Le 50 cose, luoghi e persone più trendy del mondo del food

17 marzo 2015

Nel numero di marzo della rivista Observer Food Monthly del quotidiano inglese The Guardian sono elencati 50 tra posti, persone e trend del food più HOT del momento. Il nuovo non è necessariamente metro di giudizio, si tratta piuttosto di cose che gli autori della rivista reputano di successo in questo momento storico. nella lista delle cose più alla moda del mondo anche due orgogli italiani, secono il THE GUARDIANIl forte accentramento di questi fenomeni su Londra dipende in egual misura dalle origini inglesi del magazine e dalla natura intrinsecamente cool della città, fucina di mode e innovazioni, anche per quanto riguarda il cibo e dintorni. Ci sono anche due grandi orgogli italiani che scoprirete leggendo la lista. Scorrendo i 50 nomi, ci sembra di poter affermare che le mode generate dal fenomeno hipster non siano affatto passate e tutto quello che è vintage, bio, sostenibile, retrò, ancora ottiene successo world wide, con qualche eccezione. Guardate qua:

  1. Capra e caprettoCapra e capretto: più magra e con meno colesterolo delle altre carni di animali più conosciuti, adatta a qualsiasi tipo di dieta onnivora, la carne di capra e capretto sembra essere il nuovio must have delle cucine del mondo, dalle trattorie agli stellati.
  2. I Kebab gourmet: non più solo appannaggio del consumatore di cibo notturno in preda alla fame chimica, il kebab gourmet sta per prendere piede un po’ ovunque nei grandi ristoranti, scansando l’egemonia ormai stantia degli hamburger. Finalmente.
  3. Chang-Atala-Redzepi-Time-Magazine.0Amanda Cohen del ristorante vegetariano Dirt Candy di New York che guidò l’ondata di sarcasmo e ironia contro la copertina (e articolo) del Time sugli Dei del food al testosterone: David Chang (Momofuku), Alex Atala (D.O.M.), and René Redzepi (Noma). Mai dimenticare le Dee del cibo, mai più!
  4. Paul Bocuse, perché nessuno chef come lui ha saputo trasformarsi in marchio globale, ed è  l’incarnazione vivente della tradizione gastronomica della Francia.
  5. L’app Tock per le prenotazioni dei ristoranti online. Studiata per arginare il problema dilagante del no-shows, questa app prevede una formula di pagamento anticipato.
  6. 654149-86960afa-f107-11e3-94a8-09c2117d0a9eJock Zonfrillo del ristorante Orana in Adelaide (Australia) e la sua cucina aborigena e nomade.
  7. Le Chabanais, l’avamposto londinese del cuoco basco Inaki Aizpitarte, già chef de Le Chateaubriand a Parigi e guida del movimento dei neo-bistrot francesi. Aprirà in primavera in Mount Street e prende il nome di un famoso bordello della Belle Epoque. Can’t wait!
  8. La scena food di Belfast, caratterizzata da mercati, prodotti e ristoranti sempre più consapevoli e molto a fuoco.
  9. Gabrio biniSerragghia wine, ebbene sì. I vini naturali di Gabrio Bini conquistano quasi più all’estero che in Italia e da Pantelleria alle pagine del The Guardian il passo è breve. Bravo Gabrio.
  10. Fera at Claridge’s, ristorante di Londra, guidato dallo chef Simon Rogan. Sempre più trend grazie al suo recente menu a prezzo fisso di 30 sterline per il pranzo.
  11. Cherry Bombe, la rivista patinatissima dedicata al cibo e interamente declinata al femminile, fondata da Kerry Diamond e Claudia Wu.
  12. Smoking Goat, piccolo ristorante tailandese su Denmark Street nel centro di Londra.
  13. 05-State-Bird-Provisions-InteriorState Bird Provisions, di Stuart Brioza and Nicole Krasinski, il tempio dell’alta cucina di San Francisco.
  14. The Gannet, il sito web. Se avreste sempre voluto curiosare nei vizi culianri degli altri, questo è il sito che fa per voi. Fondato, tra gli altri, dallo scrittore Killian Fox, the Gannet fa visita a maniaci del cibo di tutto il mondo e ruba loro ricette, segreti, racconti.
  15. Peppermonger e il suo pepe di Sichuan.
