Cus cus, la nuova Sicilia della Capitale

25 febbraio 2015

La Sicilia non è più così lontana, un pezzo di terra iblea è sbarcata oggi 25 febbraio a Roma nel nuovo locale di Simona Iacono: Cus Cus (via Arezzo, 39). cus cus apre a roma nei pressi di piazza bologna Il suo è stato un viaggio di andata e ritorno, tra la sua terra natale, Marina di Ragusa, e la Capitale. Approdata per l’università, Simona ha iniziato a lavorare in alcuni ristoranti romani, ma le ossa già le aveva formate alla vita di sala e cucina: l’esperienza le viene dal ristorante che il padre gestisce dal 1975, Da Carmelo. Tornata a casa per sollevare i genitori dalle fatiche della cucina, rileva con il fratello il ristorante ormai trentennale: le ricette rimangono invariate, il fascino della cucina iblea immutato in piatti di pesce fresco.

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simona iacono

Il sogno coltivato per anni, sviluppato negli ultimi mesi grazie anche all’aiuto di Laurenzi Counsulting, è giunto a realizzazione in un piccolo locale tutto suo, dove l’impareggiabile aiuto dei genitori la aiuterà ad avviare la linea di cucina, in cui incocciare il cus cus a mano, nome dialettale siciliano del noto piatto. Il ristorante omonimo nasce vicino piazza Bologna, e tutto trasuda Sicilia, tutto profuma di terra iblea, dalle maioliche posate in terra ai piatti realizzati a mano da un artigiano alle birre di 2 birrifici artigianali isolani, oltre a formaggi e salumi che arrivano direttamente da lì.

i genitori di simona

i genitori di simona

Sotto lo sguardo attento del papà Carmelo, Simona ha imparato da bambina come incocciare il cus cus nella mafaradda, toccandolo e ascoltandolo grazie al tatto. Eredita la ricetta di famiglia che vede l’aggiunta di cannella e mandorle tritate grossolanamente, evocando i profumi di Sicilia ancora di più. Lo preparerà tutti i giorni a mano, lo cuocerà a vapore come da tradizione e lo manterrà in caldo in un grande lemmu, ciotola dedicata secondo tradizione. Da qui ognuno potrà scegliere la porzione, large, extralarge o da asporto, e il condimento da accompagnare: brodo di pesce, curry vegetariano, coniglio alla cacciatora.

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Simona strizza l’occhio alla Città Eterna con alcuni sughi cari ai romani come la picchiapò e in stagione estiva il pollo con i peperoni, perché nulla è statico, i condimenti cambieranno in base alla disponibilità stagionale. L’unica deroga è la caponata del pescatore, piatto da sempre presente nella carta del ristorante di famiglia che vede unita la caponata alle seppie leggermente scottate. In menu anche altri piatti dal sapore ibleo come il caciocavallo ragusano, la scaccia, la ‘mapanata di baccalà e patate, le sarde alla beccafico o l’insalata di arance con alici sott’olio.

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Il servizio si intende veloce e amichevole, a partire dalla cucina a vista dove tutto è sotto gli occhi di chi sceglie, agile con un passaggio al banco per farsi ispirare dai profumi dei condimenti, scegliere da bere tra birra, vini rigorosamente siciliani o cocktail fatti dalla stessa Simona. I prezzi sono contenuti, vista la generosità delle porzioni. Pochi tavoli e colori vivaci che richiamano la cultura araba da cui trae origine il piatto principe del nuovo porto siciliano a Roma: questo è Cus Cus. Aperto dal lunedì al sabato.

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