Tutti i tipi di tè, dal verde al mate

23 marzo 2015

Sebbene non abbia la fortuna di vivere all’epoca della geniale Jane Austen e la pausa merenda sia popolata di foglie excel, il fascino di una buona tazza di per spezzare i ritmi rimane immutato. il tè proviene da una pianta sempreverde originaria di cina, tibet e india del nord Corroborante, tonificante, purificante: i benefici sono tanti, ma prima di infilare il naso negli scatoloni pieni di foglie secche dell’erboristeria o della sala da tè sotto casa meglio fare un veloce ripasso per evitare di fare scena muta con la commessa come alla vostra ultima interrogazione di filosofia medievale. Premessa: il tè che poniamo in infusione proviene da una pianta – del tè, appunto – sempreverde originaria della Cina, del Tibet e dell’India del Nord e caratterizzata da piccoli boccioli bianchi che somigliano a roselline. Non si tratta di erbetta o di petali, insomma: parliamo di foglie.

  1. tè verdeVerde. A conferma del nome, il tè verde è prodotto attraverso un processo di appassimento delle foglie di tè che avviene prima su vassoi di bambù e poi attraverso l’uso del calore in grossi wok. Dal sapore leggermente asprigno e tendente all’amarognolo, è conosciutissimo per le proprietà antiossidanti e per la diminuzione del danno cellulare grazie alle catechine che contiene, stimolatore del metabolismo ed efficace neuro-protettivo, pare sia diventato il miglior amico delle donne dopo la crema antirughe.
  2. tè neroNero. È il tè degli europei per eccellenza, in particolare per il suo contenuto di teina. Prodotto prevalentemente in India e in Africa, subisce una lavorazione divisa in 4 fasi: dall’appassimento delle foglie si passa all’arrotolamento, alla fermentazione e quindi all’essiccazione. Il tè è privato degli oli essenziali per assumere la il colore scuro durante la fermentazione e il caratteristico aroma. Ricco di teofillina usata nella terapia dell’asma e della bronchite, contribuisce alla riduzione del colesterolo e macchia i vestiti.
  3. tè biancoBianco. Pregiatissimo, costosissimo, buonissimo. Raccolto una volta l’anno, il tè bianco è prodotto utilizzando esclusivamente la prima gemma e la foglia più alta della pianta del tè, sbocciata nella nuova stagione. ll risultato è costituito da foglie che assumono un caratteristico colore argenteo e danno un infuso molto chiaro e delicato.
  4. tè oolongOolong. Il tè oolong è ancora poco diffuso. Si tratta di un tè semi-ossidato perché le foglie subiscono il processo di ossidazione solo lungo i bordi delle foglie: queste hanno quindi un colore più o meno scuro, ragion per cui i francesi li chiamano anche Bleu-verts, e producono infusi dal sapore più intenso di quelli verdi. Ne esistono molte tipologie, da quelli molto leggeri e fragranti a quelli di colore ramato scuro con un sapore di caramello bruciato.
  5. tè puerhPu’er. Questo tè dal nome strano deve la propria denominazione alla città in cui era commerciato e che, ironicamente, non produce tè. È conosciuto anche come tè postfermentato perché subisce una lavorazione molto particolare che gli conferisce un sapore che ricorda la terra bagnata.È venduto in vari formati: a foglie, a panetti, a torte (tea cake) a palline. Esistono collezioni di tè pu’er di oltre un secolo, perché si conserva molto a lungo.
  6. tè matchaMatcha. La passione di qualsiasi food blogger che voglia meritarsi il titolo. Originario del Giappone e celebrato nella cerimonia di preparazione del tè attraverso attrezzatura apposita, il matcha si ottiene con la cottura delle foglie di tè a vapore, che sono poi asciugate e ridotte in polvere. Ricco di vitamine, polifenoli e antiossidanti, ha trovato gloria grazie alle proprietà coloranti e alla diffusione di macaron, gelati, soba e quant’altro, possa assumere la tenue colorazione verdina. Ma bevuto è decisamente meglio.
  7. rooibosRooibos. Oltre al tè verde, di gran moda è anche il roiboos: totalmente privo di teina e ricco di vitamina C, si tratta in realtà di una bevanda diversa dal tè vero e proprio. Proviene infatti da un arbusto del Sudafrica le cui foglie, fermentate ed essiccate, producono un’infusione rossa ricca di sali minerali, antiossidanti e polifenoli. Il retrogusto ha sentori di nocciola e rimane leggermente dolce.
  8. mateMate. A ogni popolo la sua bevanda: l’erba mate non è un tè nel senso stretto del termine, ma è usata da secoli dagli indigeni per preparare un infuso popolarissimo soprattutto in Argentina, in Paraguay e in Cile. Per prepararla si utilizza un contenitore ricavato da una piccola zucca svuotata, succhiandolo con una cannuccia di argento. Tra i pregi più apprezzati, le proprietà rinfrescanti, la carica energetica e l’apporto di vitamine e sali.

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