Mercato del Duomo di Milano: ci sarà anche Spazio di Niko Romito

24 febbraio 2015

Se Milano fosse un albero, avrebbe radici che si allargano e alimentano da mille rivoli, un solido tronco, fronde larghe con rami robusti, pronti ad accogliere foglie, frutti e nuove idee, portate da ragazzi e adulti intenti alla scalata. È con questo spirito che Milano intende presentarsi all’Expo; e l’albero sarà anche il simbolo del nuovo Mercato del Duomo, presentato alla città dal sindaco Giuliano Pisapia e da Autogrill, società internazionale di origini italiane.

Gilberto Benetton e Giuliano Pisapia

Gilberto Benetton e Giuliano Pisapia

A partire dei primi giorni di maggio, i turisti e i milanesi potranno infatti scoprire un nuovo aspetto di piazza del Duomo: nel punto d’incontro fra i due monumenti che più caratterizzano la città, la Galleria Vittorio Emanuele II e la cattedrale neogotica, nascerà un vero e proprio mercato, strutturato in verticale. La piazza torna al ruolo innato di punto di socializzazione e di scambio: dove oggi si trovano il bar Motta e la terrazza Aperol, si svilupperanno quattro piani di bottega del gusto, collegati l’uno all’altro da scale mobili, ascensori e da una grandiosa scultura in bronzo raffigurante, per l’appunto, un ulivo e le sue radici.

Disegno di Michele de Lucchi

Disegno di Michele de Lucchi

La struttura è stata progettata dall’architetto Michele De Lucchi e realizzata in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. L’intento, come recitato dal manifesto del Mercato, è quello di creare «un luogo accogliente e popolare, dove la tradizione si unisce all’innovazione»: La struttura è stata progettata dall’architetto Michele De Lucchi e realizzata in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzosi partirà così dal piano terra, che ospiterà ancora la bottega storica del bar Motta, in attività dal 1928. Si passerà al primo piano per fare acquisti fra stand gestiti direttamente dai produttori, come la panetteria Grazioli di Legnano, specializzata in impasti a base di lievito madre, e ci si fermerà al secondo per una pausa al bistrot, assaggiando i piatti a base di presidi Slow Food e materie prime di alta qualità. Poi si salirà fino al terzo e ultimo piano aperto al pubblico per assaggiare le creazioni di Niko Romito, chef a tre stelle Michelin che porterà finalmente anche a Milano la sua esperienza grazie al ristorante Spazio, format nato per permettere agli allievi della sua scuola, la Niko Romito Formazione, di terminare il percorso di studi con uno stage retribuito in un vero ristorante. L’esplorazione verticale, che coprirà in totale 3.000 metri quadrati, sarà accessibile ai milanesi come ai turisti: grazie alla posizione centralissima e alla concomitanza con l’Esposizione Universale, il Mercato si prepara a servire oltre tre milioni di clienti.

Niko Romito

Salendo fra le radici e i rami sarà quindi possibile scoprire tutti gli stadi del cibo: dalle materie prime, e dai produttori che le coltivano, allo chef che ne propone la versione più elaborata, passando ovviamente per chi si prepara in casa le tagliatelle con il ragù, e va al mercato per acquistare gli ingredienti. Come dichiarato da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e ideatore dell’Università di Scienze Gastronomiche: “il punto è capire che la gastronomia non è solo quella che si vede in televisione. La gastronomia è agricoltura, è artigianato, è commercio, è antropologia ed economia: è la visione olistica, d’insieme, che può darle valore. Ricordiamoci che il Duomo è stato costruito dai vescovi, ma con le decime pagate dai contadini».

Grazie al Mercato del Duomo, il cibo non rimarrà a lungo nelle cucine dei ristoranti, sugli schermi televisivi o sotto i padiglioni dell’Expo: a partire dai primi di maggio, tornerà in tutta evidenza al centro della vita milanese.

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