Da dove vengono i gamberi di importazione?

25 marzo 2015

Vi siete mai chiesti come arrivano sulle nostre tavole i gamberi d’importazione che provengono dal Sud America e dal Sud Est asiatico? A dare una risposta a questa domanda è stata Liza Boschi, inviata di Presa Diretta, programma d’inchiesta in onda su Rai 3, che insieme alla producer Elena Marzano si è recata in Bangladesh e in Thailandia alla scoperta dei metodi di allevamento che molto spesso sono sconosciuti. La quantità di produzione dei crostacei in Italia è ai minimi storici e la crisi del settore è causata anche dalla spietata concorrenza dell’importazione dall’estero, a discapito spesso della qualitàInnanzi tutto c’è da dire che la quantità di crostacei prodotta in Italia è ai minimi storici, nel 2009, infatti, l’Italia era al terzo posto tra i paesi importatori di gamberi che per la maggior parte erano e sono tutt’oggi rappresentati da prodotti surgelati. La crisi del settore è quindi dovuta alla spietata concorrenza dell’importazione dall’estero, la quale rende molto difficile i controlli di qualità. Liza Boschi nella puntata di Presa Diretta andata in onda domenica 15 marzo, ha visitato uno dei luoghi dove vengono allevati i gamberi che poi finiscono sulle nostre tavole. Il luogo in questione si trova a 12 ore di macchina da Dacca, capitale del Bangladesh, si tratta di una zona molto remota che nel passato era utilizzata per coltivazioni e pascoli, occupata da foreste e risaie ma che oggi è diventata un grande lago salato dove donne e bambini lavorano per far crescere i crostacei destinati esclusivamente al mercato estero. La giornalista si è poi spostata in Thailandia cercando di individuare i passaggi del trash fish, ossia quel pesce che non può essere venduto al mercato ma che viene comprato dai produttori di farina di pesce per creare mangime necessario ad allevare i gamberi. Questa farina di pesce è molto utilizzata anche in Europa (che ne risulta essere il più grande importatore) per ingrassare polli e maiali di allevamento. Nelle bancarelle del trash fish risaltano all’occhio anche diverse specie di pesci tropicali della barriera corallina che vengono portati a riva con la pesca a strascico, attività che distrugge i fondali. Da un lato, dunque la crisi del settore, dall’altro la distruzione dell’ambiente.

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