  16. Fruit FeiaFruta FEIA il progetto di Isabel Soares che ha come scopo principale quello di insegnare che bello in natura non vuol dire necessariamente buono. Le grandi catene di supermercati ci hanno insegnato a scartare – per esempio – la frutta brutta in favore di quella perfetta e lucida, magari trattata con prodotti chimici. Isabel Soares lancia il messaggio: brutto può essere anche buono, e mangiarlo evita lo spreco alimentare.
  17. The Diary e The Manor di Robin and Sarah Gill, ristoranti bristrot amatissimi da pubblico e critica a Clapham, Londra.
  18. Il Soho Bar Termini, nato da un’idea del barman Tony Conigliaro e dal guru del caffè Marco Arrigo.
  19. Adeline GrattardYam’Tcha di Adeline Grattard a Parigi, con la sua cucina ottima e leggera. Ora il ristorante si sposterà in Rue Saint-Honoré, mentre la vecchia sede si trasformerà in una boutique con le incredibili selezioni di tè, che da sempre caratterizzano il locale.
  20. I reni degli agnelli da latte serviti al Barrafina, un tapas bar di Londra con due sedi: Adelaide Street e Covent Garden.
  21. I Dim sum al ristorante Imperial China, a Teddington (Regno Unito)
  22. bicchiere di vinoIl vino al bicchiere venduto nei ristoranti, anche se di bottiglie molto buone e costose.
  23. Carlos Yescas: è il fondatore dell’Istituto Messicano per i Formaggi e della società di distribuzione Lactography, nonché ideatore con la sorella di un Outlet Store del Formaggio nel 2011. La missione? “Promuovere i formaggi messicani in Messico e all’estero, sostenere i casari locali, ed educare il consumatore al formaggio tradizionale messicano”.
  24. I Vini del Mediterraneo orientale, dai bianchi greci ai rossi libanesi.
  25. Kitty Fisher’s, il nuovo ristorante del giovanissimo e promettente Tomos Parry a Mayfair (Londra).
  26. Il pastoreThe Herdwick Shepherd, ovvero il pastore James Rebanks da 40.000 follower su twitter. È in questo elenco di Best Of per il suo libro “Vita di un pastore” che raccoglie le memorie di suo padre e suo nonno e sottolinea l’importanza del rapporto con la terra.
  27. Austin, Texas. La capitale di food truck che ha nutrito la nascita di Franklin Barbecue, il ristorante-fenomeno legato al barbecue tra i più famosi del mondo.
  28. Bart van Olphen e il suo account instagram @burtsfishtales. Video tip di 15 secondi che hanno fatto letteralmente impazzire l’audience.
  29. Les thés de Constance, la compagnia di Constance Braud che importa tè e ne produce alcune qualità dalle splendide affumicature. Si trova a Parigi ma raggiungibile da tutte le parti del mondo grazi al sito web.
  30. LobsterIl cous cous di aragosta del ristorante Wormwood a Notting Hill.
  31. Hog da Richard Turner, il Richard Turner che ha appena scritto la più completa e incredibile guida alla carne di maiale.
  32. Clare Smyth: in una strada laterale di Chelsea ha avuto luogo una rivoluzione vera e propria. Si tratta del Restaurant Gordon Ramsay, fiore all’occhiello di un impero globale del famoso chef scozzese, capitanato dalla bravissima cuoca Clare Smyth.
  33. Nicole Pisani la chef del ristorante Nopi di Londra che ha lasciato il posto ma non per un altro ristorante, bensì per la cucina del Gayhurst Community School in Hackney dove una brigata di 6 persone nutre 550 bambini.
  34. Brodo di ossaIl brodo di ossa: una delle tendenze più recenti ma che nonostante questo suona davvero familiare. Si tratta del brodo di ossa, popolare nel Stati Uniti anche in versione da passeggio.
  35. Prodotti creati in laboratorio. Contro i danni ambientali, i prodotti creati e cresciuti nei laboratori sembrano prendere terreno com trend tra gli scienziati ecologisti. Spaventano invece tutti gli altri.
  36. Il ritorno di Jeremiah Tower: non è vero che non ci sono secondi atti nella vita degli americani, come diceva invece F. Scott Fitzgerald. Il famosissimo star chef Jeremiah Tower dopo anni di silenzio, è stato assunto come executive chef al Taver on the Green dentro Central Park a New York.
  37. MarmellateJohn Broadley. In un’epoca dove il menu è una roba solenne, il lavoro dell’illustratore Broadley per il ristorante londinese Quo Vadis va decisamente ammirato.
