Verona: 5 osterie da provare

20 marzo 2015

Verona, città dal carattere multicolore: i delicati uliveti del Garda le donano un riflesso dolce e profumato; la tragedia di Romeo e Giulietta la elegge città simbolo dell’amore; il suo aspetto elegante e nobile è reso imponente dall’arena. Ma Verona è molto altro: essa nasconde, anzi nascondeva, un’identità enogastronomica ben definita che i suoi cittadini oggi rivendicano a suon di locali e ristoranti. E dove si può trovare l’aspetto più sincero della cucina veronese? Ovvio, nelle osterie. Tra le tante, Agrodolce ne ha scelte 5, alcune delle quali storiche.

  1. ai oseiAi Osei (via Venti Settembre, 124/b). Nel cuore di porta Vescovo, l’osteria è presente in città fin dall’inizio del Novecento. L’ambiente familiare e la cordialità del personale rendono il locale molto accogliente. La cucina è casalinga e tipicamente veneta con pasta e dolci fatti in casa e specialità come le tagliatelle in brodo, lasagnette al sugo di coniglio, baccalà con polenta, cacciagione e il piatto forte: bollito e pearà (pepata), una salsa composta da pane raffermo grattugiato, brodo di carne, midollo di bue e tanto pepe. Tutti i piatti sono preparati espressi con ingredienti selezionati e accompagnati a dei buoni vini. Ottimo il rapporto qualità/prezzo.
  2. Osteria_Al_Duca_VeronaAl Duca (via Arche Scaligere, 2). Il locale è situato nel cuore di Verona in un edificio del XIII secolo appartenuto ai Montecchi, dove si dice abbia vissuto Romeo. Da secoli è stato trasformato in luogo di ristoro e gode della fama di osteria più antica della città. L’ambiente è particolare e curato e il personale molto disponibile. La cucina è tipica veneta e veronese e i piatti sono realizzati con cura secondo la tradizione. Tra le preparazioni nel menu troviamo i bigoli al torchio con ragù de musso (asino), le pappardelle al sugo d’anatra, piatti di carne equina, lumache trifolate, pastissada de caval, formaggi del territorio, dolci fatti in casa e prodotti vitivinicoli del territorio veronese.
  3. morandinMorandin (via Venti Settembre, 144). Tipica osteria seguita con passione da ragazzi giovani che hanno saputo mantenere inalterate le tradizioni della cucina della vecchia scuola veronese. Il locale è molto accogliente e curato e rappresenta la tipica osteria dove il colore di spicco è il marrone del legno e il personale è affabile e cordiale. Il menu è scritto a penna su un foglio di cartoncino grezzo: la scelta dei piatti non è ampia ma la ricercatezza della materia prima rende le preparazioni particolarmente interessanti. Ottimi i bigoli al musso, la pasta e fasoi, fasoi alla veneta, la trippa, la pastissada de caval e la tagliata di puledro con purè. Ottimo anche il tiramisù e la sbrisolona con la grappa, e più che ottimo il prezzo alla fine. La carta dei vini è appropriata per i cibi in lista; buono quello della casa
  4. sgarzarieSgarzarie (14/a corte Sgarzarie). L’osteria si trova in una piazzetta nascosta nei pressi di piazza Erbe. Lo chef propone una cucina stagionale e tradizionale con un tocco creativo che la rende più ricercata. I prodotti sono selezionati e rigorosamente del territorio, iniziando dal vino Amarone per le salse, il formaggio Monte veronese e continuando con il tartufo della Lessinia, gli sfilacci di cavallo e il riso superfino Carnaroli della Pila vecia di Gabriele Ferron. La carta dei vini riporta etichette di tutto il territorio italiano, ma mette in evidenza quelle locali. Tra i piatti must del menu sono da considerare: gli sfilacci di cavallo con aceto di lampone, lo speck di manzo, le pappardelle con sugo di lepre, il risotto all’Amarone, la pluma di maialino iberico marinata allo sciroppo d’acero, nonché la selezione di formaggi con mostarde fatte in casa. Tra i dolci è ottima la torta di mele tiepida con crema alla vaniglia.
  5. Osteria Sottoriva-5Sottoriva (via Sottoriva, 9/a). È l’osteria per antonomasia. La sua collocazione è sotto i portici dell’omonima via, in una zona molto suggestiva del centro storico di Verona. Offre una decina di coperti all’interno, ma il pezzo forte sono i tavoli sotto il portico esterno, dall’atmosfera che porta indietro nel tempo. I vini nella carta sono pochi ma buoni, come pochi sono i tipi di birra, ma sono più che sufficienti per accompagnare piatti semplici come pasta e fagioli, gnocchi al sugo de musso, pastissada de caval, polpette di manzo e di cavallo, trippa, polenta e gorgonzola. Buona anche la zuppa del giorno, spesso a base di patate e verdure. Semplici ma buoni i dessert, che vedono al primo posto la torta di pasta frolla ripiena di ricotta e composta di frutta di bosco, la cui ricetta è gelosamente custodita. Nota curiosa: non viene servito il caffè, ma delle tazzine al cioccolato ripiene di mousse al caffè offerte dal locale.

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