Terre di Toscana: appunti tra i banchi d’assaggio

13 marzo 2015

Quali sono i migliori vini della Toscana? Questo è il riassunto, meditato a lungo, degli assaggi fatti durante l’evento di Lido di Camaiore organizzato dal sito Acquabuona. Un archivio della Toscana, un file zip del meglio che la regione possa offrire, con tante novità e spunti, in un contesto luminoso, vivibile e rilassato. Questo il (lungo) viaggio tra i vari banchi d’assaggio:

Montalcino

Montalcino

Dopo Benvenuto Brunello e l’ottima impressione sull’annata 2010, un ripasso era necessario. Fu vera gloria? Direi di sì. Partendo dalle certezze: Le Ragnaie, Le Chiuse, Mastrojanni, Fuligni, Sanlorenzo e Salvioni confermano quanto di buono avevano già mostrato nella degustazione per la stampa. A questi vanno certamente aggiunti Pietroso, con un Rosso 2013 delizioso e un Brunello 2010 vigoroso e dalla bocca piena e saporita, Ventolaio il cui Brunello 2010 sta trovando sempre più definizione in bottiglia, e Le Potazzine con un Brunello 2010 tutti ricami e leggiadria e un Rosso 2013 da abbinamenti arditi, anche con il pesce. E in anteprima un Rosso 2013 “Ignaccio” de Il Marroneto il cui formato più adatto sarebbe dai 3 litri in su: beva pericolosissima.

Chianti Classico

Chianti classico

Radda sugli scudi. Anteprima per Montevertine con un Pergole Torte 2012 già definito e leggibile, più ruvido il Montevertine pari annata mentre il Pian Del Ciampolo 2013 si conferma vino dinamico e dalla beva coinvolgente, aiutato dall’annata fresca. Monteraponi schiera una batteria di magnum davvero convincenti: Chianti Classico 2013 fresco, fruttato, floreale e scattante, la riserve invertono i ruoli con il Campitello 2012 elegante e delicato e il Baron’Ugo 2011 più mascolino e possente per via dell’annata.ottimi gli assaggi di chianti classico durante Terre di Toscana: molti i vini da tenere d'occhio Val delle Corti ha presentato l’anteprima del Chianti Classico 2013, tutto fragola e freschezza malgrado sia ancora un campione da vasca, benissimo il Chianti Classico 2012 con amarena, fiori rossi e pepe rosa sugli scudi, sorso succoso e fresco, la Riserva 2011 su toni più maturi e di frutta scura, con più tannino e struttura. Da attendere. Bibbiano alza la voce da Castellina in Chianti con un Chianti Classico 2013 sul frutto, profumatissimo e dal sorso affatto banale. La riserva Montornello 2012 e la Gran Selezione il Capannino 2011 hanno bisogno di bottiglia per esprimere meglio le proprie indubbie potenzialità. Da Barberino di Val d’Elsa risponde Castello di Monsanto con un Chianti Classico 2012 tutto eleganza e passo felpato, la Riserva il Poggio 2009 più scorbitico e scalpitante. La selezione 2009 Fabrizio Bianchi (Sangiovese in purezza) mette tutti d’accordo con un plus di classe, eleganza e distensione tannica. Virata su Gaiole in Chianti da Riecine con un floreale Chianti Classico 2012, un più scuro e introverso Riecine 2011 e La Gioia 2010, fresco e articolato sia all’olfatto che al palato. Sempre nel comune chiantigiano San Giusto a Rentennano sfodera il bellissimo Chianti Classico 2013, con visciola e rosa in primo piano, la riserva Baroncole 2012 spaziata e rotonda, piena e avvolgente al sorso, e il Percarlo 2011 che sfida l’annata e la risolve in contesto meno austero del solito.

Vernaccia

San Gimignano

La Vernaccia di San Gimignano ha il proprio portabandiera ne Il Colombaio di Santa Chiara: Selvabianca 2014 in anteprima tutta finezza e frutta a polpa bianca, Selvabianca 2013 più piena e rocciosa, la Campo della Pieve 2013 disarmante per complessità e progressione, sapidità e lunghezza, più rotonda e morbida l’Albereta 2012.