  38. L’anatra pressata e l’aragosta da Otto, a Londra. E quando tutto sembra essere un kimchi di qua e fermentazione di là, c’è ancora un posto per la vecchia scuola à la française, e in pochi la sanno interpretare meglio di Otto Tepassé nella capitale inglese. Qui si può mangiare ancora l’antica specialità dell’anatra pressata, ossia la carcassa messa sotto una pressa a vite per far uscire il sangue da utilizzare nelle ricette.
  39. Donut con crema al caramello a nido d’ape. Bread Ahead al Borough Market è la prima tappa per un qualsiasi pellegrinaggio di ciambelle a Londra. Provare per credere.
  40. Mikkeller’s Book of Beer. Un libro imprescindibile per gli amanti delle birre, scritto dal fondatore del microbirrificio danese, Mikkel Borg Bjergsø. In parte guida per l’aspirante birraio, in parte memoir dell’esperienza di Mikkel.
  41. The-Mast-Brothers-I Mast Brothers arrivano a Londra. I fratelli Rick e Michael Mast, noti per aver aperto una delle prime micro-cioccolaterie bean to bar (dalla fava di cacao alla tavoletta) a Brooklyn, sbarcano a Londra con la loro prima fabbrica di cioccolato europea in uno spazio di 2000 mq in Redchurch Street.
  42. Man in the Maze. Un documentario di 7 minuti presentato per la prima volta al Sundance film festival a gennaio in cui si racconta di come una piccola comunità rurale del sud dell’Arizona si sia rivoltata contro la difettosa industria del cibo e dell’agricoltura americana.
  43. The Real Junk Food Project.Lo chef dello Yorkshire Adam Smith 18 mesi fa si è opposto allo spreco di cibo perpetrato da ristoranti e supermercati in UK: i prodotti ancora integri e utilizzabili buttati via sono stati recuperati da Smith per preparare i piatti di un cafè di Leeds dove i clienti pagano quanto pensano sia giusto pagare. L’idea ha avuto successo: sono ormai 13 i locali in UK che hanno aderito al progetto.
  44. Bue grassoFiera del Bue grasso di Carrù.La Fiera del Bue Grasso in provincia di Cuneo si tiene ogni dicembre e ha come fulcro l’asta in cui ristoratori e allevatori offrono cifre sempre più alte per accaparrarsi i capi migliori.
  45.  Sidro artigianale.  Il sidro artigianale americano e inglese sta tornando alla ribalta grazie a piccole aziende come Orchard Pig e Sanford Orchards.
  46. Osaka, Giappone.Scalzando Tokyo dalla vetta, Osaka si sta rivelando la vera capitale del cibo in Giappone, proponendo specialità come takoyaki e okonomiyaki.
  47. Savage salads. A Soho, precisamente in Broadwick Street, Savage Salads propone insalate ricche e colorate che seguono la stagionalità, con ingredienti come il formaggio halloumi, hummus e cavolo nero. Le code per mangiare le insalate di Savage Salads crescono ogni giorno.+
  48. Banana habaneroMr Vikki’s hot banana habanero.Adam Marks, originario della Cumbria (una contea del Nord-Ovest dell’Inghilterra), ha inventato un chutney irresistibile a base di habanero, banana, zenzero fresco e lime.
  49. Il periodo sabbatico dei ristoranti.  Seguendo l’esempio di Renè Rezdepi del Noma, che ha portato tutto il suo staff per alcuni giorni al Mandarin Oriental di Tokyo, anche il Fäviken di Magnus Nilsson chiuderà d’ora in poi per almeno 20 settimane all’anno. Gastronomic sabbaticals è il termine in inglese.
  50. Loco’I’s fast food revolution. Le persone, stufe delle solite tentacolari catene, vogliono un fast food economico ma fresco e di qualità: Loco’l, il nuovo locale degli chef Roy Choi e Daniel Patterson, di cui è prevista l’apertura in due sedi a Los Angeles e San Francisco a fine anno, proporrà ottimi hamburger con ingredienti di qualità a 99 cents.

Il vino Serragghia di Gabrio Bini, produttore in naturale a Pantelleria, e la Fiera del Bue Grasso di Carrù sono quindi gli unici due vanti degli italiani, in termini di coolness e tendenza, secondo l’Observer Food Monthly del The Guardian.

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