggio sul posto; e per ciascun prodotto si indicano caratteristiche, consigli per l’utilizzo e indicazioni per la conservazione. Sfogliando le proposte di Foodscovery aspettatevi quindi un viaggio autentico fra le tradizioni: nella ricerca dei ricordi di casa o del gusto di una vacanza di tanto tempo fa, siate pronti all’intrusione di prodotti antichi ma sconosciuti, destinati forse a diventare ponte per un nuovo mondo di sapori.

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