5 zeppole da assaggiare a Napoli

9 marzo 2015

Il 19 marzo è una data che racchiude due festività importanti: San Giuseppe e la festa dei papà. Dopo San Gennaro e Maradona, a Napoli c’è San Giuseppe, simbolo della paternità, e come tale va festeggiato con un dolce della tradizione: la zeppola. il 19 marzo va festeggiato tradizionalmente con la zeppola fritta, guarnita con crema pasticcera e amarene Altro non è che una ciambella di pasta bignè (o choux che dir si voglia) rigorosamente fritta prima in olio e poi nello strutto, per dare croccantezza e una buona doratura al dolce; è poi ricoperta di crema pasticcera e decorata con amarene sciroppate. Per i più attenti alla linea ovviamente è stata creata la versione al forno, ma se proprio vogliamo essere fiscali, dalla zeppola fritta non si scappa. Sulle origini di questo dolce ci sono varie versioni, una delle quali riconduce l’invenzione della zeppola all’interno del convento di San Gregorio Armeno, altri ancora assegnano il merito a quello di Santa Patrizia. In realtà già in epoca romana, durante le Liberalia, festività dedicate a Bacco e Sileno, si preparavano ciambelle di frumento fritte. La prima ricetta ufficiale è scritta dal caro duca di Buonvicino, Ippolito Cavalcanti, senza il quale non avremmo conoscenza di tantissime pietanze tradizionali. Queste sono, a oggi, le migliori zeppole che potete trovare nelle pasticcerie napoletane.

  1. zeppola corvinoBar Pasticceria Corvino – Citarella (via Pigna, 167/e): questa è una di quelle pasticcerie note soprattutto nel quartiere, ma non solo. Per le zeppole di Corvino si affrontano anche file interminabili. La scelta è semplice: o ricade sulle zeppole fritte o su quelle al forno, il risultato non cambia, uguale croccantezza, uguale sapore.
  2. zeppoleGran Caffè La Caffettiera (piazza dei Martiri, 26): nel salotto di Napoli, questo locale è noto per l’ottima selezione di caffè. Ma a questo sono abbinati dolci della tradizione partenopea, tra cui naturalmente non potevano mancare le zeppole di San Giuseppe. Scontato dire che questi dolci sono caratteristici di questo periodo, ma sono ormai entrati a far parte della tradizionale pasticceria napoletana.
  3. carraturoPasticceria Carraturo a Porta Capuana (via Casanova, 97): questa pasticceria ha una lunga tradizione che va avanti dal 1837. È giunta alla quinta generazione ed è stata una delle prime in Italia. È nota come bottega della sfogliatella, ma anche le zeppole hanno il loro perché: preparate secondo una ricetta che viene tramandata tra le varie generazioni, la classica versione fritta è quella che più spopola.
  4. SONY DSCAntica Pasticceria Vincenzo Bellavia (via O. Fragnito 82, piazza Muzii 27/28, aereoporto di Capodichino, via Leopardi 158): anche qui si parla di storia, perché dal 1925, soprattutto in zona Vomero e al Rione Alto, la pasticceria Bellavia è un punto di riferimento per molti napoletani. Armatevi di numeretto e tanta pazienza, ma sarete ripagati da un sapore unico e piacevole. Scardinando un po’ i canoni della tradizione, qui si preferisce di gran lunga la versione al forno, più leggera, ma è la crema pasticcera a fare la differenza.
  5. Zeppole di LeopoldoPasticceria Leopoldo (piazza degli Artisti 6/7, via Chiaia 258/259, via Scarlatti 82, via dei Tribunali 49, via Toledo 371): se a Napoli si parla di zeppola, chi non conosce la zeppola di Leopoldo? Ingredienti di ottima qualità la rendono uno dei dolci che più caratterizza questa pasticceria. L’impasto è realizzato con burro fresco di latteria, farina, sale, acqua e uova fresche. Stesso discorso per gli ingredienti utilizzati per la crema pasticcera. Ottima la versione gigante, lo zeppolone, con cui spesso si era soliti festeggiare i compleanni in famiglia.

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