Nobile di Montepulciano

Montepulciano-1

Sul fronte Nobile di Montepulciano Contucci si conferma nel segno della classicità: il Rosso delizioso e morbido, il Nobile 2010 una certezza, terroso e saporito, territorio in evidenza sulla selezione 2010 Pietrarossa (da vigna esposta ad est su argilla) scura nel frutto e nelle sensazioni speziate mentre la pari annata Mulinvecchio (da vigna esposta a ovest su terreno più sabbioso) più chiara e sapida, chiude più scura e introversa la Riserva 2009.

Cortona

Cortona

Cortona conferma la vocazione al Syrah con Stefano Amerighi: il 2010 sanguigno, agile e carnoso, il 2011 con più pienezza gustativa, il 2012 in anteprima rotondo e speziato ma in contesto più elegante e delicato. La selezione Apice 2011 è quintessenza dell’eleganza, un Syrah con l’amplificatore: balsimicità d’alloro, oliva e spezie fini, lungo e profondo.

Non solo Chianti Classico

Rufina hills

Dalla Rufina con classe Fattoria di Selvapiana, con il Chianti 2012 sui toni di violetta, dal tannino saporito e la Riserva Bucerchiale 2011 più scura a calda, tannica e possente. Sensazioni più terragne da San Miniato con Pietro Beconcini: Maurleo 2012 e il Chianti Riserva 2011 esaltano il sangiovese con sensazioni sapide e salmastre, tannini possenti e acidità ficcanti. Sfizioso il capitolo Tempranillo, cavallo di battaglia dell’azienda: Ixe 2012 di buona freschezza ed aromaticità, più chiuso il Reciso 2011, sempre su toni salmastri e di oliva nera. Sfizioso il Fresco di Nero, un rosato non rosato da Tempranillo raccolto in anticipo, fresco e fruttato di fragola, dalla beva facile e coinvolgente.
Da Terricciola, Pieve de’ Pitti spazia tra bianchi e rossi: l’Aprilante 2013 è il classico Vermentino fresco e sapido, il Tribiana 2012, da Trebbiano toscano, maturo e rotondo, il Chianti Superiore Cerretello 2011 ha tannino e sapidità, calore e potenza, il Moro di Pava 2007, da Sangiovese in purezza, è speziato e affumicato, tannino rotondo e sapidità elegante.

Non solo Sangiovese

Vigne Cortona internazionali

Si abbandona il Sangiovese e ci si sposta sulla costa con i vitigni internazionali. Grande batteria di impronta territoriale de Le Macchiole: il Bolgheri Rosso 2013 fruttato e dal tannino vispo, il Paleo 2011 caldo e cremoso, strutturato e pieno come al solito, lo Scrio 2011, Syrah 100%, mediterraneo e ampio, speziato e coinvolgente riesce ad oscurare anche il più blasonato Messorio 2011, da Merlot in purezza, che ha ancora bisogno di bottiglia per emergere al meglio. Da Riparbella Duemani risponde a colpi di Cifra 2013, Cabernet Franc affinato in cemento, slanciato e succoso, Altrovino 2012 da Merlot e Cabernet Franc di maggior sostanza e pienezza. Si conclude con Duemani 2010, da solo Cabernet Franc, in cui le note di sandalo e resine rendono complesso l’impianto aromatico fruttato, e il Suisassi 2011, da uve Syrah in purezza, con il pepe nero in primo piano e toni sanguigni a contorno.
Bella novità Fortulla da Rosignano Marittimo, con uno spumante rosè dalla bollicina piccante, e il Fortulla rosso, da assemblaggio di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon in egual misura, che trova nell’annata 2009 un buon equilibrio tra frutto, tannino e speziature e con un 2011 da attendere con più pazienza. Bella divagazione con il Pinot Nero di Podere Santa Felicita: Cuna 2012 fruttato e sapido nel sorso, caldo nell’espressione floreale, il Brendino 2011 è chiuso e introverso, più esplicito al palato per frutto e lunghezza, si chiude con il Brendino 2010, espressione fedele dell’annata più fresca.

Bianchi toscani

Terenzuola

E infine i bianchi, quasi una rarità per la Toscana. Da Terenzuola il profumo della vicina Liguria arriva con il Vermentino Colli di Luni“Vigne Basse 2014, con sensazioni calde e mature di ananas e pera, altro passo la versione Superiore Fosso di Corsano 2013, complessità salmastra ed eleganza, un bianco dalla dinamica gustativa avvincente. Non da meno Montepepe con il Bianco Riserva 2009, mix di Vermentino e Viogner dalle spalle larghe, dall’incedere salmastro e idrocarburico, un vino mediterraneo, saporito e intrigante.

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